L’hai fatto più di 700 volte nell’ultima ora senza rendertene conto, senza prestargli la dovuta attenzione tenendo di conto che da questo dipende la tua vita: respirare. E non è l’unica cosa che fai senza essere presente, senza essere consapevole e la maggioranza di noi vive in questo modo: senza esserci, senza essere consapevoli, vive senza abitarsi. E se il qui ed ora è l’unico momento reale, concreto, tangibile della nostra vita, se il qui ed ora è l’unico posto dove vivere davvero, se non siamo presenti, dove siamo di preciso?

Dove siamo quando l’altro ci parla e non sentiamo nemmeno il suono della sua voce? Quando siamo quando sfilano davanti ai nostri occhi dei ricordi talmente vividi da riuscire ad influenzare le nostre emozioni, le nostre azioni, le nostre reazioni? Siamo lontani, non siamo qui. E purtroppo, passiamo buona parte della nostra vita in questo modo, fuggendo dal presente, rinchiudendoci in un tempo intermedio fatto di pensieri, ricordi, aspettative, trascorriamo il tempo della nostra vita imprigionati nella nostra mente.

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Il circolo vizioso dei pensieri che ci allontana dalla realtà

Quando rimaniamo intrappolati nei nostri pensieri, nelle nostre ansie e paure, rischiamo di entrare in un circolo vizioso nel quale i pensieri causano delle risposte emotive in grado di fare ammalare il corpo, di renderci sempre più vulnerabili, stanchi e stressati.

Lo stress era in passato una risposta fisiologica ad una minaccia reale e s’ innescava in noi attraverso il sistema nervoso una risposta di “lotta o fuga”, e una volta che la minaccia era stata neutralizzata, seguiva una fisiologica fase di riposo o recupero. Il guaio è che ora lo stress è causato da minacce “eteree”: i nostri pensieri, e questi pensieri non svaniscono nel nulla perché li richiamiamo alla mente in continuazione; in questo modo, percepiamo la minaccia, la fonte del nostro stress, in modo sempre presente e non giungiamo alla fase di rilassamento e di recupero, anzi! Lo stress si accumula sempre più e ci spinge a vivere costantemente in stato di allerta.

Questa non è vita, è sopravvivenza. Un’ esistenza di questo tipo si basa sulle reazioni provocate da uno stato di stress costante nutrito da pensieri che ci allontanano sempre più dalla realtà, dal momento presente. In una condizione del genere, i timori che nutriamo possono spingerci a voler tenere tutto sotto controllo nel tentativo di evitare ogni tipo di problema che potrebbe causare una qualche sensazione spiacevole, ci focalizziamo unicamente su ciò che pensiamo dover portare a termine dimenticandoci di vivere mentre lo facciamo. Ci focalizziamo sull’obiettivo dimenticandoci del “viaggio”.

“Quando presti più attenzione a quello che fai che al risultato futuro che vuoi raggiungere con esso, rompi il vecchio condizionamento dell’ego. Quindi sei non solo più efficace, ma infinitamente più felice e soddisfatto. Fai una cosa alla volta, così è come un maestro Zen definì l’essenza dello Zen. Fare una cosa alla volta significa essere totale in quello che fai, prestargli tutta la tua attenzione. Questa è azione resa, azione potente.”
(Eckhart Tolle)

Rompere il circolo vizioso e re-imparare a vivere con consapevolezza

Per rompere il circolo vizioso dei pensieri, ciò che possiamo fare è scendere dalla soffitta. Viviamo talmente tanto nella nostra testa che ci dimentichiamo di tutto il resto, di abitare il nostro corpo, di viverlo senza fuggire dalle sensazioni che potrebbe darci. Le sensazioni fisiche sono importanti, ci radicano nel corpo e nel momento presente; ci aiutano a tornare alla realtà e a fare la differenza tra minaccia reale e minaccia immaginaria.

Grazie alle sensazioni, potrai concentrare la tua attenzione su ciò che farai, momento dopo momento, con consapevolezza e presenza. In questo modo, vivrai nel presente e le tue azioni ti “nutriranno”, perché le vivrai profondamente, non sarai più preda dei pensieri e delle paure. Sarai semplicemente presente e vivrai il mondo per ciò che è, senza lasciarti influenzare dalle ombre che la tua mente potrebbe proiettare su di esso, perché spesso ci lasciamo intimorire da loro: ti ricordi quando da piccoli ci svegliavamo nel cuore della notte e i vestiti posti sulla sedia sembravano mostri? Le cose non sono poi cambiate di molto, ci lasciamo intimorire ancora oggi dalle nostre proiezioni.

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10 minuti al giorno di consapevolezza per vivere con più serenità

meditazione-guidata

Possiamo allenarci alla consapevolezza, sia attraverso le sensazioni corporee che il nostro corpo ci comunica in ogni momento, sia imparando ad osservare i nostri pensieri, senza giudicarli. Possiamo allenarci ad essere presenti, ad accoglierci nella nostra interezza, facendo semplicemente un passo indietro ed osservandoci con gentilezza, pazienza e compassione. E possiamo farlo dedicandoci semplicemente 10 minuti di meditazione o Mindfulness al giorno.

Diversi studi scientifici hanno dimostrato che una pratica costante, anche di sole 8 settimane, di Mindfulness o meditazione era in grado di promuovere dei cambiamenti funzionali e duraturi al livello cerebrale, tra i quali un incremento della concentrazione di materia grigia nelle regioni coinvolte nei processi di apprendimento e memoria. Ma la differenza più importante e forse concreta per noi che questa pratica può portare nel nostro quotidiano può riassumersi in una modo più consapevole e sereno di vivere in generale.

Per concludere questo articolo, vorrei invitarti a guardare questo video che Matthieu Ricard ha tenuto nel 2004 sul potere della meditazione. Sono sicura che non mancherà di ispirarti alcune riflessioni in proposito.

Buona visione!

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in discipline Bio-Naturali
www.risorsedellanima.it

Fonti