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Tag: fiori

La leggenda delle margherite di prato

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margherite di prato

Quando i prati si colorano di verde, fra l’erbetta appena nata, è possibile scorgere dei pois bianchi, tantissimi puntini che appena il sole fa capolino si aprono magicamente riempiendo il prato di bottoni bianchi, sono le margherite di prato, il simbolo che la primavera sta sbocciando.

margherite di prato

Hanno un bottone giallo in centro e tanti petali bianchi a volte sfumati di rosa, sono piccoli fiori che crescono spontaneamente, provengono dal lontano Tibet e hanno una storia davvero magnifica alle loro spalle.

La Leggenda degli Occhi della Madonna

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Occhi della Madonna

Sono piccolissimi fiori azzurri che colorano i prati durante tutto l’anno, il loro nome scientifico è “Veronica” ma tutti li conoscono come “Occhi della Madonna

Occhi della Madonna

I loro 4 petali (non sono fiori “petalosi” 😉 ) sono in realtà 4 lobi in quanto i due petali superiori sono fusi insieme e variano il loro colore dal bianco all’azzurro fino al viola intenso, di solito uno dei 4 petali è leggermente più piccolo e più chiaro, le loro foglioline sono pelose e frastagliate. La caratteristica principale di questa pianta è che appena vengono sfiorati la corolla si stacca e cade, e alcune leggende narrano che gli uccelli siano talmente innamorati di questi fiori che chiunque li danneggi verrà beccato negli occhi.

Ecco come riutilizzare i vecchi cestini di vimini

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In autunno arriva il momento preparare il giardino all’inverno, mettere a dimora i bulbi e riordinare il terrazzo, ma arriva anche la voglia di stare in casa, ed è proprio questo il periodo migliore per riutilizzare i vecchi cestini in vimini e prepararli per una nuova vita.

Tutti abbiamo una o più ceste che non sappiamo come adoperare, ecco perchè ho deciso di suggerirvi delle idee originali e deliziosamente chic per riutilizzare questi vecchi oggetti.

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La Fiaba della Nascita dei Papaveri

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papaveri

Il papavero lo vediamo in primavera spuntare timoroso in mezzo alle spighe di grano, come un fermaglio rosso tra i capelli di una principessa bionda, sui bordi di strade e ferrovie oppure nei prati verdi puntinati di mille colori, ma lui spicca con la sua conformazione esile e con il suo colore acceso.

Simbolo di pigrizia, il papavero rosso è da sempre conosciuto per le sue proprietà sedative e antispasmodiche, si narra che una volta gli amanti usassero prendere in mano un petalo di papavero e che se stretto nel pugno scrocchiava allora era segno di fedeltà verso il partner.

La Leggenda del Soffione

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Leggenda del Soffione

Leggenda del Soffione

Già il suo nome è tutto un programma, il tarassaco, conosciuto anche come dente di leone, dente di cane, soffione, cicoria selvatica, cicoria asinina, grugno di porco, ingrassaporci, insalata di porci, pisciacane, lappa, missinina o piscialletto, deriva dal greco  “tarakè” che significa “scompiglio, turbamento” e da “akos” che significa “rimedio”, nome che gli fu dato dagli Apotecari alla fine del Medioevo a causa delle sue proprietà medicamentose.

I vari nomi derivano dalle usanze popolari come ad esempio dente di leone che si riferisce alla forma dentellata delle foglie, oppure soffione perché la sua infruttescenza crea palle di semi leggeri che tutti i bambini, e non solo, amano soffiare via leggeri come fossero bolle di sapone di Madre Natura, mentre il nome piscialletto è dovuto alle sue sorprendenti doti diuretiche.

Come fare un bouquet di fiori che duri per sempre

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I fiori sono forse la forma più artistica e colorata che Madre Natura ci ha donato, e come tale vorremmo sempre poterla avere sott’occhio ma purtroppo non è possibile, la bellezza dei fiori è effimera e svanisce in men che non si dica per questo motivo cerchiamo di fissarla in qualche modo.

Ed è proprio così che nasce la voglia di scoprire come fare un bouquet di fiori che duri per sempre.

Fiori perenni da giardino: 4 tra i più belli

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I fiori perenni da giardino hanno un significato antico, dall’oriente al’occidente sono stati sempre considerati simbolo di benessere e prosperità, di bellezza e amore, di armonia. Hanno un loro linguaggio e sono indubbiamente un atto di amore verso la nostra casa e verso noi stessi, perché l’armonia che ci circonda in casa è fondamentale per poter essere sereni e vivere in un ambiente tranquillo e armonioso che ci permetta di riequilibrarci e rilassarci quando rientriamo tra le mura di casa.

E’ importante però che i fiori siano un arredo costante, che si tratti di piante e non di fiori recisi, quant’è bello regalare una pianta piuttosto che un mazzo di fiori che a breve appassirà?

Come fare i fiori di carta

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Come fare i fiori di carta

rose-carta-crespa

Partiamo col presupposto che la frase “Come fare i fiori di carta” ha mille risposte e ogni persona avrà le proprie preferenze, i propri metodi, i propri materiali, ma quello che volevo farvi vedere è una carrellata di metodi per rispondere alla domanda come fare i fiori di carta.

Per prima cosa dobbiamo scegliere i materiali, per quasi tutti i tipi di fiori ci sono cose che servono sempre e sono:

Forbici
Colla caldo
Colori
Colla vinilica
Perline
Fil di ferro con tronchesini per tagliarlo
Scovolini per pipa colorati
Bastoncini (tipo spiedini)
Pennelli
Nastro adesivo (verde se possibile)
Bottoni, perline, porporina, fiocchetti, profumo.

I 7 rimedi dei Fiori di Bach

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Fiori di Bach: ecco la loro storia…

Il dottor Edward Bach era un medico inglese, nato nel 1886 e morto nel 1936 all’età di 49. Egli portò avanti nel corso della sua vita una concezione dell’uomo e del mondo del tutto personale, che appare subito scientificamente poco ortodossa quando viene esaminata con l’occhio critico della scienza, tuttavia la teoria di Bach è oggi più che mai seguita ed apprezzata.

Il Gelsomino: Una Pianta dai Mille Segreti

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❝La leggenda del gelsomino di M. Tibaldi
La notte in cui il Bambino nacque a Betlemme, nevicava e faceva un freddo terribile. Il divino Fanciullo si era addormentato di un sonno soave.
Ad un tratto, una raffica di vento impetuoso investì la capanna e la porta mal connessa, si spalancò
d’improvviso. Una folata d’arai gelida e di neve entrò nella stalla…. subito San Giuseppe corse a richiudere la porta. Ma un fiocco di neve si era posatosulla fronte del Bambino Gesù. 
Temendo che Egli si destasse la Madonna si chinò su di lui e, con un dolce bacio, tolse dalla fronte il bianco fiocco.
Miracolo! Esso non si disciolse al calore delle labbra ma si trasformò in un piccolo fiore dal profumo intenso e dai petali candidi. 
Il gelsomino era sbocciato dal bacio della Madonna sulla fronte del Bambino Gesù.❞
Questa pianta rampicante dal profumo inebriante ha anche diverse qualità che possono tornare utili al nostro corpo. La pianta è di facile coltivazione, cresce addirittura spontanea in Sicilia e resiste anche alle basse temperature, fino a -5 gradi non ha bisogno di venire coperta, ama il sole ma non sopporta il vento.
Ci sono molte specie di gelsomino, e fioriscono in diversi periodi, alcune anche in inverno, ma la maggior parte fiorisce dall’inizio della primavera ad autunno inoltrato.
Una leggenda narra che il gelsomino fu importato in Italia da Cosimo I De Medici detto “Gran Diavolo”, nel 1500; si dice che lui fosse innamorato di questo fiore al punto di voler essere l’unico possessore, e così ordinò ai suoi giardinieri di non regalarne a nessuno e di riprodurlo in molti esemplari. I giardinieri eseguirono l’ordine del loro signore fino a quando uno di loro regalò un rametto alla sua fidanzata, che volendolo fare durare di più, lo mise in piena terra; il rametto rimase verde a lungo, e la primavera dopo vegetò e mise nuovi fiori.
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I fiori di questa pianta hanno svariate proprietà, infatti vengono usati come sedativo, agiscono sull’attività celebrale e psichica, rendono il carattere più fermo e costruttivo, antidepressivo, afrodisiaco, rilassante, sedativo, cicatrizzante, antispastico e tonico uterino. Infatti il profumo di gelsomino si dice sia euforizzante e stimoli direttamente l’ipotalamo a produrre l’enkefalina, una sostanza che inibisce il dolore e procura uno stato di benessere e di felicità. Viene anche usato per facilitare il parto e nei casi di confusione mentale e shock.
Il gelsomino bianco significa amabilità e sensualità, mentre il gelsomino giallo è segno di felicità e si regala dopo una notte d’amore.
Se volete provare a farvi in casa un oleolito di gelsomino da spalmare sulla pelle secca potete riempire un vaso di vetro o ceramica con i fiori bianchi appena raccolti, facendo attenzione che non si ossidino e diventino scuri. poi vanno pressati leggermente e ricoperti di olio vegetale, meglio un olio leggero come olio di girasole o di vinacciolo.
Mettetene fino a coprire interamente i fiori e chiudete bene. Lasciate macerare per un paio di settimane, magari aggiungendo dei fiori nuovi ogni tanto e togliendone un po’ di quelli vecchi.
Finito il tempo di macerazione filtrate l’olio schiacciando bene i fiori attraverso un colino a trama fine. l’olio va conservato al buio e ben chiuso, meglio al fresco facendo attenzione che non diventi rancido. Usato sulla pelle le donerà morbidezza e una profumazione inebriante.
gelsomino (1)
Potete provare anche a fare uno sciroppo per la tosse che può essere anche allungato per farne delle bevande dissetanti.
In una pentola fate bollire 4 parti di acqua e 3 di zucchero in modo da avere uno sciroppo, lasciate raffreddare e unite 3 parti di fiori di gelsomino appena raccolti, prima che si scuriscano. far cuocere per almeno mezz’ora a fuoco basso, senza mai far sobbollire.
Dopo di ché spegnere e lasciare riposare per una notte.
Al mattino filtrare bene il tutto e spremere i fiori attraverso un filtro di garza. Conservare in un vasetto chiuso e in frigo.
Famoso è anche il tè al gelsomino, diffuso in Cina già migliaia di anni fa. La tecnica di produzione consiste nell’aggiungere al tè già essiccato dei boccioli di gelsomino freschi durante la notte, così che ne assorba l’aroma. Il processo deve essere ripetuto diverse volte, in seguito il tè deve essere essiccato nuovamente per rimuovere l’umidità raccolta dai boccioli freschi, i quali si possono togliere o lasciare per conferire un aspetto particolare. Questo tè è buono così, senza dolcificanti, latte o limone.