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Metodo holding: quando l’abbraccio calma i bambini

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Ognuno di noi conosce il potere di un abbraccio, già dalla nascita il neonato ne ha bisogno per superare il trauma del ritrovarsi nel mondo, e crescendo questo bisogno di contatto è sempre presente e forte.

 

Negli anni ’70 la psicoterapeuta Martha Welch “inventò” una tecnica chiamata holding per gestire le crisi dei bambini autistici, abbracciandoli la loro capacità di relazionarsi ed interagire mostrava notevoli miglioramenti; per questo motivo lo studio della psicoterapeuta statunitense venne allargato anche ai bambini normodotati con risultati stupefacenti, infatti con il semplice gesto di un abbraccio si riuscivano a gestire i capricci, i disagi, le reazioni aggressive e le crisi isteriche.

10 frasi di Maria Montessori per una vita d’amore e di consapevolezza

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Si parla tanto di educazione, pedagogia, metodi di apprendimento e chi più ne ha più ne metta. Ma chi può dire davvero ciò che è giusto per noi e per il nostro bambino? Chi ha la “verità” in tasca?
Nessuno.
Nessuno può sapere cosa può “funzionare” per la nostra situazione.

Ma ci sono delle leggi universali, che meritano di essere abbracciate e fatte nostre da tutti. Le leggi sulla dignità umana per esempio sono patrimonio mondiale e dovrebbero essere rispettate da tutti.

Allo stesso modo Maria Montessori aveva dedicato al bambino e al suo sviluppo, una vita intera. E certe parole, non possono venire dimenticate.

I bambini che si sporcano di fango e terra sono bambini con una marcia in più

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Non mi sono mai capacitata di come ci si preoccupi tanto di non “sporcare” un vestito, di non sgualcirlo, che addirittura venga tenuto nell’armadio gelosamente e che permettiamo (ai nostri bambini o a noi) di indossarlo solo nelle “grandi occasioni”. Il più delle volte queste “grandi occasioni” non arrivano o se arrivano durano appunto un giorno soltanto… Alle volte ci accorgiamo che un abito non va più bene perchè abbiamo cambiato taglia, o perchè i nostri figli sono cresciuti e non li hanno mai indossati… mi pongo dunque due domande:

L’incanto di Leggere e Scrivere secondo il Metodo Naturale

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“…dato che la maggior parte della gente legge soltanto se lo trova valido a livello personale, tutti gli sforzi compiuti fin dall’inizio per insegnare a leggere dovrebbero essere rivolti a ciò. Purtroppo, la lettura è invece insegnata il più delle volte come capacità di decifrare…”

“…Noi insegniamo ai bambini a leggere nella speranza che quando leggono avrà in futuro un significato per loro. Ma è molto meno facile che una capacità che non sia stata intrinsecamente ricca di significato fin dagli inizi del suo apprendimento diventi ricca di significato in un secondo tempo, specie se paragonata a un’attività che abbia fatto vibrare fin dall’infanzia le corde più profonde del nostro essere”.

Non Costringiamo I Bambini A Salutare E A Ringraziare

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Quante volte capita a noi adulti di invitare in modo insistente il bambino a salutare o a ringraziare una determinata persona?

Se qualcuno saluta nostro figlio o gli regala qualcosa sentiamo il bisogno di invitarlo a rispondere in modo educato, insistendo a volte per fargli dire un “ciao” o per un “grazie”. In questo modo, se loro ripetono ciò che noi vogliamo sentirli dire, ci sentiamo in pace con la nostra coscienza, ci siamo comportati da buoni genitori, abbiamo assolto al nostro ruolo educativo.

Mia Moglie Non Lavora. E’ Una Casalinga

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E’ diventato subito virale il post su Facebook di Ryshell Castlberry della Florida, una mamma a tempo pieno ma soprattutto una donna che viene vista come “una che non lavora” o peggio “lei è a casa non ha niente da fare“…

Quante volte lo sentiamo dire o lo diciamo, consapevolmente o meno? Troppe decisamente. E’ ora di sfatare il mito che le mamme (o i papà, perché sempre più spesso sono loro a stare a casa mentre la moglie lavora) che stanno a casa non facciano niente, o perlomeno non lavorino.

Casalinga

Bambini Felici, Non Perfetti: Questo è il Modo Migliore per Crescerli

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Bambini Felici

Fatevi una domanda: “cosa volete per i vostri figli?

Molti genitori d’istinto risponderanno la felicità, ma pensateci un attimo. In sostanza vorreste che fossero preparati per affrontare la vita, diventare bravi professionisti, con un buon lavoro, una famiglia perfetta con il compagno perfetto, tanti soldi… ma è questo che veramente vogliono i vostri figli?

Certo se ci si rifà allo stereotipo del bambino perfetto delle riviste patinate dove sono sempre puliti, in ordine, non fanno mai i capricci e non fanno chiasso, e se poi aggiungiamo anche la visione di uomini e donne di successo tutti perfettini, belli e imbalsamati, allora uno può anche pensare di volere quello per i propri figli: la finta perfezione della cultura moderna.

Medicina antroposofica: la scienza dello spirito per ritrovare la salute

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«Non ci basta più guardare la malattia soltanto come il risultato di un agente patogeno esterno, né ci soddisfa il pensiero che possa essere curata con la semplice somministrazione dall’esterno di un certo rimedio. Malattia e guarigione coinvolgono così radicalmente l’uomo intero, nei vari aspetti della sua esistenza, da evocare inevitabilmente il desiderio e il bisogno che esse possono venir indagate proprio tenendo conto di tutti questi vari aspetti, materiali e immateriali, sensibili e soprasensibili». Dal 1920 il fondatore dell’antroposofia (o “scienza dello spirito”) Rudolf Steiner – in collaborazione con Ita Wegman e altri medici – iniziò a sviluppare la medicina antroposofica. Pur riconoscendo e utilizzando le acquisizioni scientifiche della medicina occidentale, si proponeva un ampliamento dell’arte medica fondato sulla conoscenza e sulla comprensione della realtà fisica, psichica e spirituale dell’uomo e del mondo.

Basta Compiti: il gruppo per l’alternativa alla studio domestico

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Gli studenti italiani sono tra i più carichi di compiti ma conseguono risultati modesti nelle competenze alfanumeriche. Questo ritratto che emerge da un recente rapporto Ocse delinea una preoccupante contraddizione. I nostri alunni 15enni dedicano circa nove ore alla settimana per i loro studi casalinghi contro le 4,5 di media degli altri 65 Paesi Ocse. Tale gravoso impegno non produce però i frutti sperati. Del resto, come rilevato dall’Ocse sulla base dei test Pisa – che valutano le competenze matematiche, scientifiche e di lettura dei ragazzi – se vengono impiegate fino a quattro ore per i compiti vi sono conseguenze positive sulla prestazione generale, ma superata tale soglia non si registrano più effetti significativamente favorevoli. In sintesi, per il migliore apprendimento paiono contare di più altri aspetti legati al sistema scolastico in generale, quali la qualità dell’istruzione, la proposta didattica, l’organizzazione della scuola e la preparazione dei professori, che le tante e faticose ore trascorse chini sui libri, spesso improduttive.

Nature Play: La Scuola Come Dovrebbe Essere

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“La specie più in pericolo in questo periodo? I nostri bambini”

Nature Play è un documentario pluripremiato del regista danese Dan Stilling che rivela i contrasti tra l’ossessione americana di un’educazione fatta di test standardizzati a discapito di tutto il resto, e l’approccio basato sull’abbraccio di tutta la natura della Scandinavia.

Nature Play

Il sistema scolastico americano risulta terribilmente sbagliato, tarpa le ali ai bambini limitando il loro amore istintivo per il gioco, l’esplorazione e l’innovazione, e punta molto invece sui punteggi dei test, i quali richiedono anni di preparazione per raggiungere i punteggi sempre più elevati, che vengono sottratti alla giovinezza dei piccoli.