Benessere

La sorprendente relazione tra musica e cellule raccontata da Emiliano Toso

Di Laura Cusmà Piccione - 17 Aprile 2023

“La musica può fare di un’anima devastata una cattedrale”.

Vasile Ghica, uno scrittore rumeno

La musica nell’arte

Fu l’arte ad accorgersi per prima dello stretto rapporto tra arte e mente, sin dall’arte classica. L’esemplificazione migliore la consegnò alla storia dell’arte Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, con il suo capolavoro Riposo durante la fuga in Egitto. La musica è letteralmente centrale nel quadro: la suona il violino dell’angelo bellissimo che in due parti di genere taglia la scena. A destra san Giuseppe, immerso in una natura arida e avvizzita, regge lo spartito all’angelo sensuale che lo separa dalla giovane moglie puerpera, invece immersa in una piantagione simbolica e lussureggiante, sposa bambina che, mentre lui era in viaggio, ha stranamente concepito il Bambino cicciottello che tiene amorevolmente in braccio. Chissà quanta paura ebbe la quattordicenne quando si trovò a cospetto del vecchio marito a dover confessare il terribile segreto nascosto nel ventre.

E la parola ormai sfinita si sciolse in pianto ma la paura dalle labbra si raccolse negli occhi semichiusi nel gesto d’una quiete apparente che si consuma nell’attesa di uno sguardo indulgente e tu piano posasti le dita all’orlo della sua fronte. I vecchi quando accarezzano hanno il timore di far troppo forte.
(Fabrizio De André, Il sogno di Maria)

In una sola scena Caravaggio dipinge tutte queste incombenze del cuore di neo-genitori in fuga da chi vuole ammazzare loro il figlioletto appena nato, i quali si possono concedere una sosta amena “tra le delizie”, con un dolcissimo, addirittura divino, sottofondo musicale che possiamo persino leggere sullo spartito, preso dalla Bibbia:

Quam pulcra et quam decora carissima in deliciis | Quanto sei bella e quanto sei graziosa, carissima mia, in mezzo alle delizie.
(Cantico dei Cantici 7,7)

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Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, Riposo durante la fuga in Egitto . Credit foto© Wikipedia

Ma sarà l’arte contemporanea a cogliere ancora meglio la risonanza tra musica e arte. D’altronde, la musica è l’arte più astratta tra le sette. Proprio per questo, gli astrattisti seppero meglio rappresentarla. In particolare, l’astrattista Vasilij Kandinskij è il pittore che più e meglio la raffigurò, come se le sue composizioni altro non suonassero che emozioni: il pittore russo riteneva che l’azzurro da un punto di vista musicale somigli al flauto, il blu a un violoncello e, quando diventa molto scuro al suono meraviglioso del contrabbasso. Nella sua dimensione più scura e solenne al suono profondo di un organo. E così le sue tele suonano improvvisazioni e composizioni.

Wassily Kandinsky, Composizione VI. Credit foto© Wikipedia

Nel 1952, c’è la fotografia Harold Feinstein, a Coney Island denominata Boardwalk Sheet-music Montage, dove le persone affacciate su una ringhiera-pentagramma diventano note di una musica e immortala la concezione di Emiliano Toso incentrata sull’unione armonica di cellule e musica.

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Studi scientifici

La scienza ha studiato a fondo la relazione musica-mente.
È lunga la storia del rapporto scienza-musica. Si pensi a Leonardo Da Vinci o a Galileo Galilei che fornì un contributo fondamentale alla musica. Si dedicò infatti alla comprensione dei fenomeni acustici, studiando in modo scientifico l’importanza dei fenomeni oscillatori nella produzione del suono. Scoprì anche la relazione che intercorre fra la lunghezza di una corda in vibrazione e la frequenza del suono emessa.

Non ammireremmo noi un musico, il quale cantando e rappresentandoci le querele e le passioni d’un amante ci muovesse a compassionarlo, molto più che se piangendo ciò facesse?
E molto più lo ammireremmo, se tacendo, col solo strumento, con crudezze et accenti patetici musicali, ciò facesse
(Galileo Galilei, Lettera a Lodovico Cardi)

Che la musica faccia risintonizzare in armonia la nostra anima è scientificamente provato.

Resi forti dalla potenza del suono, camminiamo gioiosi attraverso l’oscura notte della morte.
(W.A. Mozart, Il flauto magico)

Sulla rivista Trends in Cognitive Sciences, i risultati di uno studio hanno messo in evidenza che i pazienti che hanno curato la propria ansia con la musica hanno avuto effetti largamente più tangibili rispetto a chi si era curato con ansiolitici. Infatti, ascoltare musica permette al nostro cervello di rilasciare grandi quantità di dopamina, un neurotrasmettitore che riduce stress e ansia e influenza l’umore e le emozioni.
Lo studio è stato condotto su pazienti in procinto di subire una delicata operazione; a un campione sono stati somministrati farmaci ansiolitici, all’altro è stata proposta una selezione di brani.

Emiliano Toso, biologo Cellulare e Musicista Compositore a 432Hz, ci accompagna alla scoperta della relazione sorprendente che esiste tra il mondo silenzioso delle nostre cellule e la musica, e di come questo incontro influenzi la nostra mente e il nostro benessere.

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Sono un biologo cellulare molto vicino alle nuove prospettive di salute offerte dagli studi di epigenetica; la parola è complessa ma il concetto è semplice: l’epigenetica è la scienza che studia come ciò in cui crediamo crea ciò che siamo.
(Emiliano Toso)

Toso ha anche partecipato a un progetto in una sala operatoria negli ospedali Riuniti di Ancona, prendendo parte allo staff operatorio, in qualità di pianista. Il progetto mirava a misurare quanto la musica possa migliorare il benessere dell’uomo, veicolando non solo emozioni ma anche informazioni cellulari. Informazioni capaci di lavorare sul livello fisico, biologico, affettivo, cognitivo, fino a quello spirituale.
È finito sui telegiornali di tutto il mondo quando il musicista ha eseguito le sue composizioni musicali con un pianoforte a coda intonato a 432Hz all’interno della sala operatoria, mentre il dottor Roberto Trignani, ha affrontato un intervento chirurgico di più di 5 ore per l’asportazione di un duplice tumore del midollo spinale di un bambino di 10 anni. Toso ha suonato con un pianoforte accordato a 432 Hz. “Quello che ho vissuto è stato qualcosa di indimenticabile – racconta il musicista – perché non me lo sarei mai aspettato di essere lì non come un sottofondo, ma così come i chirurghi, gli psicologi, gli strumenti artistici lavoravano e la musica lavorava con loro e quindi eravamo tutti parte di questa sinfonia sono stati misurati anche dal punto di vista strumentale le attività del bambino e si è visto come dalla musica e, quindi, dal punto di vista sia strumentale quindi il suo cervello, seppure in anestesia totale, percepiva quando cominciava la musica e la riconosceva”.

Translational Music – così si chiama la musica di Toso – è già utilizzata in tutto il mondo da medici, ostetriche, operatori della salute, psicologi, insegnanti e ricercatori anche su soggetti affetti da patologie cronico-degenerative.

Translational Music è la modalità per tradurre emozioni vissute a livello profondo, cellulare, in un piano più alto, quello della musica.
(Emiliano Toso)

La musicoterapia

Il rapporto musica-corpo è stato oggetto di interesse sin dall’antichità e, con lo sviluppo della medicina moderna, si è cercato di approfondire le potenzialità curative dell’ascolto o della produzione di melodie, avvalendosi di mezzi sempre più raffinati (neuroscienze).
Nel tempo, sono stati studiati e confermati gli effetti benefici della musica, sia sulle funzioni cognitive che su quelle fisiologiche dell’uomo; uno degli obiettivi di queste indagini era quello di indicare quali malattie potevano trarre giovamento dall’esperienza musicale.
Nella danzaterapia si danzano musiche non cantabili per non cascare nel cognitivo:

La scelta della musica è molto importante: deve essere una musica poco nota e possibilmente non in italiano perché altrimenti la persona che conosce la canzone va nel cognitivo, per esempio, la canta e perde di vista il contatto con la propria interiorità e se ne va nella mente
(Antonella Mazza)

Oggi, è noto che la musicoterapia può essere associata con successo alle terapie psichiatriche: l’ascolto e il canto possono ridurre, per esempio, i sintomi della schizofrenia e controllare gli stati di agitazione associati alle demenze, migliorando la qualità di vita dei pazienti e dei loro familiari.
L’arpaterapia, per esempio, per la sua capacità di risonanza e delle vibrazioni, consente una migliore gestione dello stress, la riduzione dell’ansia, la maggior ossigenazione del sangue, una maggiore tranquillità, insomma, un miglioramento generale della qualità di vita.

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Chi si avvicina all’arpaterapia riceve un massaggio sonoro con uno strumento che risveglia le emozioni e fa sognare. È uno strumento proiettato in un mondo fiabesco. Per questo lavoriamo molto con i bambini perché sono ricettivi alla magia dell’arpa. In tutte le culture l’arpa è magica. Appena sentivi pizzicare le corde dell’arpa, c’erano i poeti, c’erano i druidi, i bardi che raccontavano le storie: è sempre stata collegata a un momento in cui l’immaginazione viene stimolata insieme con le emozioni. Il mio metodo di arpaterapia immaginativa vuole cercare di studiare questo aspetto per renderlo scientifico e oggettivo per far sì che si possano studiare delle sedute ad hoc per i bisogni della persona, che può venire per fare una serie di viaggi immaginari.
(Ludwig Conistable)

Gli effetti benefici della musica

Gli effetti benefici della musica si possono misurare sul riequilibrio emozionale, sulle prestazioni cognitive, sulla qualità del sonno, sulla gravidanza, sulla terapia neonatale, intuite già nel dipinto del Caravaggio, ma anche, a livello più profondo, sulle nostre cellule. Oltre a rafforzare il legame madre-figlio, ascoltare musica in gravidanza riduce i livelli di stress e stimola il cervello.
Si tratta di una nuova e rivoluzionaria medicina rigenerativa che ci permetterà di comprendere e utilizzare il codice della musica, aprendoci nuovi orizzonti da esplorare.
Nell’incontro con Bruce Lipton, Emiliano Toso ha capito che le cellule hanno delle emozioni, sono esseri viventi.
Il mondo delle cellule è fatto di armonia, è un mondo di milioni di anni e di armonia: tutte le cellule sono caratterizzate da armonia: in questo momento, le cellule dell’occhio comunicano con quelle del piede.

In armonia. Alla scoperta del legame tra la musica e le nostre cellule di Emiliano Toso
Il primo giorno di primavera, il 21 marzo 2023 è uscito In armonia. Alla scoperta del legame tra la musica e le nostre cellule, il primo libro di Emiliano Toso, biologo fino a 40 anni, quando ha deciso di registrare il suo primo cd per far conoscere e diffondere la sua passione segreta per la musica, perché tutti lo conoscevano come scienziato.

Mi sono appassionato per tutta la vita al mondo delle nostre cellule. Mi è sempre piaciuto andare a vedere nel piccolo cosa ci fa funzionare bene, cosa ci fa ammalare e cosa fa stare bene questi microscopici esseri viventi che si chiamano cellule.
(Emiliano Toso)

Amici e scienziati come lui gli hanno subito riferito gli effetti benefici che scaturiscono dalla sua musica su loro stessi e i pazienti, Toso intuisce così il potenziale enorme dell’unione delle sue due passioni.

“Senza la musica la vita sarebbe un errore”
(Friedrich Nietzsche)

Credit foto©Pixabay

Per Emiliano Toso quell’intuizione scientifico-musicale fu l’occasione per unire le sue due passioni, come racconta: “Ho unito la mia parte mentale a quella creativa. La mia anima, proprio il respiro della mia anima che è la musica, cosa sussurra la mia anima. Mi immagino che ognuno ha il suo modo di fare musica il suo modo di fare scienze”.

Per me la musica è il colore. Non il dipinto. La mia musica mi permette di dipingere me stesso.
(David Bowie)

Fondamentale per il riconoscimento internazionale delle teorie di Toso è stato Bruce Lipton, biologo cellulare statunitense, conosciuto per le sue affermazioni antidogmatiche nel campo della biologia cellulare. Di lui lo scienziato aveva letto già tutti i suoi libri, in particolare Biologia delle credenze, in cui il medico statunitense cerca di dimostrare che ciò in cui crediamo determina ciò che siamo, e non è il nostro DNA a determinare la nostra vita e la nostra salute.

Se l’ambiente e il pensiero influenzano la nostra biologia, questo può cambiare le conoscenze e le esperienze vissute fino a oggi da gran parte di noi. Infatti, ognuno di noi ha le potenzialità per creare una vita piena e traboccante di ogni dono e talento, a partire da salute, felicità e amore.
(Bruce Lipton, La Biologia delle Credenze)

Anche Lipton crede in Toso biologo-musicista, facendogli aprire i propri convegni con concerti al pianoforte in tutta Europa: “ Lipton mi ha aperto la prospettiva che le cellule hanno delle emozioni: sono esseri viventi e, quindi, li possiamo studiare anche da questa nuova prospettiva, guardare la mia musica nel mondo e mi ha fatto una proposta di fare il mio primo concerto in pubblico a Rimini Mi ha detto Sarò a Rimini, tu aprirai il mio convegno con la tua musica Fai quello che vuoi, tutto quello che vuoi e sarà un dono per noi e per le persone che ti ascolteranno. Quindi, per la prima volta condivise la mia musica. E da allora siamo diventati quasi fratelli Cioè lui mi ha sempre supportato, ha voluto addirittura che nella sua riedizione del libro ci fosse anche una mia parte: il mio CD, quindi, mi ha fatto aprire tutti i suoi convegni in giro per l’Europa. Mi colpiva che era affatto normale che io facessi concerti davanti a mille persone e che vendesse i miei CD, che vivesse di quello che la mia vita stava cambiando così velocemente e come se lui l’avesse percepita senza che ci fossimo mai visti prima già dalla prima volta in cui ha sentito quelle note che gli ho mandato via Facebook, quando Messenger ancora nemmeno esisteva!”.

Il viaggio allucinante di Emiliano Toso per permettere l’incontro tra cellule e musica
Come in Viaggio allucinante di Isaac Asimov, Toso invita a rimpicciolirci per scoprire il mondo delle cellule, dove ogni cellula è individuo di una più grande umanità.

I filosofi del medioevo avevano ragione: l’uomo è davvero il centro dell’universo ed è librato per l’eternità fra l’infinito e l’infinitesimale e né l’uno né l’altro hanno limiti.
(Peter Duval, in Viaggio allucinante, film di Richard Fleischer)

“Vorrei parlare delle cellule a tutti coloro che non sono appassionati di biologia, mi piacerebbe portarvi nel mondo delle cellule, farvi piccoli e portarvi dentro il vostro corpo a vedere quanta armonia, quanta condivisione quanto lavoro quanta intelligenza ci siano in ogni cellula: c’è un’intelligenza di ogni cellula, che è un intelligenza collettiva, cioè di come le cellule possano disegnare i valori più profondi dell’uomo hanno un’intelligenza di milioni di anni e i valori che stiamo cercando fuori non li troviamo spesso perché ci sembra ci siano le guerre c’è sofferenza all’interno del nostro corpo impariamo come noi siamo nati. Questi 50.000 miliardi di abitanti che formano il nostro corpo per condividere per accettare il diverso cellule del sangue accettano e condividono la loro vita con le cellule dell’osso dei tessuti ugualmente importante; nel nostro corpo non ci sono le case di riposo, ma la vita e la morte nel nostro corpo sono continuamente presenti Quindi, tutti questi valori di condivisione, di accettazione, di collaborazione sono proprio dentro il nostro corpo. Secondo me, l’insegnamento che arriva dalla Scienza della vita è che siamo fatti così e noi, a nostra volta, siamo una cellula di un organismo grande che si chiama umanità e quindi non possiamo far altro che trasmettere i valori che abbiamo dentro con il cuore, quindi, se sentiamo delle parti di questo organismo, come la Russia, l’Ucraina e i paesi più poveri, o i paesi che stanno vivendo una sofferenza è come se l’umanità avesse degli organi che stanno funzionando in modo doloroso. Devono fare questo passaggio al dolore è necessario per una guarigione e sono sicuro che, così come sta avvenendo nel nostro corpo in questo momento, le cellule nell’occhio comunichino con le cellule del piede. Grazie alla fisica quantistica, noi possiamo attraverso la nostra arte e attraverso l’espressione dei nostri valori influenzare e migliorare questi processi di guarigione anche negli Stati che in questo momento stanno soffrendo in questi ultimi anni”.

Credit foto© Pixabay

L’incontro è nella vibrazione: le vibrazioni arrivano anche lontano, esse escono dal pianoforte, ma si sentono anche nel cuore che vibra e, quindi, è sempre stato uno strumento fondamentale per l’uomo, come su Eticamente vi abbiamo già raccontato attraverso la storia dei Mantra.
Toso utilizza l’accordatura a 432 hertz della quale ci spiega le differenze con la musica a 440 hertz: “L’accordatura a 432 Hertz è il linguaggio che utilizziamo noi musicisti per esprimere la nostra arte, abbiamo uno spartito e la struttura della musica, come se fosse il nostro DNA, poi abbiamo il corpo dello strumento che può essere accordato in vari modi, quindi produrre frequenze diverse che percepiamo più o meno con la mente. Quindi, attraverso queste tre caratteristiche esprimiamo la musica; quindi, il linguaggio è importante perché più arriviamo – grazie a un fenomeno che si chiama risonanza – quando creiamo una nota c’è una corda che vibra all’interno del pianoforte o più che producono delle vibrazioni che hanno determinate frequenze“.

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Continua Toso: “Hertz è l’unità di misura delle oscillazioni al secondo che fa quella corda, quindi, 432 Hertz significa 432 oscillazioni al secondo, e la frequenza con cui vibrerà quella corda del pianoforte, quindi, più ci avviciniamo con quelle frequenze alle frequenze del nostro corpo e delle nostre cellule, del suono della Terra, del suono dei pianeti, del suono della natura e più possiamo utilizzare la musica per uno scopo terapeutico, quindi, come un aiuto per migliorare il nostro stato fisico, il nostro stato emozionale e mentale, il nostro stato spirituale a fare vibrare le corde più o meno visibili del nostro corpo accordare un pianoforte o uno strumento musicale a 432 Hz, invece che a 440 Hz, che è la musica che ascoltiamo ormai da più di 80 anni, significa cambiare tutte le frequenze naturalmente del pianoforte non solo questa quella nota là, perché di conseguenza rispettando gli intervalli del sistema temperato dobbiamo cambiare tutta l’accordatura e quindi significa creare migliaia di armonici che arrivano in modo più risonante con lo stato del nostro corpo delle onde del nostro cervello, che è uno strumento musicale a quattro mani, quindi che produce continuamente frequenze e viene influenzato da queste frequenze, L’uomo ha sempre capito che un tipo di accordatura a 432 Hz porta dentro, mentre quella a 440 porta fuori, è stata sviluppata e definita nel periodo tra le due guerre mondiali del 1939, nel periodo dell’industrializzazione quindi c’erano un’energia maschile molto forte che bisognava creare una musica che portasse fuori per andare a conquistare gli altri paesi, le marce militari, i concerti.
Se invece vogliamo una musica che ci porta dentro, nel nostro silenzio, nella nostra interiorità, nei nostri processi di guarigione, la musica a 432 Hz è molto più adatta, anche perché integra le nostre due parti cerebrali: quella più analitica con quella più creativa e, quindi, riusciamo a portare sulla Terra i nostri sogni, il nostro disegno di stelle, che è quello che dobbiamo fare noi artisti è portare quello che vediamo in cielo sulla Terra, cioè essere pratici”.

Credit foto© Pexels

Continua il musicista biellese: “Poi Translational music è un mare di cellule sotto un cielo di musica e questo, oltre all’accordatura è una sua intuizione. E adesso, in molte università d’Italia, si sta studiando come mai la musica a 432 Hz abbia effetti così importanti e benefici sulle piante, sugli animali, sulle cellule, sull’uomo. “Dal punto di vista anche clinico è bello per me vedere questa danza continua tra l’intuizione, la creazione e la meraviglia che un suono, quello che mi crea nel corpo e la mente, la mia parte più curiosa mi spinge a chiedermi quali molecole sono più coinvolte in questi processi di guarigione possiamo davvero misurare adesso, mettere un microfono dentro una cellula e sentire se la cellula sta bene o sta male, quindi, io sono sempre in questa stato di estasi nello scoprire con una con l’altra prospettiva e di integrarle”.

Wilma Camatti, Celebration 432HZ. Per gentile concessione di Emiliano Toso

Gli effetti della musica sulla salute delle cellule

Emiliano Toso è solito far sdraiare sotto il pianoforte che suona le persone per misurarne gli effetti benefici:

È come se sentissi il cuore delle persone lì intorno a me. Mi piace chiamare le persone sul palco e farle sdraiare sotto il pianoforte toccano il pianoforte e quindi si crea proprio un nuovo strumento musicale, un pianoforte umanizzato, e quindi a volte sento proprio il desiderio di cambiare di fare altre cose di suonare quella musica lì che c’è in quel momento molto bello è una cosa che auguro a tutti: se avete un pianoforte tenendolo aperto, accordatelo a 432 Hz cosicché si umanizzi un po’ il pianoforte.
(Emiliano Toso)

Prendendo le mosse dalle più recenti scoperte scientifiche, che spaziano dall’epigenetica alla sonocitologia, Toso ci racconta, anche attraverso molte testimonianze dirette, gli effetti benefici della musica sul riequilibrio emozionale, le prestazioni cognitive, la qualità del sonno, la gravidanza, la terapia neonatale ma anche, a livello più profondo, sulle nostre cellule.

Quando Emiliano Toso studiava Biologia cellulare, non c’era una pagina che riguardasse la musica. Invece, oggi si registrano anche gli effetti biochimici: cioè quando ascoltiamo la musica con le orecchie, il nostro cervello produce degli ormoni, che sono dei messaggeri che, attraverso il sangue, cambiano la funzione dei nostri organi e, quindi, sentiamo che dormiamo meglio perciò non ci agitiamo, respiriamo in modo diverso. Insomma, l’uomo ha cominciato a capire che con la musica e diversi tipi di musica, cambiava il suo stato clinico. In questi ultimi anni, si è prodotto anche lo studio a livello biofisico, cioè vedere e ascoltare la musica significa anche riceverla su tutta la pelle, significa che le cellule ricevono prima ancora che il cervello gli mandi dei segnali attraverso il sangue le nostre cellule del piede, del ginocchio, delle mani ricevono comunque degli stimoli biofisici. Nei suoi concerti le persone fanno un bagno di suono e capiscono senza tante parole il potere della musica.

Poi c’è una parte del libro sulla sonocitologia, disciplina che si propone di studiare come le cellule siano strumenti musicali; oltre agli effetti sul corpo e sul cervello della musica si stanno analizzando anche quelli biofisici, cioè di come la cellula vive con le sue corde con determinate frequenze creando una firma vibrazionale: oggi si può mettere un microfono dentro la cellula ed essa ti sa dire se sta bene o se sta male, cosa sta diventando, se si sta trasformando in grasso o in un tumore attraverso la musica riarmonizzando certe firme vibrazionali possiamo cambiare la traiettoria evolutiva delle cellule.
Il progetto Sirio si sta diffondendo per dimostrare alla comunità scientifica gli effetti di Translational Music sulla salute dell’uomo.

Si tratta del primo studio che vuole convalidare scientificamente le migliaia di riscontri che la musica eseguita a 432Hz e ideata dal biologo-musicista biellese, ha avuto in ambito ospedaliero e assistenziale come importante strumento di salute, prevenzione e benessere. “La volontà di avviare questo progetto – spiega Toso -, nasce dal desiderio di dare valenza scientifica a tutte le persone che da anni testimoniano come l’integrazione di Translational Music nella quotidianità stia migliorando la qualità della propria vita, grazie a importanti riscontri sulla salute fisica, emozionale e spirituale”.

Wilma Camatti, Chagall. Per gentile concessione di Emiliano Toso

Per trattare la parte sulla sonocitologia delle cellule, Toso si è avvalso della collaborazione di Carlo Ventura dell’Università di Bologna, cardiologo docente di Biologia molecolare che sta sudando la sonocitologia delle cellule, cioè come si esprimono attraverso i suoni e si comportano ascoltandoli.

Un’altra cosa fondamentale che fa il professor Ventura è capire come la musica influenzi lo stato di queste cellule, quindi, come la musica possa influenzare i processi di autoguarigione delle cellule, che avvengono continuamente nel nostro corpo. Ora sappiamo che le cellule lavorano con le emozioni, quindi, possiamo utilizzare la musica come un integratore per la medicina del futuro dove c’è la chimica, c’è la chirurgia, ci sono tutti i rami della medicina e c’è anche la musica, che chiarisce quanto sia importante per lavorare sullo stato emozionale degli operatori sanitari e dei pazienti.

Prove convincenti stanno ora mostrando che le nostre cellule sono in grado di comunicare attraverso l’emissione di luce nel vicino-infrarosso e che possono generare segnali elettromagnetici e vibrazioni meccaniche la cui frequenza può anche cadere in un range acustico.
(Carlo Ventura)

Credit foto©Pixabay

Effetti importanti sulle piante li sta misurando l’Università di Padova, che ha riscontrato che la crescita delle piante è molto più veloce e più resistente agli stress nutrizionali ascoltando la musica di Emiliano Toso.
La ricerca Armony Cultural ha rilevato come gli apici radicali di alcuni ortaggi crescano addirittura più del doppio.
La musica è l’espressione di un essere vivente, che può essere una pianta, un animale, un uomo, è espressione integrale.

L’arte è lo sforzo incessante di competere con la bellezza dei fiori e non riuscirci mai.”
(Marc Chagall)

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