12 consigli Montessori per osservare ed ascoltare i propri figli

Essere genitori comporta non poche difficoltà. Tutti concordiamo nel dire che sicuramente comporta un maggior numero di soddisfazioni,ma non si può negare il fatto che sia davvero impegnativo e a volte faticoso a livello fisico ma anche e soprattutto mentale e spirituale. Proprio questa preparazione spirituale la possiamo ritrovare nel metodo Montessori.Esso infatti è fonte di riflessioni importanti, che portano alla luce problematiche della propria infanzia, offrendoci l’opportunità di sconfiggere i nostri fantasmi invece che innescare le stesse dinamiche che i nostri genitori usavano con noi.

Dunque… apriamo la mente, stacchiamoci da pregiudizi datati e anaffettivi e lasciamoci travolgere dall’istinto e dall’amore per i nostri bambini. E perchè non usare proprio il metodo del bambino?

Il metodo Montessori ha la sua base sull’OSSERVAZIONE.

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Osservare il bambino nella sua interezza e nei particolari. Osservare il neonato e le sue manifestazioni silenziose, ascoltare i suoi pianti che si differenziano in base ai diversi bisogni; osservare il bambino di 12/15 mesi che cerca di sforzarsi per camminare, per stare eretto senza appigli, che utilizza tutta la sua concentrazione per muovere le mani e il corpo a servizio della mente assorbente; all’età di 18 /24 mesi quando cerca di parlare, di entrare nel mondo della comunicazione verbale, che pone la sua attenzione sul linguaggio con uno sforzo davvero ammirevole e la rabbia che ne deriva se non riesce a farsi comprendere; l’inizio della consapevolezza di essere una persona a sè stante, con un proprio carattere in formazione che cerca la strada per uscire alla luce intorno ai 3 anni e che si manifesta con forti crisi di pianto, di duri momenti di “ribellione” che scuotono l’animo bambino.

Ma anche semplicemente vedere cosa smuove il suo interesse, quali oggetti richiamano la sua attenzione, che forma hanno, qual è il loro utilizzo principale, che uso ne fa il bambino ecc…

Insomma, l’Osservazione dei vostri bambini è la base per aiutarli ma anche per aiutare voi stessi.

Per raggiungere la preparazione spirituale bisogna essere “iniziati”: ovvero bisogna che qualcuno ci indichi i nostri difetti.Ciò non significa aspirare alla perfezione, senza debolezze, poichè esse sono fonte di enormi ricchezze come il sentimento di empatia verso il prossimo.

“Il peccato mortale che ci domina e ci impedisce di comprendere il bambino è l’ira.

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E siccome un peccato non viene mai solo, ma ne porta seco altri, all’ira si associa un altro peccato, in apparenza nobile, ma in realtà diabolico:l’orgoglio.

Le nostre cattive tendenze possono essere corrette in due modi:uno interiore, che consiste nella lotta dell’individuo contro i propri difetti, chiaramente visti, ed uno esteriore, che è la resistenza esterna alle manifestazioni delle nostre tendenze cattive.

Quando ci diviene necessario rettificare la nostra condotta, una esigenza a difesa della nostra dignità mondana ci spinge a simulare che noi avevamo scelto l’inevitabile. La piccola simulazione che consiste nel dire “non mi piace” a proposito di cose che non possiamo ottenere, è una delle più frequenti.

Noi nascondiamo i nostri difetti sotto l’affermazione di alti e imprescindibili doveri e quanto più deboli saranno le forze esterne reagenti contro i nostri difetti, tanto più agevolmente noi potremo organizzare le simulazioni difensive.

Difendiamo i nostri errori: e siamo pronti a difenderli con maschere che chiamiamo “necessità”,”dovere” ecc… e lentamente ci andiamo convincendo d’una verità che la nostra coscienza riconosceva come falsa, e che ogni giorno diventa più difficile rettificare.

Abbiamo di fronte delle creature incapaci di difendersi e di comprenderci e che accettano tutto quanto loro si dice. Non solo accettano le offese, ma persino si sentono colpevoli di tutto ciò di cui li accusiamo.

L’educatore deve riflettere profondamente sugli effetti di cotesta situazione nella vita del bambino. Questi non comprende l’ingiustizia con la ragione, ma la sente nello spirito, e si deprime e si deforma. Timidezza, bugie, capricci, pianti senza causa apparente, insonnie, timori eccessivi rappresentano un inconscio stato di difesa del bambino stesso, la cui intelligenza non riesce a determinare la causa effettiva, nelle sue relazioni con l’adulto.

Espellere dal proprio cuore ira e orgoglio che portano alla tirannia: in ciò consiste la preparazione interiore: il punto di partenza e la meta”  (Maria Montessori, Il segreto dell’infanzia).

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Le parole di Maria Montessori ne “Il segreto dell’Infanzia” dovrebbero farci riflettere a lungo ed essere punto di partenza per iniziare un percorso di autocomprensione, condizione essenziale per effettuare un cambiamento.

Di fronte ad un “capriccio” che appare infondato, poniamoci in una condizione di ascolto e proviamo a comprendere cosa spinge il bambino a comportarsi così e quali reazioni suscita in noi. Molto spesso sono reazioni inconsce che il bambino mette in atto per attirare l’attenzione dei genitori che, magari, erano intenti in una discussione; oppure sta cercando di rispondere ad un periodo sensitivo che si sta manifestando.

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Ricordo ad esempio un aneddoto che racconta Maria Montessori riguardo ad un bambino di un anno e mezzo. Nella grotta di Nerone a Napoli, si ritrovò ad attraversarla con una piccola comitiva tra cui c’era una giovane donna con un soprabito e il bimbo in braccio. Ad un certo punto, accaldata, si tolse il soprabito e lo mise sul braccio. Il bambino cominciò a piangere. La madre cercò invano di calmarlo. Tutti allora si offrirono in vari aiuti, ma il bambino non smetteva di piangere. Quando la guida intervenne e strinse il bambino tra le braccia egli si dimenò violentemente. A quel punto Maria Montessori pensò che ci fosse una motivazione psicologica e chiese alla madre di provare a rimettere il soprabito. La donna acconsentì. Immediatamente il bambino si calmò. Finita l’agitazione disse:”To palda” che significava “il paletot sulle spalle”. Il suo senso dell’ordine non veniva rispettato ed era stato causa di un conflitto molto forte.

Non possiamo sempre comprendere la ragione di ciò che agita l’animo bambino, ma possiamo osservarne lo sviluppo, ascoltare le sensazioni che suscita in noi e porre l’attenzione sull’ambiente circostante.

OSSERVAZIONE e ASCOLTO sono le basi di una buona relazione, non solo tra adulto e bambino ma,sarete d’accordo con me, in forma più generale.

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Ora alcuni vademecum Montessori :

1. Non sostituirti al bambino in ogni minima incombenza, ma rispondi al grido silenzioso del bambino: AIUTAMI A FARE DA SOLO!

2. Tenere un tono di voce basso e calmo.

3. Coinvolgi il bambino nelle attività quotidiane (rifare il letto,apparecchiare il tavolo,riporre gli oggetti al loro posto,cucinare insieme); lo aiuterà a responsabilizzarsi e a prendere un suo ruolo all’interno del nucleo famigliare considerando i bisogni di tutti;

4.Non ostacolarlo quando prende un’iniziativa e lascialo libero di provare, sperimentare,offrigli l’opportunità di sbagliare e di autocorreggersi, di affinare così la propria capacità valutativa

5.Rendilo intimamente consapevole delle sue doti compiacendoti delle sue conquiste

6. Fai fiorire la consapevolezza che può fare da solo,alimentando la sua curiosità e il coraggio di tentare

7.Fagli comprendere che l’errore è una meravigliosa opportunità

8. Permettigli di attuare la libera scelta, sarà un bambino libero da condizionamenti e un adulto responsabile

9. Tenere le nostre aspettative e aspirazioni lontane dal bambino,che deve sentirsi libero di esprimere sè stesso nell’assoluta convinzione di essere sempre e comunque amato

10. Bandire premi e castighi poichè non portano alla comprensione di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, ma creano un burattino non in grado di valutare da sè e che compie azioni con il solo scopo di essere premiato senza trarne nessun godimento.

Ma far rispettare le regole: poche e chiare, ma non trasgredibili: non fare un uso scorretto del materiale, non far del male a sè e agli atri. Per sfatare il mito negativo che il montessori significa: fate come vi pare.

Libertà non significa Anarchia e anche chi fa o è Montessori dovrebbe ricordarlo!

Poichè sempre più spesso vedo e sento del fanatismo nei genitori che non hanno compreso il significato di libertà e questo mi rattrista molto.

L’11 e il 12 li aggiungo io:

11.Ricordare che sentire l’amore sulla pelle e nell’aria è la base di una vita serena e soddisfatta.

12.Ogni genitore dovrebbe cercare di far pace con il proprio bambino interiore, dovrebbe perdonarsi e rinascere,rimettersi in gioco perchè la vita è una meravigliosa opportunità di sbagliare ed imparare!

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Vivere Montessori vi augura una buona osservazione e un buon ascolto dei vostri bambini e di voi stessi!

Educatrice Manuela Griso

Educatrice Manuela Griso

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avatar Articolo scritto da Educatrice Manuela Griso il 27/11/2014
Categoria/e: Anteprima, Vivere Montessori.



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