Viaggio sciamanico: 5 cose che devi sapere prima di cominciare

Sul viaggio sciamanico, si potrebbero scrivere enciclopedie ma il miglior modo di conoscerlo è sperimentarlo in prima persona perché spesso si vivono delle esperienze che vanno al di là delle parole, al di là dei concetti normalmente intelligibili.

donna tribale

Hai presente quei sogni strani che non riesci a spiegare, dove le forme, i colori e le sensazioni si trasformano in modo assurdo e che da sveglio sono impossibili da descrivere?

Accadde la stessa cosa durante i viaggi sciamanici perché si entra in uno stato alterato, ampliato, di coscienza che permette ai due emisferi cerebrali, sinistro-logico e destro-creativo, di collaborare e lavorare assieme con uno scopo definito e tradurre a parole l’esperienza visionaria vissuta durante il viaggio sciamanico è fin troppo riduttivo. Semplicemente, non ci sono parole per spiegarlo, ecco perché è più facile viverlo che spiegarlo.

Tuttavia, prima di cominciare a fare viaggi sciamanici, ci sono alcune cose che devi assolutamente sapere…

A cosa serve realmente il viaggio sciamanico?

Millenni fa, le tribù si rivolgevano allo sciamano perché era il trait d’union tra visibile ed invisibile: riusciva ad accedere ad informazioni di reale importanza per la sua gente, come dove andare a cacciare, quando seminare, quali erbe usare per guarire le malattie, ecc… Era un sacerdote, un guaritore, una guida.

Ora che compriamo la frutta e la verdura al supermercato e che ci sono farmacie ad ogni angolo di strada, a cosa ci serve avere un collegamento diretto col mondo invisibile?

Il viaggio sciamanico serve principalmente per ritrovare se stessi…

viaggio sciamanico

Per capire chi siamo realmente, per ricevere un aiuto, una guida dai nostri Alleati ‒ Animali di Potere, Maestri ‒ per lavorare su di noi, per ricollegarci in modo consapevole all’universo,per evolvere, per cercare di liberarci dalle nostre paure e dalle nostre ferite, per vedere la vita da un’altra prospettiva e vivere con più serenità portando ciò che ognuno di noi ha di unico al mondo.

Il viaggio sciamanico serve a diventare più consapevoli, autonomi, più liberi; serve a capire il mondo e a stare nel mondo in modo più equilibrato. Ci aiuta ad essere degli esseri umani migliori, in grado di sentire la forza dell’universo nella propria vita.

Il viaggio sciamanico è sicuro?

Ni. Dipende da dove vai e come ci vai. La realtà non-ordinaria, o invisibile, è fatta di molte dimensioni e molti mondi; alcuni sono popolati da Spiriti Alleati, compassionevoli, ed altri da Spiriti che è meglio lasciar in pace.

Nei primi tempi, è meglio fare pratica viaggiando nelle dimensioni più sicure dove si troveranno i propri Alleati, Animali di Potere o Maestri e dove il viaggio sciamanico può essere fatto senza troppe  preoccupazioni; perché i mondi invisibili non sono propriamente parlando popolati da elfi ed unicorni: ci sono i posti sicuri e quelli meno.

Immagina  un pesciolino che ha sempre vissuto in un acquario ‒ la  realtà visibile, ordinaria‒, e che viene di colpo liberato in mare aperto ‒ realtà non-ordinaria ‒ dove di certo potrà ammirare le bellezze di un mondo che non pensava reale e dove potrà nuotare liberamente, senza limiti. Bene, quanto tempo ci vorrà al pesciolino per cacciarsi nei guai?

sangue freddo

Se appena cominci a viaggiare ti lanci negli abissi della realtà non-ordinaria, rischierai di scontrarti con una realtà più grande di te, motivo per il quale è meglio andarci per grado e evitare di giocare agli apprendisti stregoni.

Sopratutto quando si parla di viaggi sciamanici, ci vuole un minimo di buon senso e sopratutto di disciplina, perché è quest’ultima che fa la differenza tra un folle e uno sciamano: chi non riesce a tenere i redini con disciplina, intento e presenza in sé durante il viaggio sciamanico rischia di smarrirsi.

Il viaggio sciamanico si fa solo col tamburo?

drum circle

No. Esistono molte tecniche diverse per viaggiare, per alterare il proprio stato di coscienza e giungere alla trance sciamanica, a secondo delle tradizioni: dalla danza, alla musica, all’uso di canti, icaros o  mantra, alle prove fisiche come capanne sudatorie o digiuni, all’uso di piante psicotrope o attraverso i sogni, ogni tradizione sciamanica ha sviluppato un modo peculiare per accedere ai mondi invisibili in armonia con il suo ambiente e sistema di credenze.

In Occidente, ci sono rimaste alcune testimonianze del passato che sono giunte fino a noi attraverso le tradizioni popolari: basta pensare alla tarantella, o pizzica, dove la musica e la danza erano usate per portare le donne ad uno stato di trance. Infatti, alcuni parlano del fenomeno del tarantismo come di un esorcismo musicale.

Anche se in gran parte le tradizioni occidentali sono scomparse, dopo aver subito per secoli la repressione religiosa, per fortuna alcuni dei tesori del passato sono giunti fino a noi.

Detto ciò, è vero che il modo più usato per accedere alla trance sciamanica contempla l’uso del tamburo o del tamburello. Perché? Il tamburo è uno dei primi strumenti creati dal genere umano e rimanda al primo suono che ognuno di noi ha potuto percepire ancora prima di nascere: il battito del cuore.

→Leggi anche: “Il battito del cuore può guarire le tue ferite”

Ciò che vedo, sento e/o percepisco è reale o è una costruzione della mia mente?

allucinazioni

Questa è LA domanda che ogni praticante si fa per un bel po’ di tempo!

La risposta è: se fai il viaggio sciamanico in modo corretto, ciò che vedrai, sentirai o percepirai sarà reale, e te lo dice una praticante che per anni andava a verificare le informazioni ricevute dai propri Alleati o riceveva conferme poco dopo il viaggio sciamanico.

Per dire il vero, ora è quasi diventato un gioco tra me e i miei Alleati, e sì, in linea di massima i propri Alleati sono amorevoli e pazienti, e nel mio caso sono molto, molto pazienti.

Detto ciò, prendendo per esempio il viaggio sciamanico fatto col tamburo, il battito monotono è suonato ad una certa frequenza che altera le onde cerebrali: in queste condizioni la mente lascia presa e si comincia ad avere accesso ad informazioni preziose provenienti da ciò che C.G.Jung chiamava “inconscio collettivo”.

Tuttavia la stanchezza, emozioni forti, l’uso di droghe ‒ alcol, fumo, medicinali, ecc. ‒ può indurre a mollare il proprio intento e si finirà col fare un viaggio “galleggiante”: senza metà, dal quale si ricorderà poco o nulla, o durante il quale ci si addormenterà. Meglio evitare.

Basta saper viaggiare per diventare sciamano/a?

Questo è un punto molto discusso e a rischio di essere impopolare, per quanto riguarda i paesi occidentali che stanno riscoprendo la pratica sciamanica negli ultimi decenni, in my opinion la risposta è no. Un clamoroso no. Non si diventa sciamano/a ma praticante sciamanico.

sciamano

Sciamano è chi ha alle spalle una tradizione reale, chi è riconosciuto come tale dalla propria gente e chi ha maturato una certa conoscenza e saggezza ‒ e non di certo per auto-proclamazione.

A parte alcune pratiche che sono rimaste nel folklore ‒ veri tesori da preservare ‒, sono poche le tradizioni rimaste intatte nei paesi europei. Lo sciamanesimo transculturale, per esempio non è una tradizione, è certo una pratica efficace e genuina, nata qualche decennio fa grazie agli studi di Michael Harner ma non è legata a nessuna cosmogonia o pratica propria ad un certo popolo.

→Leggi anche: “Scopri l’anima dello sciamanesimo transculturale”

Il problema dell’appropriazione culturale

Ora vorrei parlarti di un punto importante di cui pochi parlano: l’appropriazione culturale, che consiste nel “prendere in prestito” –magari anche con buone intenzioni – delle pratiche, canti, danze, o motivi considerati sacri per una certa popolazione e spogliarli dal loro significato originario per farne un uso improprio, edulcorato o comunque considerato irrispettoso da parte del popolo di origine.

appropriazione culturale

Quando si parla di sciamanesimo, che sia tradizionale o transculturale, bisogna sempre tenere a mente che qualunque sia la pratica o il lavoro che si svolge, oltre che con disciplina bisogna agire con rispetto e l’appropriazione culturale è tutto fuori che rispettosa: significa rubare qualcosa di sacro per mercificarlo, per alimentare il proprio ego.

In conclusione

La via sciamanica è una via umile: parte dalla terra, dal basso, ci insegna a riconoscere il valore di ciò che ci circonda, ad averne cura, a scoprire quali tesori sono nascosti nella polvere e a salire lentamente verso il cielo.

legame con la terra

La via sciamanica è in realtà una via senza fine dove non ci si ferma mai di imparare, di crescere, di scoprire quanto meraviglioso è il mondo che ci circonda e che abbiamo dentro, che ci offre i suoi tesori dall’alba dei tempi, ma per percorrerla ci vuole tempo, disciplina, rispetto e coraggio.

Ci vuole coraggio per rendersi conto che ognuno di noi deve trovare il proprio sentiero e che non basta camminare nelle orme di chi ci ha preceduto: c’è un sentiero per ognuno di noi, una via unica ed irripetibile in grado di portarci verso l’infinito, coi piedi ben ancorati alla Terra e gli occhi che riflettono l’immensità del cielo.

 

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e shamanic storyteller
www.risorsedellanima.it

Sandra Saporito

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avatar Articolo scritto da Sandra Saporito il 02/07/2018
Categoria/e: Anteprima, Rassegna Etica.

Autrice di numerose fiabe di guarigione e shamanic storyteller, Sandra "Eshewa" Saporito scrive per passione e per lavoro. Ha pubblicato gli ebooks "Nonna Luna", "Il canto dei grandi alberi" e "Al tocco delle stelle", fiabe per aiutare i piccoli a crescere e i grandi a sognare.

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