L’associazione Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) ha parlato di recente di un nuovo servizio attraverso cui è possibile segnalare situazioni di maltrattamento via sms: sarà poi l’associazione stessa a verificare il fatto e a inoltrarlo alle forze dell’ordine.

In seguito a questo annuncio le associazioni animaliste ENPA, LAV, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Le.I.D.A.A., OIPA e Save the dogs si sono dichiarate contrarie a questa iniziativa: in questo modo, infatti, si deresponsalizzano i cittadini che non si espongono in prima persona!

Vi è addirittura un articolo, il 333 “Denuncia da parte di privati” del Codice di Procedura Penale, che afferma l’obbligo da parte di chi assiste ad un maltrattamento animale alla denuncia che deve avvenire “personalmente o a mezzo di procuratore speciale”.

Inoltre la verifica del fatto che dovrebbe attuare l’associazione non è sempre possibile: se avviene all’interno di un’abitazione solo le forze dell’ordine munite di regolare mandato possono entrarvi! Di conseguenza molti maltrattamenti sugli animali potrebbero non essere verificati da Aidaa, rischiando così di non poter salvare nessuno!

L’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) dichiara a riguardo “denunciare il maltrattamento di un animale è un atto serio e importante, tanto che le associazioni animaliste si battono quotidianamente per informare, sensibilizzare, responsabilizzare i cittadini affinchè chi è testimone di un maltrattamento agisca in prima persona in modo da accertarsi che il reato sia perseguito. L’unica procedura legalmente corretta è fare direttamente denuncia alle forze dell’ordine o segnalazione alle guardie zoofile, mentre fantasiose alternative non fanno altro che creare confusione e mettere a repentaglio il benessere e la vita degli animali “.

 

Fonte: http://www.enpa.it/it/