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Il mito greco delle Erinni: l’appuntamento con il nostro alter ego

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donna che si sta per specchiare
Credit foto © Pexels

In tutti noi albergano sentimenti di odio, paura, rabbia o rimorso. Rappresentano aspetti della nostra personalità che spesso non ci piacciono o vorremmo celare a noi stessi. Dobbiamo invece riconoscerli e integrarli in ciò che più autenticamente siamo, pena il venir perseguitati da questi aspetti “oscuri”, come una sorta di alter ego con cui dobbiamo, prima o poi, venire a patti per non esserne sopraffatti.

Una metafora di questo può essere rintracciata nel mito greco delle Erinni, divinità persecutorie e terrifiche, capaci tuttavia di mostrare anche un lato benevolo (venivano allora chiamate Eumenidi) allorquando gli esseri umani fossero disposti a riconoscere e pentirsi delle proprie “colpe”.

La leggenda di San Giorgio e il drago: il significato simbolico

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Credit foto © Pexels

Il 23 aprile si celebra San Giorgio (nella data della sua morte avvenuta nel 303 nell’attuale Turchia). Accompagnato al martire cristiano c’è una leggenda famosa in tutto il mondo che viene tramandata di generazione in generazione, una storia che ha per protagonisti Giorgio e un drago.

Ogni drago genera un San Giorgio che lo uccide.
(Khalil Gibran)

La leggenda di San Giorgio e il drago

Esistono tante versioni della leggenda di San Giorgio, tutte però accomunate dagli eventi salienti che contraddistinguono la storia.

Il messaggio che la cicala ci dona con il suo canto

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cicala appoggiata ad un ramoscello
Credit foto © Pexels

Chiedo scusa alla favola antica,
se non mi piace l’avara formica.
Io sto dalla parte della cicala
Che il più bel canto non vende, regala.

~ Gianni Rodari ~

Quello della cicala è il canto che proviene dal caldo, o almeno così si diceva una volta, perché questo insetto segnava l’arrivo della stagione della gioia, della vita, la stagione estiva con il suo frinire.

Il canto delle cicale è il richiamo sessuale delle femmine che dopo 24 ore dall’accoppiamento depongono le uova dalle quali escono le larve che passeranno diversi anni interrate (alcune specie arrivano a rimanere interrate anche per 17 anni). Quando le larve raggiungono la maturità ma sono ancora privi di ali, escono in superficie e si adagiano sugli alberi per effettuare la muta, e dopo poche ore prendono il volo.

Primo di Aprile: Ecco perché si fanno gli scherzi

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Il Primo di Aprile è conosciuto come il giorno degli scherzi e le sue origini sono molto lontane, anche se una storia precisa non sia mai stata stabilita.

Alcuni pensano che la sua origine sia da attribuirsi all’arrivo dell’equinozio di primavera, che cade il 21 marzo, e segna l’inizio del Capodanno che veniva celebrato prima del 1582, anno in cui venne adottato il calendari Gregoriano.

Il Capodanno durava dal 25 Marzo fino al 1° Aprile, e quando fu spostato al 1° Gennaio, in Francia prese piede l’abitudine di inviare pacchi vuoti il primo di Aprile proprio per beffare la giornata, e a questo scherzo venne dato il nome di poisson d’Avril cioè pesce d’aprile.