Psicologia

La nascita è un’immagine potente del nostro mito personale

Di Sandra Saporito - 6 Luglio 2023

La nascita è un momento sacro, è il primo istante in cui abbracciamo la vita e rappresenta l’attraversamento di una dimensione liminale tra due mondi: quello interiore dove sperimentiamo la trasformazione delineata dall’unione di due entità che ne diventano una, e il mondo esterno nel quale ci muoveremo fino al nostro ultimo respiro.

Entriamo nella vita gridando e con i pugni chiusi e ce ne andiamo in un sospiro, aprendo le mani all’infinito, con l’eco in sottofondo di quel momento di passaggio che segna l’inizio del nostro mito personale, la nostra Immagine, così come la definì James Hillman, celebre psicanalista fondatore della psicologia archetipica.

Liberarsi dalla narrazione giudicante sul parto

Durante la gravidanza si dispiegano le forze più misteriose: la vita trasforma il corpo della donna in un canale di manifestazione, di creazione, fino a giungere al tempo del parto, il culmine del processo che porterà al mondo una nuova vita. Dolore, amore, paura, speranza si mescolano in un turbine di emozioni che sfociano in un grido. La voce della madre si unisce a quella di suo bambino. È il miracolo della vita in tutta la sua meravigliosa e viscerale potenza.

“C’è un potere che entra nelle donne quando partoriscono. Le donne non lo chiedono, ne vengono semplicemente invase. Si accumula come nuvole all’orizzonte e passa attraverso di loro, portando il bambino con sé.”
(Sheryl Feldman)

la forza di vita di un neonato
Credit foto © Pexels

Tuttavia, esiste una narrazione moralista legata alla nascita, che la divide in buona e cattiva, positiva e negativa, costringendo ingiustamente molte mamme a vivere con un senso di colpa, di inadeguatezza, per tutto il resto della loro vita, stigmatizzate dal pensiero di avere dato ai loro figli una “cattiva” nascita: non abbastanza dolce oppure troppo problematica, difficile. Il dolore emotivo legato a questa convinzione viene inconsapevolmente condiviso dal bambino che poi cresce, diventa adulto, con l’idea di essere “nato male”.

È colpa mia se la mia nascita non è andata bene, se la mamma ha sofferto? C’è qualcosa in me che non va? Questi sono pensieri carichi di dolore che pesano sul cuore, che non danno pace, che fanno avanzare nella vita con la schiena curva e il dispiacere di aver iniziato la vita col piede sbagliato. E se invece fosse questa narrazione pregna di giudizio sul parto ad essere sbagliata, e non la nascita in sé anche se è stata difficile?

Leggi anche —> Le Storie Che Ci Raccontiamo Diventano La Nostra Realtà

Imparare ad accogliere la nostra nascita

la nascita di un bambino è un momento sacro
Credit foto © Pexels

Riabbracciare il ricordo della propria nascita così com’è avvenuta, con compassione e gentilezza, osservandola con una consapevolezza e un senso di sacralità che trascendono il giudizio tra giusto e sbagliato, può aiutarci a riappropriarci del diritto di essere felici semplicemente per quello che siamo, di sentirci legittimati nel camminare nel mondo riconoscendo il nostro valore, accogliendo le nostre imperfezioni, le nostre difficoltà.

La nostra nascita ci ha permesso di esclamare a gran voce “Io ci sono!”, di dimostrare il nostro coraggio nell’aprirci ad un nuovo mondo, ad una nuova vita: quella in cui lasciavamo la protezione del grembo materno per un mondo sconfinato, aperto all’impossibile, certo pieno di difficoltà e di sfide, ma anche di gioie, di speranze, a volte da accogliere, altre volte da conquistare.

Indubbiamente, ci vuole coraggio per uscire allo scoperto, nudi, indifesi, a volte doloranti; questo coraggio possiamo riconoscercelo: si nasce sempre un po’ guerrieri perché al di là delle difficoltà, della lotta per la sopravvivenza che a volte la nascita può rappresentare, si dimostra una grande forza, una tenacia incredibile nell’aggrapparsi alla vita. Anche quando l’incertezza estende la sua ombra sul domani, quell’incertezza è una possibilità, è un frammento di vita che illumina la nostra realtà.

Liberarci dal giudizio sulla nascita può aiutarci ad andare oltre il nostro dramma personale, oltre l’abisso interiore che inghiottisce la nostra energia, la nostra attenzione, e allo stesso tempo ci fa paura, ma che cerca allo stesso tempo di essere visto, accolto, compreso mostrandosi a noi, spesso in modo inconscio, in eventi e situazioni impegnative e significative, attraverso la rappresentazione delle forze archetipiche che si muovono dentro di noi fino a quando apriamo finalmente gli occhi sulla nostra storia personale, il nostro mito interiore, iniziato col primo rito in assoluto, quello della nascita.

Leggi anche —> Non-Giudizio: Pratica La Gentilezza Verso Di Te Invece Di Giudicarti

La nascita, punto d’unione attraverso il tempo

La nascita è un tempo personale ma anche collettivo. È la concretizzazione del sogno dei nostri antenati che realizziamo nella nostra venuta al mondo, portando la loro memoria, sia genetica che immateriale, nella realtà. È anche l’inizio del sogno delle future generazioni. È sia manifestazione che potenzialità, un tempo d’unione tra passato e futuro racchiuso nell’attimo presente, esattamente come un seme, un simbolo potente.

Nel suo libro Il codice dell’anima, James Hillman afferma:

“I bambini cercano di vivere due vite contemporaneamente, la vita con la quale sono nati e quella del luogo e delle persone in mezzo a cui sono nati. L’immagine di un intero destino sta tutta stipata in una minuscola ghianda, seme di una quercia enorme su esili spalle.”

Il seme è testimone e portatore di un bagaglio ancestrale, è discendente di un lignaggio, ma allo stesso tempo è una promessa, così come lo siamo anche noi. Possiamo quindi chiederci se questa promessa ha meno valore soltanto perché è espressa in maniera personale, se le difficoltà che può attraversare strada facendo possono realmente offuscare la bellezza autentica di cui è custode oppure se il suo percorso, incredibilmente coraggioso, unico ed irripetibile, merita di essere accolto, compreso con una consapevolezza diversa, più illuminata e radicata.

la nascita come simbolo
Credit foto © Pexels

E se iniziassimo a guardare alla nostra nascita con maggiore fiducia nella vita, come cambierebbe la percezione della nostra storia?

→ Leggi anche: Jung invita tutti a realizzare il proprio germe di vita

Fonti:

Anima e radici: Simbologia della nascita
• James Hillman, Il codice dell'anima. Vol. 6. Adelphi Edizioni, 2014.
• Selene Calloni Williams, Daimon. Scopri il tuo spirito guida e guarisci con i miti, Piemme Editori, 2022.

Sandra Saporito
Autrice e operatrice in Discipline Bio-Naturali
www.risorsedellanima.it





Newsletter
Iscriviti alla nostra newsletter e ricevi subito una speciale meditazione in omaggio!




© 2022 Copyright Media Data Factory S.R.L. - I contenuti sono di proprietà di Media Data Factory S.R.L, è vietata la riproduzione.
Media Data Factory S.R.L. sede legale in via Guercino 9 20154 Milano - PI/CF 09595010969