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“Daimon”: il libro per guarire le ferite dell’anima grazie ai miti

Di Sandra Saporito - 17 Maggio 2022

Viviamo in una società strana che ci spinge sempre più a correre e sempre meno a capire chi siamo, con la conseguenza di allontanarci dalla nostra autenticità e dalla vera felicità. Questa infelicità deriva da uno stato di separazione dentro di noi, una divisione che si ripete poi all’esterno nel nostro modo di relazionarci con gli altri e col mondo portando sofferenza.

Come mettere fine a questo stato di separazione, di oblio di noi stessi? Non esistono risposte preconfezionate a questa domanda ma una via esperienziale che permette ad ognuno di trovare la sua propria risposta in maniera diretta, estetica, poetica, come per esempio attraverso la comprensione del mito che ognuno di noi mette in scena nella sua vita, perché dentro di noi, ad un livello inconscio, si muovono delle forze antiche, archetipiche, che un tempo gli antichi chiamavano “dei”.

Puoi recuperare il contatto con la tua anima attraverso i miti

L’anima, l’essenza vitale ed invisibile, è ciò che permette la nostra esistenza eppure sembra tenere un posto minore nel nostro quotidiano, portandoci a vivere senza percepire la dimensione del sacro, ma questa separazione ci porta a dimenticarci di lei e a non riuscire più a riconoscere le sue manifestazioni dentro e fuori di noi. Perdendo il contatto con la nostra anima, è dalla dimensione del sacro e dell’invisibile dell’esistenza che ci estraniamo. Per ironia della sorte, è proprio in questa dimensione invisibile che nascono gli squilibri che creano le situazioni difficili e le ripetizioni negative nelle quali ci ritroviamo invischiati, lasciandoci spesso delle cicatrici profonde.

“Il mito ci narra l’origine delle cose, di come si sono manifestate nel mondo la prima volta. E conoscere l’origine delle cose è il punto di partenza per cambiarle o trasformarle.” spiega Selene Calloni Williams, esperta di psicologia del profondo, antropologia e yoga sciamanico nella sua ultima opera letteraria disponibile dal 17 maggio, Daimon. Scopri il tuo spirito guida e guarisci coi miti (Ed. Piemme).

I miti rivestono quindi un ruolo fondamentale nel processo di conoscenza di sé, in grado di aiutarci a comprendere gli eventi della nostra vita da una prospettiva simbolica, immaginale, che ci libera dal ruolo di vittima, restituendoci la capacità di reintegrare gli aspetti invisibili del nostro essere, i nostri simboli assieme all’immagine di cui parlava James Hillman, padre della psicologia archetipica: “Prima della nascita, l’anima di ciascuno di noi sceglie un’immagine o disegno che poi vivremo sulla terra, e riceve un compagno che ci guidi quassù, un daimon, che è unico e tipico nostro. Tuttavia, nel venire al mondo, ci dimentichiamo tutto questo e crediamo di esserci venuti vuoti. È il daimon che ricorda il contenuto della nostra immagine, gli elementi del disegno prescelto, è lui dunque il portatore del nostro destino.”

Recuperare il contatto col proprio daimon, il nostro spirito-guida, il guardiano del nostro destino è quindi fondamentale per manifestare la propria azione nel mondo e raggiungere l’eudaimonia, la felicità che decorre dal compimento della missione dell’anima.

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Credit foto: ph. Adrian McCourt
per gentile concessione di Selene Calloni Williams

Eudaimonia: per essere felice, ascoltati!

In Daimon, il nuovo libro di Selene C. Williams, scopriamo che vivere il proprio mito con consapevolezza ci permette di comprendere dove l’anima ci vuole portare, perché non cerca altro che la nostra felicità, l’eudaimonia come la definirono gli antichi greci: il buon destino che ci permette di manifestare il nostro essere autentico nel mondo, la missione della nostra anima. La lettura è fluida, naturale, ed innesca una presa di coscienza che da il via al processo di trasformazione interiore; diventa così un viaggio fatto di emozioni profonde, di un sentire finalmente ascoltato dopo anni, a volte decenni, di silenzio.

Il libro apre una parentesi atemporale in cui le nostre ferite possono (di-) spiegarsi, dialogare con noi. La lotta lascia spazio all’ascolto, alla comprensione, alla compassione. Andiamo al di là del giudizio, del senso di inadeguatezza. Ci sentiamo accolti così come siamo, nella nostra più umana e meravigliosa imperfezione.

Grazie a queste esperienza estetica, poetica, le immagini ed eventi che prima ci disturbavano si trasformano da ostacoli a opportunità di risveglio, d’insegnamento, di comprensione.Hanno cercato di seppellirci ma non sapevano che noi eravamo dei semi” diceva un antico proverbio e questi semi che presto sbocceranno siamo noi mentre rivediamo gli eventi passati buttarci addosso la terra che ora diventa spazio e tempo di rinascita.

“Daimon”, i miti che parlano delle nostre ferite interiori

In questo ultimo libro, Selene C. Williams ci propone otto miti, appartenenti al nostro antico bagaglio culturale e sapienziale, che insceniamo nella nostra vita e ci invita a dialogare con le immagini, i simboli, che causano ripetizioni negative nella nostra vita e ci allontanano dalla nostra felicità.

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Credit foto: ph. Adrian McCourt
per gentile concessione di Selene Calloni Williams

Il mito di Arianna prende così vita sotto i nostri occhi, narrato questa volta dalla diretta interessata, mentre ci accompagna attraverso i molti tradimenti che una persona può vivere nella sua vita per poi guarirli. Antigone ci aiuta cogliere le ragioni profonde dei nostri fallimenti e del nostro vittimismo, in modo da superarle; Perseo ci porta a scoprire con uno sguardo nuovo le ferite del rifiuto e dell’abbandono; Cassandra ci insegna a vincere la paura e il dubbio; la strega Medea ci guida nel processo di trasformazione alchemica della tristezza e della rabbia; Orfeo ci accompagna oltre la ferita della separazione per conquistare la conoscenza dell’unione vera ed autentica; Prometeo, colui che rubò il fuoco agli dei e subì il supplizio eterno ci porta verso la liberazione dai sensi di colpa, mentre Agamennone ci catapulta in un viaggio interiore per guarire le ferite dell’anima.

La lettura di questi miti diventa in questo modo un’esperienza interiore intima e trasformativa. Le emozioni si muovono e fanno affiorare intuizioni profonde, una comprensione che usa un linguaggio quasi onirico per esprimersi, ed è proprio qui che il potere dei miti si dispiega e diventa balsamo per l’anima.

La trasformazione necessita però di radicarsi anche nella dimensione visibile della nostra vita quotidiana ed è il motivo per il quale l’autrice ci aiuta a recuperare il contatto con il sacro, riunendo il rito al mito: per ogni mito troviamo un breve rituale meditativo o OMI (One Minute Immersion) che giorno dopo giorno ci aiuta a riappropriarci di noi, dei nostri simboli interiori, della comprensione immaginale, estetica, degli archetipi in atto nella nostra vita, così da “divenire co-creatore del proprio destino insieme agli dei”.

Riconoscere le nostre immagini grazie al mito ci permette di riappacificarci con quelle forze invisibili dentro di noi, coi nostri archetipi: i nostri dei e dee interiori. Se accogliamo l’esperienza nella sua integrità, se facciamo pace con il lato ombra del nostro vissuto e riusciamo a cogliere il suo messaggio immaginale, poetico, allora ci diamo la possibilità di vivere anche il suo lato luminoso, di coglierne il dono nascosto e di non esserne più vittima.

Pacificare gli archetipi implica uscire dalle dinamiche di controllo, di esercitazione di potere, così da entrare in relazione, dialogare con esso per riportare equilibrio dentro di noi e tra tutte le forze che popolano la nostra anima. Se non lottiamo più contro quelle forze che ci appartengono, se le accogliamo e permettiamo loro di evolvere, la guerra dentro di noi cessa e lascia spazio all’amore. È in quell’istante che si apre la dimensione del sacro, della comunione con la parte più antica e saggia di noi.

Imparare ad affidarsi all’anima, alla dimensione estetica, immaginale, è quindi ciò che può portarci alla plenitudine dell’essere, all’eudaimonia, alla vera felicità.

Incontro con l’autrice

Il 4 giugno Selene Calloni Williams presenterà Daimon. Scopri il tuo Spirito Guida e guarisci con i miti durante una serata speciale con performance teatrali e rituali al Teatro Sociale di Bellinzona: : a recitare brani tratti dal libro sarà l’attrice Lucilla Giagnoni, intervallata dalla musica del cantautore Sebalter e dagli assolo del violino di Robert Kowalski, primo violino dell’orchestra della svizzera italiana con l’accompagnamento del suonatore di handpan Emmanuel Pfirter; mentre L’8 giugno alle 18.00 sarà possibile incontrarla nella Libreria Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano.

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Credit foto: ph. Adrian McCourt
per gentile concessione di Selene Calloni Williams

Sandra “Eshewa” Saporito





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