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Rivalutare il concetto di tempo e dovere per riappropriarsi delle proprie scelte

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Viviamo in un tempo così stretto che ogni azione viene compressa e descritta in lassi di ore o spesso minuti. Viviamo giornate talmente programmate che sembrano piani di difesa studiati dai migliori generali per limitare, evitare o raggirare l’ipotesi di un imprevisto che possa fare breccia nel muro autoimposto dei nostri doveri. C’è un legame biunivoco e distruttivo fra il concetto di tempo e quello di dovere. Abbiamo tutti una tabella di marcia per una quotidianità che non lascia mai (o lascia poco) spazio alla scelta e all’immaginazione.

Noi Lavoriamo Troppo: Gli Indiani Sapevano come Fare

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Indiani d'america

Questo articolo è un invito alla riflessione, una riflessione sul nostro stile di vita che ci ha ormai fagocitato e non ci lascia altra scelta che farci trasportare giù per le budella del suo sistema digerente.

Lavoriamo troppo

Frenesia è la prima parola che mi viene in mente pensando al nostro tempo. Pensateci, prendete un giorno qualunque della vostra vita e fatene il resoconto… al mattino ci si alza, lavata, pettinata, colazione rapida e via nel traffico… ufficio, fabbrica, cantiere… urla, baccano, ticchettio… pausa pranzo (che pausa?) corsa verso la mensa, coda, cibo ingurgitato in fretta… si riprende a lavorare… finite le 8 ore… c’è l’ora di straordinario per un lavoro che non può proprio aspettare… E’ tardi, in macchina e di nuovo nel caos e traffico… finalmente a casa… pulizie, preparare cena, compiti dei bambini, cena, lavare i piatti, tv e crollare sul letto per poi ricominciare tutto da capo…

La felicità è una conquista non una fortuna

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Quante volte ci ritroviamo a pensare “Che fortuna che mi è capitato questo!” o al contrario “Sono proprio sfortunato!“. E così facciamo risalire la nostra felicità o la nostra infelicità alla fortuna o al caso e facendo così ci spogliamo di qualsiasi responsabilità e viviamo passivamente ciò che ci accade.

E’ l’errore più grande che possiamo commettere.

La serenità appartiene solo a noi stessi, è una conquista che riguarda solo ed esclusivamente il nostro animo. Nella vita può accaderci di tutto, nel bene e nel male, ma la possibilità di trasformare questo tutto in positivo o in negativo dipende solo da noi.

Lavorare da casa: ecco come trasformare il proprio hobby in un lavoro!

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creatività

Sarebbe fantastico avere la possibilità di lavorare da casa trasformando il proprio hobby in un vero e proprio lavoro.

Questo particolare momento storico-culturale ci sta mettendo a dura prova: padri di famiglia che perdono il lavoro e  madri che si reinvestano una quotidianità, saperi che riaffiorano e manualità che forse nei decenni si sono perse.

James Robertson, ogni giorno percorre 33 chilometri a piedi per andare al lavoro

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Per andare a lavoro impiega 8 ore ogni giorno: è la storia di James Robertson

Lui si chiama James Robertson e la sua storia ha appassionato molti lettori e il web, tanto da essersi “meritato” un’intervista pubblicata dal “Detroit Free Press“, intervista che ha fatto conoscere a tutti, appunto, la sua storia.

James ha 56 anni e vive a Detroit. Ormai da molti anni lavora come operaio alla Schain Mold & Engineering, un’azienda manifatturiera di prodotti in plastica situata a Rochester Hills, nel Michigan.

Bonus Babysitter 2015: Ecco Come Usufruirne

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bonus babysitter

babysitter E’ sempre più difficile mandare avanti una famiglia se uno solo dei genitori lavora, spesso anche le madri sono obbligate a tornare la lavoro prima del tempo, per questo motivo ogni aiuto è sempre ben accetto, la nonna guarda volentieri i nipotini, la vicina di casa e la sorella maggiore, ma spesso bisogna ricorrere a babysitter o asili nido, che hanno costi non indifferenti che vanno a gravare ancora una volta sul bilancio familiare.

Per questo motivo, anche quest’anno, il Governo ha deciso di aiutare le mamme che decidono di avere un figlio, grazie al bonus babysitter infatti, sarà possibile ricevere 600 euro, 300 euro in più rispetto all’anno scorso, per riuscire ad accudire i propri figli.

5 motivi per cambiare lavoro

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Al giorno d’oggi avere un lavoro che permetta di vivere in modo soddisfacente è già di per sè un lusso. C’è però da dire che il lavoro occupa gran parte della nostra giornata e della nostra vita e riuscire a trascorrere questo tempo facendo attività che ci realizzano e che ci rendono felici è un fattore di notevole importanza.

Ci sono momenti della vita che non possiamo scegliere il lavoro più adatto a noi per i più disparati motivi ma ci sono altri momenti che invece possiamo farlo. In entrambi i casi vi proponiamo questa riflessione: tutti possiamo riflettere, il tempo per agire dipenderà poi da persona a persona.

Muore e lascia l’azienda in mano ai 25 operai

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Leonardo Martini

Leonardo Martini era un’imprenditore di Vicenza. Nel 1967 fonda la Dioma srl, un’azienda che si occupa di stampaggio di materie plastiche.

Dopo una breve malattia si è spento all’età di 72 anni.

Non aveva figli e non voleva dare la propria ditta in mano ad estranei o comunque a persone che non la conoscevano a fondo: ha così deciso di lasciarla in eredità ai suoi 25 operai. Chi meglio di loro, impegnanti quotidianamente a contribuire al benessere dell’azienda, poteva continuare la sua opera d’imprenditore?

Richard Branson ai suoi dipendenti “Ferie quando e quanto volete!”

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Il fondatore della Virgin Records, l’etichetta discografica inglese, ha deciso di attuare una politica di libertà e responsabilità a dir poco fuori dal comune per i suoi 170 dipendenti che compongono il suo team di lavoro. Richard Branson infatti ha deciso di lasciare la libertà di scegliere quando e per quanto tempo andare in vacanza e senza chiederne il permesso!

Richard Branson

“L’uomo è condannalo ad essere libero” – Jean-Paul Sartre

Secondo lo scrittore francese la libertà dell’uomo è infinita e questo rende l’uomo interamente responsabile delle sue scelte, e dev’essere proprio da questo assunto che Branson, uno degli uomini più ricchi del pianeta, ha fatto questa scelta per il suo staff.

Al bar AntiCafè si paga il tempo, è lui quello prezioso

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Un caffè veloce al bar, neanche il tempo di vedere in faccia chi mi ha servito, lo ingurgito scottandomi la lingua, butto un euro sul bancone, aspetto lo scontrino ed esco di corsa nel traffico caotico della città.

Il tempo scorre veloce

Un taxi sfreccia veloce, un bus solleva una nuvoletta di smog e mi fa tossire. Sento ancora il caldo del caffè tra le labbra e la gola eppure l’ho bevuto rapidamente, penso che sarebbe bello poter finire il mio articolo seduta al bar sorseggiando quel caffè invece di tirarlo giù tutto di un fiato. Ma non è possibile, la gente entra di corsa al bar si siede, ordina, consuma e se ne va.