Psicologia

Depressione mascherata: come riconoscerla e affrontarla

Di Cristina Rubano - 16 Settembre 2022

Ci si può sentire depressi senza saperlo? Si può attraversare una crisi depressiva e non riconoscerla come tale? Assolutamente sì. Alcune persone sperimentano quella che si definisce una depressione mascherata. La loro sofferenza non si esprime attraverso un calo dell’umore o i pensieri tipici della depressione classica. Queste persone si limitano a sentirsi “solo” particolarmente stanche, affaticate, assonnate e a lamentare aspecifici disturbi fisici che non trovano riscontro medico…

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Depressione “classica” e depressione mascherata

La depressione è un quadro psicopatologico di sofferenza mentale che coinvolge solitamente la persona a più livelli: fisico, emotivo, cognitivo e comportamentale.

Si tratta di una sorta di cortocircuito psichico che “spegne” progressivamente la vitalità da ogni punto di vista.

Una persona che attraversa tale sofferenza potrà sperimentare un umore depresso o irritabile, nulla più la appassiona o suscita interesse o piacere. Potrà ritirarsi quindi in uno stato di apatica inattività, disinvestendo sia dal lavoro che dai rapporti interpersonali. Spesso si associano pensieri di svalutazione, colpa e disitima di sé talmente irrealistici e pervasivi da arrivare in alcuni casi a contemplare pensieri di morte o idee suicidarie. Ne risentirà anche il corpo, certo, perché questa persona potrebbe sperimentare una carenza o un insolito aumento dell’appetito. Oppure difficoltà a dormire o, al contrario, passare a letto la maggior parte della giornata. E, in aggiunta a questo, sentirsi cronicamente stanca e affaticata. In alcuni casi una persona può sentirsi depressa e ansiosa contemporaneamente: disperata e in preda al panico che qualcosa di terribile e incontrollabile incomba su di lei…

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Nella depressione mascherata troviamo nulla o poco di tutto questo.

“La depressione non equivale al dolore; il vero depresso ringrazierebbe il cielo se riuscisse a provare dolore. La depressione è l’incapacità di provare emozioni. La depressione è la sensazione di essere morti mentre il corpo è ancora in vita. Non equivale affatto alla pena e al dolore, con i quali anzi non ha niente in comune. Il depresso è incapace di provare gioia, così come è incapace di provare dolore. La depressione è l’assenza di ogni tipo di emozione, è un senso di morte che per il depresso è assolutamente insostenibile. È proprio l’incapacità a provare emozioni che rende la depressione così pesante da sopportare.”

(Erich Fromm)

La gabbia della depressione mascherata

donna triste seduto sul letto
Credit foto © Pexels

Affinché una persona possa riconoscere una sofferenza depressiva deve anzitutto poterla sperimentare come tale. Non sempre questo avviene. Esistono forme di sofferenza che passano “sotto silenzio”, che si esprimono quasi unicamente con vaghi e aspecifici disturbi fisici. In questi casi la reale portata del problema rischia di passare inosservata e inascoltata sia dalla persona stessa, che da coloro che le sono accanto.

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Una persona che sperimenta una depressione mascherata potrebbe non sentirsi soggettivamente depressa, apatica o disperata, né disinteressata o ritirata rispetto alle sue attività lavorative o sociali. O, meglio, potrebbe forse, a guardarsi bene, riconoscersi da qualche tempo piuttosto giù di morale e meno partecipe o attiva ma, secondo la sua soggettiva esperienza, non perché “si sente” depressa, ma perché sta sempre male… Da qualche tempo è un continuo: stanchezza, dolorose contratture che vanno e vengono, mal di testa magari invalidanti o disturbi gastrointestinali. Alcuni sono fiaccati da dolori articolari, vertigini, mal di schiena o cervicalgie che interferiscono con le normali attività…

Ma qualunque controllo medico dà esito negativo e la persona è sempre più ritirata, sempre più spenta e rintanata nella sua gabbia fatta di piccoli e grandi disturbi che di fatto le impediscono di partecipare alla vita…

Depressione mascherata e espressione culturale della sofferenza

Ci sono due motivi principali per i quali una sofferenza depressiva può manifestarsi come una depressione mascherata. Un ambiente socioculturale che non ammette altri tipi di sofferenza. Oppure un funzionamento psicologico che impedisce a quella persona di sperimentare psicologicamente uno stato depressivo come stato dell’umore.

Nella cultura Giapponese ad esempio (ma non è l’unica), l’espressione degli stati emozionali di sofferenza è generalmente poco presente. Mentre è molto più facilmente accettata, a livello sociale e interpersonale, una sofferenza di tipo fisico, concreto. Non stupisce dunque che persone, anche dotate di possibile introspezione psicologica, possano sperimentare in tutto o in gran parte una sofferenza depressiva come disagio fisico. È quello l’unico modo, in una cultura di tal genere, per ottenere con facilità aiuto, ascolto e sostegno dagli altri.

Depressione mascherata e mancanza di parole per le emozioni

Altre persone potrebbero avere costitutivamente delle grandi difficoltà a riconoscere ed esprimere i propri stati emozionali (alessitimia).

Non parliamo di persone sensibili e introverse che pur parlando poco colgono anche le sfumature emotive più sofisticate e indirette in sé e negli altri.

Ma di persone che hanno proprio una diffusa difficoltà a gestire le emozioni, e riconoscere se sono arrabbiate, tristi, felici o tutte queste cose insieme. Che hanno magari pari difficoltà a cogliere gli stati emozionali degli altri e a decodificare le reali motivazioni dei loro comportamenti.

Queste persone possono apparire piatte, piuttosto concrete, ma non sono affatto persone vuote o superficiali. Sono molto spaventate dalla propria vita emozionale perché non hanno sufficienti elementi per gestirla e potrebbero venire travolte se si lasciano sorprendere da emozioni troppo intense. Hanno quindi una elevata tendenza a somatizzare. E anche il dolore e la disperazione depressiva non sono sperimentati come tali, ma come sintomi di malessere fisico.

È importante non sottovalutare mai uno stato di disagio fisico solo perché non ha riscontro medico. Uno dei rischi è che una depressione mascherata non venga riconosciuta e che il dolore mentale non trovi ascolto, comprensione e contenimento.





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