Psicologia

La lettura psicosomatica del mal di testa

Di Cristina Rubano - 2 Marzo 2022

Il mal di testa è una delle sintomatologie di disagio corporeo più aspecifiche: può derivare da molteplici cause, dalle più serie alle più banali, da quelle prettamente somatiche ad altre di natura psicosomatica. Accanto a mal di testa a causa organica, come quelli a componente vascolare o neurologica, si riscontra di frequente un tipo di cefalea psicosomatica o emicrania psicosomatica che è causata o aggravata da una componente emozionale ignota al soggetto.
Questa sorta di mal di testa emozionale affida al dolore corporeo un disagio psichico che, come la sintomatologia dolorosa ben rappresenta, non può essere tollerato e contenuto nella mente.

“Tanti possono avere il mal di testa, ma ognuno ha le proprie ragioni per averlo. L’aspirina può togliere quel sintomo a tutti, ma ognuno resterà con la propria ragione del suo mal di testa. E quella ragione, prima o poi, troverà altri modi di esprimersi.”
(Tiziano Terzani)

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Cosa vuol dire il mal di testa?

donna che soffre di mal di testa

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Come per altre malattie psicosomatiche, anche la cefalea può avere origini emotive in tutti quei casi in cui si deve ipotizzare una causa non organica del mal di testa o in cui tale sintomatologia, seppur a componente somatica, è esacerbata da componenti emozionali.
La psicosomatica spiega questo fenomeno basandosi sulla relazione mente-corpo, si tratta di due facce della stessa medaglia che insieme si influenzano reciprocamente nel determinare i nostri stati di malessere o di benessere. Quando un disagio emozionale non può essere riconosciuto o tollerato a livello mentale può venir riconvertito in un disturbo fisico (o concorrere alla manifestazione/esacerbazione sintomatica di un disturbo a base organica si pensi ad esempio a patologie croniche come il morbo di Crohn o il diabete).

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Spesso la persona che soffre di un disturbo psicosomatico non ha idea di cosa possa turbarla, può non sperimentare affatto stati di ansia, angoscia, paura o tristezza: la sintomatologia dolorosa viene sperimentata al posto del dolore emotivo. Si potrebbe parlare piuttosto impropriamente di “pensiero psicosomatico”: in realtà somatizzare un dolore mentale significa esattamente l’opposto, significa non poterlo sperimentale come fatto psichico e quindi non poterlo pensare.

Secondo l’interpretazione psicoanalitica e psicosomatica il mal di testa psicosomatico rientra in questo tipo di disturbi somatizzanti è anzi uno dei disagi psicosomatici più comuni.

“Ho mal di testa e di universo.
Ho mal di testa perché ho mal di testa. Mi fa male l’universo perché la testa mi fa male. Ma l’universo che veramente mi fa male non è quello vero, quello che esiste perché non sa che io esisto, ma quello, proprio mio, che, se passo le mani nei capelli, mi fa credere di sentire che essi soffrono tutti soltanto per farmi soffrire.”
(Fernando Pessoa)

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Psicosomatica del mal di testa: una corazza che impedisce di vivere

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Una delle forme più comuni di mal di testa è la cefalea muscolo-tensiva. Si tratta di una forma spesso cronica o recidivante che comporta una forte e prolungata contrattura involontaria della muscolatura del volto, del capo, del collo e delle spalle causando di conseguenza una sintomatologia dolorosa che tende a peggiorare nel tempo man mano che, come reazione involontaria la dolore, la persona aumenta il livello di contrazione invece di rilassarsi. Questa sorta di “corazza psicosomatica” è innescata in modo riflesso ogni volta che la persona vive uno stress, una preoccupazione o un malessere emotivo di qualche tipo. Spesso si tratta di una contrattura che viene mantenuta a livelli subliminari in maniera cronica e che basta poco perché aumenti improvvisamente di intensità scatenando il mal di testa. Si tratta di un circolo vizioso nel quale lo stato di contrazione muscolare scatena la sintomatologia dolorosa che, a sua volta, determina un ulteriore irrigidimento della muscolatura che non può che aggravare il mal di testa stesso.

Per interrompere questo circolo vizioso può essere utile anzitutto apprendere un metodo di rilassamento da praticare quotidianamente (non solo “in emergenza”) prima che il mal di testa di verifichi, aiutando il corpo a reimparare ad accedere ad uno stato di rilassamento di base. Fra i metodo più efficaci vi sono il Training Autogeno e il Rilassamento muscolare Progressivo che, se appresi sotto la guida di un operatore esperto, aiutano a invertire questo circolo vizioso a livello corporeo.
In secondo luogo, specie per forme croniche di cefalea psicosomatica, può essere indicato un percorso d psicoterapia nel quale la persona impari a familiarizzare con la propria vita emotiva, a decodificare i propri stati emozionali e a gestirli a livello “mentale” senza doverli riconvertire in dolore somatico.

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Cristina Rubano





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