“Le persone hanno paura di rilassarsi. Hanno paura di avere fiducia.”

(Osho, Discorsi, 1953/90)

Se qualcuno vi dicesse di “non pensare a un elefante rosa” probabilmente in pochi istanti alla vostra mente comparirebbe proprio questa immagine surreale che diventerebbe sempre più presente nonostante gli sforzi deliberati a scacciarla. Perché accade questo? Cosa mette ko la nostra forza di volontà?…

Per la mente inconscia il “non” è un costrutto logico assolutamente inessenziale: nella modalità inconscia della mente può valere tutto e il contrario di tutto allo stesso tempo. Pensate ai sogni: nel mondo onirico si potrebbe essere contemporaneamente genitori e figli di qualcuno senza che questo rappresenti alcuna contraddizione logica. Se per la logica inconscia dunque non vale il principio di non contraddizione, il “non” è irrilevante, ciò che arriva alla mente, riprendendo l’esempio precedente, è l’evocazione dell’immagine suggerita che affiora spontaneamente grazie alle nostre facoltà rappresentative (le stesse, per altro, che costruiscono le immagini oniriche…).

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Non possiamo governare un processo spontaneo e inconscio tramite la forza di volontà, servono altre strade… In Training Autogeno è una di queste, perché anche il rilassamento non segue la logica cosciente, nessuno di noi può rilassarsi ordinandosi semplicemente di farlo, anzi questo non farà altro che aumentare il proprio stato di tensione, per questo le tecniche di rilassamento seguono… altre vie! Vediamo in cosa consiste questo metodo e perché può esserci utile per gestire le emozioni.

“Tensione è chi pensi che dovresti essere. Rilassamento è quello che sei.”

(Proverbio cinese)

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Alle origini della tecnica del Training Autogeno

Fra i metodi di rilassamento mentale, il Training Autogeno è quello che più si accosta al nostro modo naturale di rilassarci, ognuno di noi è in grado di farlo nel profondo della propria unità mente-corpo: tutti siamo stati bambini e sappiamo con quanta immediatezza un lattante si abbandona fra le braccia che lo cullano rilasciando immediatamente tutte le tensioni corporee. Diventando adulti perdiamo di vista questa facoltà innata, presi da mille pensieri e mille impegni e finiamo sopraffatti dall’ansia, incapaci a gestire le emozioni negative.

Il Training Autogeno in realtà si proporne, a livello di base, di aiutarvi a recuperare quello che già siete in grado di fare: nulla di esoterico o di elitario.

Il metodo del Training Autogeno venne ideato dal Dott. Schultz negli anni ’30, egli prese spunto dai cambiamenti psicofisiologici che si verificavano nelle persone sotto ipnosi. Questi cambiamenti si riproducevano a catena uguali in tutti gli individui e andavano ad invertire quelle contrazioni che solitamente manteniamo nei momenti di stress: la muscolatura degli arti si rilassa, mani e piedi si riscaldano grazie all’afflusso del microcircolo, il respiro e il battito cardiaco si regolarizzano diventando calmi e profondi, la muscolatura liscia degli organi interni si rilascia e la testa è fresca e leggera. Schultz ideò gli esercizi del Training Autogeno in modo che le persone potessero, dopo averli appresi da un conduttore, ripercorrere l’intera sequenza in autonomia per quella che potrebbe essere definita una sorta di “autosuggestione”. È un po’ il principio dell’elefante rosa citato prima ma… volto in positivo!

Come si eseguono gli esercizi di Training Autogeno

donna distesa che si rilassa
Credit foto
© Pexels

L’allievo si allena a rilassare ogni distretto corporeo attraverso l’immaginazione: rappresentando alla propria mente nel modo più vivido possibile (ripentendo determinate frasi corredate da rappresentazioni corporee e immagini ausiliarie) lo stato di distensione che si vuole raggiungere (un braccio molto rilassato e pesante che sprofonda morbidamente nei punti di appoggio ad esempio). Non quindi “ordinando” al corpo di rilassarsi, come farebbe la logica cosciente, ma evocando la rappresentazione immaginativa multisensoriale di quello stato di rilassamento che, come abbiamo visto nell’esempio dell’elefante, incide tracce profonde nella mente fino ad influenzare i processi psicofisiologici reali. È un po’ come se il corpo imparasse a rispondere a ciò che ci rappresentiamo e non solo a quello che percepiamo nel mondo esterno.

“Lo sforzo è necessario per tutte le cose del mondo. Se vuoi fare qualcosa nel mondo, qualsiasi cosa, è necessario lo sforzo. Ma se vuoi fare qualcosa nella dimensione interiore, non è necessario alcuno sforzo. Il semplice rilassamento è sufficiente. Il non fare è l’arte necessaria in questo contesto, così come il fare lo è nel mondo esterno.”

(Osho, Discorsi, 1953/90)

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Training autogeno e gestione delle emozioni

Perché tutto questo può aiutarci a gestire le emozioni? Se ci pensiamo le emozioni rispondono alla stessa logica dell’elefante: non possiamo scacciarle, modificarle o reprimerle con la sola forza di volontà (e anche quando ci riusciamo questo è tutt’altro che in direzione della nostra salute si pensi ai tanto diffusi disturbi psicosomatici). Ecco che il rilassamento aiuta ad invertire la rotta dello stress emozionale partendo dal corpo per arrivare pian piano a distendere anche la mente: non dobbiamo dimenticare infatti che si tratta sempre di due parti in continua influenza reciproca. Molte sono le tecniche di meditazione o le tecniche di rilassamento contro l’ansia. Il Training Autogeno può essere utilizzato con diversi obiettivi per sedare gli stress emozionali:

  • come metodo di “emergenza” per padroneggiare momenti di tensione eccessiva e improvvisa (a tal fine esistono versioni abbreviate che possono essere messe in pratica in pochi secondi ma che sono temporaneamente efficaci e a disposizione solo dei praticanti esperti)
  • come metodo preventivo (quello più consigliato) che possa essere praticato regolarmente per mantenere uno stato di calma di base e in previsione di momenti particolarmente stressanti (conoscendosi meglio ognuno può imparare a “giocare d’anticipo”!)
  • come metodo di crescita personale (il rilassamento psicofisico raggiunto con il Training Autogeno di base è solo il primo step, da qui è possibile, con gli esercizi del livello superiore, lavorare con le immagini mentali suggerite dall’inconscio sia a scopo di auto guarigione che di conoscenza di sé).

Il Training Autogeno è adatto quasi a tutti, non richiede conoscenze pregresse o abilità specifiche per essere appreso, ma non ammette sconti o scorciatoie. Proprio perché mira a restituire alla persona la propria automatica e naturale capacità di rilassarsi, necessita di essere appreso sotto la guida di un professionista esperto, in un setting individuale o di gruppo, e in un periodo di tempo non inferiore a 2-3 mesi. Ma non pensiate che i benefici arriveranno solo alla fine: fin dai primi esercizi inizierete a sperimentare un modo nuovo di percepire il corpo – di “essere” nel corpo consapevolmente e tranquillamente – e di conoscere voi stessi.

“L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni; e così noi vediamo magia e bellezza in loro, ma, in realtà, magia e bellezza sono in noi.”
(Khalil Gibran)

Cristina Rubano

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Psicologa, specialista in Psicologia della Salute e Psicoterapeuta. La sua attività di psicologa si unisce all'interesse per ambiti e settori variegati tra loro. Trova che la saggezza e lo spirito delle culture orientali possano insegnare molto alla frenesia della mente occidentale, ha fatto esperienza di tecniche di meditazione e collabora con associazioni che si occupano di diffondere questa pratica. Da diversi anni conosce e pratica il Training Autogeno – il così detto “yoga occidentale” – e svolge corsi di addestramento a questo e ad altri metodi di rilassamento. Si occupa inoltre di psicologia dell'alimentazione, sia in ambito clinico che di prevenzione e promozione del benessere psicologico. Le piace pensare alla sua non solo come una professione d’aiuto, ma una competenza messa al servizio della realizzazione delle persone affinché possano ampliare le proprie capacità di scelta, raggiungere i propri obiettivi e intravederne sempre di nuovi. “La felicità è una cosa nella quale ci si deve esercitare, come col violino”. (John Lubbock) Il suo sito web è www.cristinarubano.it