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Le campane tibetane in risonanza con l’anima

Di Laura Cusmà Piccione - 1 Luglio 2022

Ognuno di noi possiede una vibrazione, che costituisce l’impronta della propria salute e del proprio benessere. La fisica quantistica ha dimostrato che ogni cosa possiede una vibrazione e che dove c’è suono c’è vibrazione. Anche noi funzioniamo come uno strumento musicale, che con l’uso rischia di scordarsi, così come il corpo può perdere la sua armonia vibrazionale. La frequenza vibrazionale è ciò che siamo: corpo, mente e spirito. Il corpo umano ha una frequenza vibrazionale in salute di 68 Mhz. Più è alta la frequenza in cui viviamo, più siamo consapevoli, aumenterà la nostra chiaroveggenza, la capacità di intuizione, la telepatia e la psiche; al contrario più si abbassa più ci si allontana dal benessere: i pensieri negativi abbassano la frequenza di 10 Mhz; quelli positivi alzano la frequenza di 10 Mhz, preghiere e meditazione la alzano di 15 Mhz.

Sono la pausa fra due suoni
che solo a fatica trovano l’accordo,
perché il suono morte è dominante –
Ma nel buio intervallo si incontrano
nella stessa vibrazione.
E il canto resta bello.
(Rainer Maria Rilke)

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Tuttavia, il suono e la vibrazione possono essere utilizzati per risintonizzare se stessi sulla salute. E una delle modalità più potenti per raggiungere questo scopo è l’uso delle campane tibetane, che battute riescono a rilassare il corpo fino a livello cellulare cosicché il flusso energetico ricomincia a scorrere consentendo l’allineamento vibrazionale con la salute. Per esempio, possono aiutarci ad aumentare la frequenza energetica cancellando le frequenze più basse date da emozioni come paura, rabbia e risentimento, di fronte alle quali possiamo anche semplicemente cantare Om, da cui i popoli himalayani credono il mondo sia nato per liberare l’energia.
Il suono delle campane tibetane è rilassante e questi strumenti sono spesso usati in associazione alla meditazione poiché producono un senso di serenità e di pace ascetica.

“Se vogliamo costruire la pace nel mondo, costruiamola in primo luogo dentro di noi”
(Dalai Lama)

La storia delle campane tibetane

La storia delle campane tibetane ha origini antichissime e ci aiuta a ricostruirla Paola Peruffo, suonatrice di campane tibetane, che abbina anche alla riflessologia plantare.

“È interessante avere qualche nozione dell’origine di questi oggetti sacri di guarigione.
Le antiche ciotole tibetane erano diffuse in Tibet ancora prima dell’avvento del buddismo indiano e le tracce del loro utilizzo risalgono all’epoca dei monaci tibetani Bonpo (la classe più elevata dei monaci Bon) considerati veri e propri sciamani, che ne conoscevano il valore e le usavano sul corpo che presentava malattie “non visibili” come strumento di guarigione spirituale
In India invece venivano utilizzate per riequilibrare i centri energetici attraverso la meditazione.
In seguito, con la nascita del buddismo le due filosofie di guarigione si unirono dando vita ad un modo comune di percepire e utilizzare questi strumenti per armonizzare corpo e mente.”

La meditazione è proprio l’arte della consapevolezza senza sforzo. La capacità di rimanere calmi e distaccati qualunque cosa succeda intorno.
(Osho)

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Un’altra tradizione riconduce l’uso delle ciotole tibetane, oltre che alla meditazione, a funzioni più ordinarie. Continua Paola Peruffo: “Ma altre fonti indicano che le prime attestazioni relative alle ciotole tibetane risalgano al 2000 a.C. nelle zone montuose dell’Himalaya (Tibet, Mongolia, Nepal, Cina, India del Nord). Le ciotole erano integrate nella vita quotidiana, erano usate per raccogliere offerte, per meditare, erano perfette per cucinare poiché durante la cottura venivano rilasciate le proprietà dei metalli, preziosi per la dieta povera di minerali delle popolazioni di montagna In Nepal le partorienti mangiavano nelle ciotole per ripristinare la mancanza di minerali.
Venivano usate nelle cerimonie e per ripulire l’atmosfera dalle energie negative e dai blocchi emozionali.
Nella tradizione si parla di Maestri del suono tibetani che usavano le campane nei loro rituali segreti, viaggiando con lo spirito fuori dal corpo grazie al potere del suono e degli sciamani Nefari che le utilizzavano durante le cerimonie del fuoco”.

Ci sono i dettagli per l’estate in Tibet c’è la morte di tuo padre un’esplosione interstellare c’è il cielo azzurro immenso
dopo il temporale, dopo il temporale
(Le luci della centrale elettrica, “Chakra”)

immagine da Wikipedia. Il simbolo dell’Oṃ, il più sacro mantra induista. Questo simbolo ॐ deriva dall’unione di due caratteri della devanāgarī: ऊ (‘au’) + ँ (‘m’ nasale) riportati in corsivo. Risultando la devanāgarī una scrittura non precedente all’VIII secolo d.C., questo simbolo è di gran lunga posteriore alla sillaba Oṃ, presente in testi anteriori almeno al VI secolo a.C.

La Cosmogonia himalayana è lontana da quella occidentale. Secondo essa, il cosmo nasce dalla vibrazione sonora dell’Om.
Peruffo ci racconta la creazione del mondo, secondo questa visione:
“Secondo la tradizione cosmogonia dei popoli Himalayani il mondo è nato dall’Om.
Nello spazio originario si produsse una vibrazione che si trasformò poi nel suono primordiale dell’Universo. Da lì nacquero i 4 elementi: fuoco, aria, terra, acqua che costituiscono il nostro pianeta”.

Foto di Enrique Meseguer da Pixabay

Le campane riprodurrebbero questo suono originario, portando l’individuo a ricongiungersi con l’inizio del tempo e delle cose, collegandolo e armonizzandolo con il cosmo eliminando così le dissonanze energetiche che causano una rottura del legame tra uomo e universo, rottura che causa disequilibrio nell’anima e malattia nel corpo”.


La materia delle campane tibetane

Lo scopo di ritornare al suono originario è, infatti, lo stesso: Nella loro composizione c’è l’essenza stessa dell’intento: armonizzare l’uomo con il Cosmo. Già anticamente veniva dato valore al corpo come l’insieme tra microcosmo e macrocosmo. Le autentiche campane tibetane erano e sono forgiate con una lega di sette metalli, connessi a livello vibrazionale e simbolico ai sette pianeti del sistema solare:

Oro per il Sole
Argento per la Luna
Mercurio per Mercurio
Rame per Venere
Ferro per Marte
Stagno per Giove
Piombo per Saturno.

La loro composizione, il colore, il peso, lo spessore e la grandezza, essendo create a mano a una a una, creano suoni, frequenze e vibrazioni differenti l’una dall’altra.
Più grande è la campana e più il suono e la vibrazione saranno profondi, vicini alla terra e viceversa, più la campana è piccola e più il suono e la vibrazione saranno alti e acuti.
Si suonano con battacchi (o battenti) di legno, diventando preziosi strumenti musicali. Possono favorire il rilassamento e la concentrazione guidando la mente verso stati meditativi.

Naturalmente oltre alle campane realizzate a mano si trovano in commercio anche campane “stampate” cioè che non sono fatte a mano e che sono inevitabilmente tutte uguali a livello di suono e di vibrazione a seconda della loro grandezza.

Per gentile concessione di Paola Peruffo

Quando la campana tocca e fa vibrare il nostro corpo, la sensazione è ancora più speciale di quando la sentiamo suonare. A livello vibrazionale, infatti, la suonatrice di campane tibetane spiega avviene una sintonizzazione di corpo, mente e spirito: “Secondo la medicina tradizionale cinese ogni malattia nasce da una disarmonia fra corpo, mente e spirito.
Il corpo umano è pervaso da onde di energia che si propagano tra gli organi e che fanno vibrare l’organismo come uno strumento musicale. Se le frequenze delle vibrazioni si distorcono in alcune regioni corporee a causa di disturbi psico-fisici, si creano dei blocchi, dei nodi energetici e il fluire dell’energia viene modificato e compromesso. Il suono e la vibrazione delle campane possono riportare in armonia l’organismo stimolando un processo di autoguarigione”.

E, dunque il ritorno in salute: “Quando il corpo ritrova le proprie frequenze armoniose, ritrova la salute e il benessere.
Le campane tibetane trasmettono suoni in armonia e trasmettono vibrazioni a chi le suona e a chi le ascolta sintonizzando positivamente l’organismo squilibrato.
Il corpo umano è composto da una grandissima percentuale d’acqua che ha la meravigliosa caratteristica di entrare istantaneamente in risonanza e di reagire fino a livello cellulare a qualsiasi forma di vibrazione.
Questo è uno dei motivi per cui l’uomo è fortemente influenzato dalle frequenze delle vibrazioni (basti pensare a un brano musicale che ci porta benessere) o è influenzato da rumori violenti come esplosioni che invece creano in noi uno stato di allarme, di paura.
Quando le frequenze del nostro corpo sono in disequilibrio, se non ce ne prendiamo cura a lungo andare rischiamo di ammalarci.
Le vibrazioni sonore armoniche entrando in risonanza con le vibrazioni in disequilibrio del nostro sistema hanno la capacità di riarmonizzare le nostre cellule riportando il corpo in uno stato di salute con estrema gentilezza.

La vibrazione è ciò che rende possibile l’esistenza di ogni cosa. Tutto quello che esiste è in uno stato di vibrazione, che è la fonte dell’energia.
(Masaru Emoto)

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Per il modo di vita e cultura occidentale, sempre di corsa, sempre distratto, sempre superficiale, può non essere automatico l’avvicinamento alle campane perché incapaci di andare oltre alla soglia della curiosità, sebbene sia attirato dalla cultura orientale.
Suonare le campane, avvicinarsi al loro suono è prendersi cura di sé, significa creare quel vuoto mentale che aiuta a lasciar fluire i pensieri, le emozioni e che ci permette di ascoltare il proprio cuore e a lasciar andare le preoccupazioni, le tensioni. Certo è un “lavoro” che dobbiamo fare su noi stessi, è una questione di disciplina personale. Ma le campane ci aiutano, ci possono accompagnare con grazia in questo percorso.

Residui di carovane in viaggio orde dirette a inseguire il sole…
Occidente
Occidente
Alla guerra alla gloria alla storia.. Luogo da cui non giunge suono
Luogo perduto ormai…
Ahi ahi ahi ahi ahi…
(Giovanni Lindo Ferretti, “Occidente”)

Ogni persona possiede una propria vibrazione, come confermano Peruffo e la fisica quantistica: “Ormai è chiaro e assodato che noi siamo vibrazione, siamo fluidi in un mondo fluido dove tutto è movimento anche quando sembra statico come, ad esempio, nel caso dei cristalli o dei minerali in continuo movimento.
Le nostre cellule emettono suoni, frequenze e radiazioni che comunicano tra di loro costantemente e che comunicano con il mondo a noi circostante.
Dagli studi sulla fisica quantistica è emerso che tutti gli organi del corpo e ogni singola cellula emettono una particolare frequenza. Inoltre, tutte le cellule comunicano tra di loro come una enorme rete interna. Il nostro corpo umano è quindi costituito da miliardi di esseri viventi cellulari che comunicano tra di loro emettendo una particolare e melodica sinfonia. Ma quando una sola cellula è in disarmonia questa melodia diventa cacofonica e porta squilibrio a tutti i processi metabolici, al corpo, alla mente e allo spirito. Il suono delle campane tibetane e la loro frequenza armonica permette di ripristinare l’equilibrio e l’armonia delle nostre cellule e della nostra mente”.

Dunque, qualora il corpo si scordasse per una malattia o un malessere, le campane tibetane possono essere usate per risintonizzarci, riportando l’armonia vibrazionale. Infatti, continua Paola Peruffo:
La musica, il suono, la frequenza hanno un potere magico su di noi e possono portare coerenza e avere un effetto positivo sul corpo inducendo un atto di omeostasi e quindi di autoguarigione. Come dicevo prima, la malattia può essere considerata come una interruzione o deviazione del flusso di energia. Mi piace tanto pensare che noi possiamo paragonarci a uno strumento musicale che ogni tanto, o anche spesso, deve essere riaccordato. Quando entriamo in contatto con una frequenza armonica come può essere quella delle campane tibetane, la nostra frequenza disarmonica entra in risonanza con quella armonica e tutto viene riequilibrato. L’armonia è più forte della disarmonia.

Foto di magicbowls da Pixabay

Paola Peruffo ci spiega nel dettaglio come funzionano queste cure sonore: “I loro suoni producono un profondo stato di quiete e benessere interiore e sono in grado di riequilibrare gli emisferi cerebrali e rivitalizzare le energie corporee fino, come dicevo poco fa, a livello cellulare. Lavorare con il suono è una chiave per connetterci con l’energia dell’Universo.
Il primo beneficio che si ha è il recupero della capacità di ascolto, di un suono esterno, del proprio respiro, del proprio cuore.
Il bagno sonoro o trattamento sul corpo aiuta la meditazione. Porta a un rilassamento profondo, aiuta la chiarezza mentale, aiuta a risolvere problemi di ansia e nervosismo, aiuta la concentrazione, riduce lo stress, porta benefici in gravidanza, libera da traumi emotivi, energizza l’organismo, ristabilisce l’equilibrio sonno-veglia, e non ultimo, stimola il sistema immunitario.
Suonare una campana tibetana è un percorso interiore, è ristabilire il contatto con il Tutto, è accordare il proprio battito con il ritmo della terra, è creare quel vuoto mentale, quel silenzio che permette di ascoltare il proprio cuore, che permette anche di accorgersi di parti del corpo che non sapevamo riconoscere.

Per gentile concessione di Paola Peruffo

Peruffo nelle sue sedute combina le campane tibetane con la riflessologia plantare.
“A dire il vero mi è venuto naturale integrare queste due tecniche. La riflessologia agisce sulle zone riflesse del corpo ma lavora anche nella parte energetica ed emozionale; aggiungendo le campane tibetane è come se suono e vibrazione oltrepassassero in maniera inaspettata e naturale i confini della mente razionale che trattiene, che impedisce il fluire armonico e in questo modo vengono contattate le emozioni, magari quelle nascoste che sono lì, in attesa, pronte ad uscire finalmente alla superficie per essere liberate. Allora magari scaturisce una risata, una lacrima, un riconoscimento del dolore che ci portiamo dentro e che non abbiamo avuto il coraggio di esternare. Eh si, accadono miracoli, piccoli piccoli ma da osservatrice come sono è meraviglioso vedere la trasformazione della persona per quanto piccola e delicata possa essere.

I nostri primi maestri di filosofia sono i nostri piedi, le nostre mani, i nostri occhi.
(Jean-Jacques Rousseau, “Emilio o dell’educazione”)

Come imparare a suonare le campane tibetane

Peruffo spiega: “Ci sono differenti percorsi e scuole per avvicinarsi, conoscere, imparare questa tecnica che non è solo tecnica ma anche un modo di pensare, di ascoltare e di vivere. E poi bisogna praticare, praticare e praticare prima di tutto su di sé. Bisogna ascoltare, diventare quell’oggetto che abbiamo tra le mani e che stiamo suonando, bisogna cantare i mantra insieme a lei, bisogna percepire i piccoli cambiamenti del suono a seconda del nostro stato emozionale. È un mondo meraviglioso e noi siamo parte di questo”.

In commercio, ci sono diverse campane tibetane per lo più di piccole dimensioni.
Per scegliere quale acquistare, bisogna ricordare che campane diverse corrispondono a Chakra diversi e producono note diverse sulla scala musicale, quindi, chi desidera la campana adatta a un particolare tipo di terapia, deve saperla scegliere seguendo i consigli di un esperto. Per esempio, se volete accrescere la compassione, potete usare la campana Fa in meditazione per aprire il chakra del cuore; per la guarigione invece nel chakra del cuore bisogna acquistare la campana Re. Il modo migliore per acquistare una campana consiste nel suonarne diverse, fino a trovare quella giusta: la campana vi parlerà e saprete che è quella che vi serve quindi non scegliete una campana dall’aspetto, bensì basatevi sull’effetto che il suono esercita su di voi.

Con quelle piccole che si trovano in commercio si possono ottenere gli stessi benefici in modo “fai da te”?
Peruffo raccomanda di chiedere consigli a un esperto di campane tibetane perché: “ci sono campane e campane ma se si ha la possibilità di conoscere una persona che può dare indicazioni o frequentare un corso, assolutamente si! Anche solo tenere tra le mani la propria campana che abbiamo scelto con cura e suonarla anche solo con un rintocco, ascoltarle, entrare nel “vuoto” della mente, si crea una magia, una pulizia energetica nostra ma anche della nostra casa.
Possiamo anche caricare l’acqua e innaffiare le nostre piante., i miei mici adorano bere l’acqua dalle campane e la preferiscono a quella del rubinetto”.

Dentro alcune campane possiamo persino entrare all’interno. C’è un rito mistico da seguire? Ce lo racconti?

“A mio avviso non non c’è nessun rito mistico anche se poi ci sono delle “pulizie” energetiche che si fanno in questo modo e che pure io utilizzo, ma niente di “mistico”.
Io amo, quando è possibile, iniziare il trattamento che sia di riflessologia o armonico facendo mettere la persona in piedi dentro la campana grande e suonandola perché è come risvegliare e riattivare l’energia, la vitalità delle cellule.
È un’esperienza bellissima, e ogni persona la vive in maniera differente: chi più fisica, chi più in connessione con la parte spirituale, chi fa dei viaggi in altre dimensioni e chi non riesce a mollare la mente perché a livello inconscio deve controllare tutto ciò che sta succedendo. Sicuramente vengono amplificati i sensi, ci si sente circondati, immersi nel suono, dal punto di vista fisico dalla parte più profonda che sono i nostri piedi fino alla cima della nostra testa.
Ovviamente – IMPORTATISSIMO DA DIRE – è che naturalmente questa tecnica, come del resto anche la riflessologia plantare non sostituisce in alcuna misura le cure mediche, va invece ad integrarle in modo delicato e gentile”.

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