E’ facile alzare i toni e farsi travolgere dalla propria rabbia. Ma questa risposta alle nostre emozioni non è una sana ribellione. E’ solo uno sfogo poco utile di ciò che abbiamo dentro.

Quando siamo di fronte ad una situazione che riteniamo ingiusta è buona cosa fermarsi, osservare le sensazioni che nascono in noi e trovare soluzioni creative. Che sono le uniche vie in grado di far arrivare dei cambiamenti.

Quando Gandhi parlava di “rivoluzione pacifica” si riferiva proprio a questo uso coraggioso della creatività. Ad un modo di far sentire la propria voce senza ricorrere ad urla, aggressività e violenza.

Questo momento storico di confusione e di disorientamento è un vero e proprio invito a ricercare dentro ad ognuno di noi gli ingredienti per la propria ribellione creativa.

Ci si può ribellare nei modi più diversi: mediante la scrittura, la pittura, una danza. Il compito di ciascun individuo è quello di scoprire i propri talenti e di metterli al servizio della rivoluzione. L’uomo non ha ancora compreso che la rivoluzione non è quella che si fa con i fucili e le bombe. E’ prima di tutto una ribellione interna a se stessi che sfocia poi nel mondo come una cascata di creatività, immaginazione e fantasia. Queste nostre armi interiori sono invincibili.

Siamo qui per trasformarci di continuo. E trasformare il mondo. Grazie ai doni che ognuno ha dentro di sé. La vera rivoluzione è gioiosa, emozionante, rigenerante. Perché è mossa da ciò che ci fa stare più bene, dalle nostre passioni, dal nostro intuito, dalla nostra energia vitale. La vera ribellione porta sempre alla bellezza.

E’ il momento di svegliare l’artista che è in noi, di farlo agire nel mondo, di renderlo guerriero di vita. Abbiamo fame di movimenti d’anima, possibili solo dalle emozioni che possono far nascere creazioni ribelli: un libro, un dipinto, un discorso, un pensiero, una canzone, una danza. Tutto può portare a ribellioni. Anche mondiali. Se la loro origine avviene nella scoperta e nella realizzazione del talento che ognuno di noi custodisce dentro di sé.

“Tutti, presto o tardi, abbiamo avuto la sensazione che qualcosa ci chiamasse a percorrere una certa strada.” (James Hillman, Il codice dell’anima)

Questa chiamata è la voce del nostro talento che vuole farsi riconoscere e vuole agire nel mondo per dare il proprio contributo di ribellione.

Non possiamo muoverci nel mondo se prima non ci siamo mossi interiormente.

La ricerca del nostro tesoro è la nostra missione di vita. Lo possiamo raggiungere solo viaggiando dentro a noi stessi. Fino all’oscurità delle nostre profondità. E’ proprio lì che si trova il seme della vera rivoluzione. Tutto il resto è confusione.

“Nonna, quando mi arrabbio urlo alle persone. E non mi piaccio…”
“Quando urli agli altri stai in realtà urlando contro te stessa, bambina mia. Ciò che fai fuori di te è sempre lo specchio della tua interiorità. Dentro e fuori sono la stessa cosa. Ci hanno insegnato a tenerli ben separati, a considerarli come due realtà differenti. Ma sono lo stesso filo, solo con intrecci diversi.”
“Ma io mi arrabbio solo quando un’altra persona mi provoca…”
“Se una persona ti fa arrabbiare è perché riesce a toccare quella corda così sensibile della tua anima. Che attende di essere toccata da te. Ma tu ritrai da sempre il tuo tocco. E così attiri chi riesce a farla vibrare. E’ una richiesta di attenzione da parte della tua anima. Il tuo urlo è un grido di ribellione rivolto a te stessa, è l’invito a toccarla quella parte di te che tanto ti scalda. Il fuoco della tua rabbia si genera da questo calore. Le persone intorno a noi sono solo un modo per raggiungere le nostre profondità.”
“E allora, nonna, cosa fare quando sento il fuoco della rabbia dentro di me?”
“Ascoltala. Non agirla. O perderesti l’occasione di vedere quella corda della tua anima che ancora non riesci a toccare. Lascia l’azione per il dopo: siamo chiamati ad agire creativamente e non distruttivamente. Ricordati, bambina mia, quando la tua voce si sta per alzare è perché dentro di te si sta accendendo il fuoco della ribellione. Non avere fretta. Fermati a percepire questo fuoco. A sentire cosa ti vuole portare. A scorgere la via che è venuto ad illuminare. Le vere ribellioni sono quelle silenziose, coraggiose, creative. Che portano a trasformare il nostro urlo interiore in una rivoluzione. Di noi stessi e del mondo.”

Elena Bernabè (autrice del libro “Alla Conquista Delle Stelle”)