La “via dell’acqua” o “via dei mulini” è un incantevole percorso storico-naturalistico situato nella zona di Valdobbiadene, in provincia di Treviso. Valdobbiadene non ha di certo bisogno di presentazioni, rinomata come la terra del Prosecco, patrimonio dell’umanità Unesco per le dolci colline ricoperte a tappeto dagli intrecci dei profumi e dei colori dei vigneti. Ma ciò che ancora in pochi sanno è che racchiuso tra le Prealpi della Marca Trevigiana, si trova un comune che fa parte del Club dei “Borghi più belli d’Italia”, ovvero Cison di Valmarino. In particolare, questo paese accoglie un meraviglioso sentiero perfetto per chi ama il contatto profondo e totalizzante con la natura, specialmente con i suoi elementi di terra ed… acqua!

Proprio dalla costante presenza d’acqua, una presenza di entusiasmante meraviglia, prende il nome la splendida Via: il percorso costeggia corsi d’acqua e cascatelle che si diramano dal torrente Rujo, unendo la bellezza incontaminata del paesaggio alle attività dell’uomo. Durante il cammino, infatti, si scopre la realtà artigianale del passato di Cison legata allo sfruttamento delle acque del torrente, resa evidente dalla presenza di mulini, lavatoi, fontane e altre opere idrauliche. Il percorso è lungo circa 3 km con un dislivello di 180 metri ed un tempo di percorrenza indicativo di 1 ora e un quarto sola andata, regalando una passeggiata alla portata di tutti, perfetta anche per chi non ha esperienza con il trekking e/o per i più piccoli – che si divertono un mondo ad esplorare in una dimensione così pura e avventurosa.

L’itinerario inizia nel cuore del centro storico dell’adorabile Cison di Valmarino, più precisamente da Piazza Roma, dove con un po’ di fortuna è possibile anche parcheggiare. Dopo aver attraversato il magico Ponte dei Sassi, si troveranno man mano tutte le indicazioni necessarie al proseguimento del cammino. Il punto d’arrivo è, invece, il “Bosco delle Penne Mozze”, un memoriale nella natura realizzato dagli Alpini, che ricorda i caduti trevigiani nelle guerre. Un luogo suggestivo, carico delle emozioni della storia degli uomini che hanno combattuto in Italia e altrove spesso incontrando un tragico destino.

Tutto il sentiero è ombreggiato adattandosi così anche ad una scampagnata estiva e proiettando chi lo voglia percorrere in una dimensione magica, immersa nel verde e nella poesia. Lungo la passeggiata, infatti, si è accompagnati da bellissime sculture in legno in cui spesso compaiono gnomi e folletti, le creature del bosco per eccellenza, oltre che frasi e aforismi di tanti pensatori, posizionati grazie all’idea e alla cura del territorio promossa dell’Associazione Culturale La Via dei Mulini e del Comune di Cison di Valmarino.

Fra queste didascalie, in un cartello che fiancheggia il sentiero, è proprio detto che chi lo percorre “possa sentire la voce e la saggezza dei propri antenati e intravedere fra guizzi d’acqua e lo scintillio di luci in piante e rocce, mille storie nascoste dalle favole abitate da gnomi, streghe e fate”. Un modo davvero delicato e coinvolgente di favorire momenti di introspezione, ma anche di gioia, che permettono di incontrare in modo semplice e senza sovrastrutture il nostro bambino interiore. Tutto ciò sempre accompagnati dal canto dell’acqua che scroscia, dai profumi del sottobosco e dal volo di farfalle variopinte!

Un’esperienza che sia adulti che bambini devono obbligatoriamente fare durante il percorso consiste nello sperimentare la rigenerante freschezza delle acque, immergendo almeno i piedi e le caviglie, di certo attivati durante la passeggiata. È fondamentale, lo sottolineiamo, mettersi in una condizione di sicurezza, ma sono molti i punti di acqua bassa in cui provare questa frizzante opportunità. In effetti, l’acqua che arriva direttamente dalle sorgenti è gelida anche in estate, ma l’immersione è qualcosa di unico sia a livello fisico che energetico perché ricrea o rafforza il nostro profondo legame con la natura ed i suoi archetipi.

Durante la passeggiata capiterà spesso di fermarsi ad osservare le meraviglie della natura in ogni sua forma, ma senza dubbio c’è un luogo che più di altri è in grado di stupire e far innamorare, cioè l’arrivo al Grande Albero. Più o meno a 3/4 del percorso, sulla destra, si staglia un immenso esemplare di faggio, con una chioma di rami forti e folti rivolta al cielo e una rete di radici fuori dal terreno che ricordano, in un solo simbolo, la connessione fra cielo e terra e fra se stessi ed il Tutto. Molti escursionisti qui si fermano ad ammirare la saggezza dell’albero scattando foto ricordo di un’esperienza davvero commovente, poiché l’obero abbraccia e protegge il bosco e con la sua maestosità sembra vigilare su tutte le creature che lo abitano. Buona passeggiata e buona scoperta!