“L’acqua non è semplicemente acqua, e un albero non è solo un albero. Entrambi sono molto di più di quello che pensiamo.” (F.Hageneder, Lo spirito degli alberi, Crisalide 2001)

Presso ogni religione del mondo l’Acqua è considerata sacra, o addirittura divina. Nella tradizione degli Yoruba c’è Oxum, lo Spirito dell’Acqua dolce, di tutti i fiumi, laghi, cascate e di tutte le creature che vi vivono. E’ l’ancestrale Madre suprema, patrona della gravidanza, della fecondità e della procreazione, protegge i neonati, i feti e tutti i fatti legati alle mestruazioni.

Iemanjà invece è la signora delle acque del mare, madre di tutti gli altri dei e la sua energia è “legata ai profondi movimenti viscerali e protoplasmatici di rigenerazione e di rinnovamento cellulare. In termini di qualità essa esprime la fluidità, la sensibilità, l’intuizione, la tenerezza, l’accoglienza, la creatività, ecc. Il suo archetipo è quello della madre dedita ai propri figli, sempre disponibile, che si sacrifica per gli altri e che non sa mai dire di no” (P.L. Lattuada, Biotransenergetica, ITI Edizioni 2012).

Iemanja di Ed Ribeiro
Iemanja di Ed Ribeiro

Fluidità e femminilità erano i tratti che distinguevano anche le divinità acquatiche presso gli antichi Greci: le Ondine del mare e le Ninfe dei fiumi, strettamente connesse anche alla vita degli alberi. L’Acqua scorre, nutre e purifica, e per questo suo potere viene utilizzata in numerosissimi rituali, fra cui anche il battesimo cristiano, rituale iniziatico dai tratti profondamente ancestrali.

L’Acqua è sacra, lo si intuisce semplicemente guardandola scorrere. Anche senza essere informati sulle sue numerose anomalie chimiche, che la rendono una sostanza unica sul nostro pianeta; anche senza sapere delle sue origini extraterrestri (è arrivata sulla Terra circa 5 miliardi di anni fa, portata dalle comete o dagli asteroidi); o senza ricordare che sia noi che la Terra siamo fatti al 70% di Acqua, che il nostro sangue è Acqua al 92% e che il 99% delle nostre reazioni metaboliche dipende da essa; anche senza pensare a tutte queste cose, quando vediamo una sorgente, ci si apre il cuore e gli occhi si illuminano.

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L’Acqua di sorgente è acqua viva. Ha percorso il suo ciclo completo, che le ha permesso di purificarsi delle informazioni di cui si era caricata nella sua vita precedente, e di arricchirsi di minerali e di energia pulita. E’ Acqua giovane, pronta per penetrare nei nostri corpi e nelle nostre cellule o nel corpo e nelle cellule della Terra, per idratarle, nutrirle e informarle di Amore.

Bere Acqua di sorgente, direttamente dalla roccia da cui sgorga, è un’esperienza di grande connessione, una delle esperienze più sacre e vitali cui abbiamo accesso. Purtroppo però è ormai sempre più raro trovare una fonte di Acqua potabile. L’Acqua che ci troviamo a bere è quella del lavandino, incanalata e privata della sua energia, contaminata chimicamente in più punti; oppure quella in bottiglia, privata del suo scorrere vorticoso, morta. Se si ferma, l’acqua muore.

Uno dei più grandi studiosi dell’Acqua di tutti i tempi fu Viktor Schauberger e visse in Austria negli anni Trenta. Era una guardia forestale, fisico e ingegnere autodidatta, che rifiutò l’Accademia per dedicare tutto se stesso ai boschi. Temeva che se avesse smesso di vivere nei boschi per parlare il linguaggio della cultura, avrebbe perso la sua facoltà intuitiva. Schauberger fu un grande studioso della Natura e dei suoi cicli, che osservò con sensibilità e attenzione e che cercò di riprodurre in maniera intelligente. Con un anticipo di cento anni, aveva previsto le catastrofi ambientali che avrebbero fatto seguito all’utilizzo indiscriminato di una tecnologia cieca e senza cuore, avvisando i contemporanei degli errori che stavano commettendo e restando inascoltato come Cassandra. Morì in povertà, disperato. Ma la sua eredità continuò a vivere, grazie a suo figlio e ad alcuni suoi allievi, e oggi sta guadagnando la meritata fama (diversi libri sono stati pubblicati su di lui in lingua inglese). Un’azienda ha anche brevettato dispositivo da installare negli impianti idraulici delle case per rivitalizzare l’Acqua.

Viktor Schauberger
Viktor Schauberger

Secondo Schauberger, l’Acqua è un organismo vivente e due sono gli ingredienti fondamentali per mantenerla sana e vitale: l’ombra (più l’acqua è fredda, più è pulita, e raggiunge il punto di massima densità a 4°C), e il movimento a vortici.

“Il fondamento dei cicli che sostengono l’intera Vita è l’acqua. In ogni goccia d’acqua dimora una divinità che senza dubbio noi tutti serviamo. Vi dimora anche la Vita stessa, lo spirito della sostanza primordiale – acqua – i cui argini e le cui rive sono i capillari che la guidano e in cui essa circola. Ogni battito originato attraverso l’interazione di volontà e resistenza è un segno del lavoro creativo e ci spinge a prenderci cura di quei vasi, quelle strutture fondamentali e vitali in cui freme il prodotto di un potere dualistico – la Vita.” (V. Schauberger, Our Senseless Toil, in The Water Wizard, p. 15)

Come spiega Fred Hageneder nel suo stupendo libro, Lo spirito degli alberi, “Le incredibili intuizioni di Viktor Schauberger rivelano l’importanza cruciale della vegetazione per il ‘metabolismo idrico’ del pianeta. Egli descrive ciò che ha definito ‘ciclo idrologico completo’.” Nel suo libro Hageneder descrive con parole semplici e chiare il ciclo dell’acqua scoperto da Schauberger, ed è alla sua bellissima descrizione che mi sono ispirata per la sintesi che segue.

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Storia di un viaggio circolare

Le molecole d’Acqua nella ionosfera assorbono dal Sole e da altre sorgenti cosmiche luce e altre energie ad alta frequenza (informazioni). Quando la pioggia cade con moto a spirale sulla Terra, l’Acqua assorbe ossigeno atmosferico, azoto e altri gas, inoltre si carica elettricamente e magneticamente. Parte di questa carica  parte del gas passano nelle foglie attraverso il contatto fisico con esse, ed è questo a rendere la pioggia di fondamentale importanza per il mondo vegetale.

Quando l’Acqua raggiunge il terreno, lo intride. L’ossigeno in eccesso nutre la moltitudine di microrganismo che costituiscono parte vitale di ogni suolo sano. Scendendo in profondità, l’Acqua si raffredda e partecipa a varie reazioni chimiche (con magnesio, calcio e biossido di carbonio in particolare), nella quali l’idrogeno viene prima separato dall’ossigeno e in seguito si lega nuovamente a esso, creando Acqua nuova. Quest’acqua, che non contiene più i vecchi modelli ed è assolutamente pura, comincia a risalire verso la superficie, assorbendo lungo la strada informazioni e sostanze dal mondo minerale.

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L’acqua giovane è sterile, distillata, priva delle cosiddette “impurità”. Non ha ancora sviluppato un proprio carattere. Come un neonato si afferra a tutto ciò che le capita a tiro, assorbendo le proprietà di qualunque cosa con cui entri in contatto. E’ così che assorbe anche le “impurità”, ovvero gli elementi in tracce, i sali minerali, i cattivi odori. Se bevessimo sempre acqua di questo genere, essa scioglierebbe rapidamente tutta la nostra riserva di minerali, debilitandoci e arrivando a ucciderci!

E’ per questo che l’acqua di sorgente, che ha avuto modo di giungere naturalmente alla fine del suo ciclo, è decisamente più sana di quella pompata dalle falde prima di essere matura. Gli alberi della foresta assorbendo acqua dal suolo la raffreddano ulteriormente. Le foreste e i boschi mantengono alta la falda freatica e fanno da culle alle sorgenti. Nella luce fresca e diffusa della foresta, l’acqua continua il suo ciclo vitale, vorticando verso le valli riparata dal fogliame. Finché può, l’Acqua evita sempre la luce diretta del Sole, che le nuoce, facendosi scudo con la vegetazione.

“Concepita nella culla fresca e scura della foresta vergine, l’acqua trasporta le proprie energie vitali, i minerali e gli elementi in tracce in altri ambienti e, in ultimo, nell’oceano, dove nascono le nubi perché possa piover di nuovo.” (F. Hageneder, Lo spirito degli alberi, p. 31)

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I corsi d’Acqua sono le arterie di Gaia. Inquinandoli e sfigurandoli, privandoli della loro culla, la Foresta, compromettiamo la nostra stessa Vita. L’Acqua che beviamo comunica con l’Acqua presente nelle nostre cellule: fra di esse avviene un’identificazione che ci unisce al cosmo, e uno scambio di informazioni che ci collega al corpo dell’Akasha. L’Acqua è il ponte fra macrocosmo e microcosmo, è la culla e la base della Vita, la Grande Madre, Oxum e Iemanjà, nella sua misteriosa imponderabilità, nella sua inesauribile grazia e generosità.

Inquinarla e farne un uso scriteriato è un delitto stupido, che come ogni delitto si ritorce contro chi lo commette. Impariamo di nuovo a onorare l’Acqua, dedichiamole piccoli riti quotidiani. Quando beviamo, rendiamo grazie all’acqua che nutre ogni nostra cellula. Quando ci laviamo, sentiamola purificare il nostro corpo. Sul nostro altare casalingo, vicino all’incenso, alle candele o ai cristalli, poggiamo anche una ciotola di Acqua pulita. Lasciamo che la sua energia purifichi l’atmosfera della nostra casa. E’ sufficiente dedicarle piccoli atti di consapevolezza. L’Acqua è semplice, non esige rituali complicati, non li capirebbe. L’Acqua è semplice, come tutte le cose importanti. E’ talmente semplice che nessuno ha ancora capito come funziona. Sfugge alla ragione che vorrebbe afferrarla. Ma l’Acqua è fluida e scivola via dalle mani della scienza, scappando fra i cespugli. Se ascoltiamo, possiamo sentirla ridere sommessamente, chioccolare nel suo letto ombroso, mentre vortica, leviga, danza verso il Mare.

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Alcune tra le anomalie dell’acqua

-Bolle a 100°C, ma la sua molecola è talmente piccola che dovrebbe trasformarsi in vapore a -75°C

-Secondo la classificazione periodica chimica, il punto di congelamento dell’Acqua dovrebbe essere -120°C invece che 0°C

-Quando congela, l’Acqua si espande anziché contrarsi (perciò il ghiaccio galleggia)

-La sua tensione superficiale è dieci volte superiore a quanto la teoria prevede

La cosa interessante è che la Vita si basa sulle anomalie dell’Acqua: sono proprio esse a renderla possibile!

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Una delle caratteristiche più stupefacenti dell’Acqua è la sua capacità di formare macromolecole, i cosiddetti ammassi. Le molecole dell’Acqua hanno come la tendenza a socializzare: grazie alla loro particolare forma e alla loro carica elettrica, si legano per mezzo di ponti di idrogeno formando grosse catene di centinaia di molecole. Questa capacità di formare ammassi viene utilizzata dall’Acqua per inglobare molecole estranee, come per esempio zuccheri, sali, proteine, acidi o veleni. Le molecole d’Acqua imprigionano la molecola estranea, creando una specie di copia di quest’ultima e anche quando l’ospite è destrutturato o completamente filtrato, gli ammassi ne mantengono la forma, l’impronta perfetta, registrandone le informazioni vibrazionali. Proprio su questa proprietà dell’Acqua si basano l’omeopatia, la floriterapia e le acque vibrazioni: sulla sua memoria (per approfondire questo argomento leggi anche L’acqua è influenzata dai nostri pensieri: ecco perchè!).

L’Acqua può inoltre disporre i suoi ammassi in strutture ancora più grandi, i cristalli liquidi, che assumono forme ben precise, ovvero quelle dei cinque poliedri platonici: tetraedro, cubo, ottaedro, dodecaedro e icosaedro. Secondo i platonici, queste forme erano connesse alle energie delle forze cosmiche, che essi identificavano anche con i pianeti.

Giorgia Rossi

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