Vi è mai capitato di dire a voi stessi “Adesso imparo e mi metto a meditare” con l’auspicio di volervi regalare del tempo per riconnettervi con voi stessi e le vostre sensazioni? Ci siete poi riusciti nella frenesia giornaliera?

Quando si pensa alla meditazione si immagina una condizione statica fatta di tecniche acquisite, spesso sdraiata o seduta con le gambe incrociate in una situazione rilassata, con gli occhi chiusi e lontano da tutto e tutti.

Ecco questa è la classica idea di meditazione ma potenzialmente, si può meditare in ogni circostanza della vita: mentre si mangia, si guida, si ascolta la musica o mentre si cammina.

Proviamo a vedere come iniziare a praticare la meditazione in movimento e i sui benefici.

Come avvicinarsi alla meditazione camminata

Praticare la meditazione è qualcosa che richiede pratica ed esercizio. Ci sono persone più predisposte a questo tipo di pratica, altre che faticano a connettersi con se stessi e le sensazioni e raggiungere uno stato meditativo. Ci sono poi individui che riescono bene nel rilassarsi, altri che raggiungono la realizzazione del rilassamento muovendosi.

La meditazione camminata è un buon esercizio per questo secondo gruppo di persone e ben si sposa con la frenesia e la corsa di questa epoca.

Essa consiste nel prestare attenzione al qui ed ora mentre si cammina riconoscendo a questa azione un potere spirituale e portando la propria attenzione solo sul gesto motorio compiuto, sulle sensazioni, i vissuti a livello fisico ed emotivo. Tutti, chi più chi meno, camminano durante la propria giornata, quindi è qualcosa che tutti, allenandoci, possiamo imparare e sperimentare. Ci sono persone che corrono tutto il giorno, tra un impegno e l’altro ma riescono a raggiungere uno stato di consapevolezza sorprendente.

Camminare è, ad ogni passo, un incontro con noi stessi. (R. Tagore)

Leggi anche —> La meditazione per togliere le maschere e capire chi siamo realmente

Come iniziare la meditazione camminata

Credit foto
©Pexels

Come ogni novità, anche la meditazione camminata richiede allenamento e un iniziale approccio più “formale”.

Il consiglio è di scegliere un momento in cui possiate praticare una meditazione rilassante in tranquillità, senza giudizi altrui, fretta o altro. Bastano inizialmente anche solo 10 minuti, quindi potete svegliarvi un attimo prima, sfruttare il tempo verso la macchina dopo il lavoro, prima o dopo la spesa… insomma le primissime volte provate a ritagliarvi del tempo…questa è la vera sfida.

Trovato il momento e lo spazio più adatto e confortevole, chiudete gli occhi e iniziate a spostare il peso da un piede all’altro, sentendo tutte le sensazioni dell’equilibrio che cambia, del peso che si sposta, della pianta del piede, caviglia, ginocchio, bacino…. Quando siete pronti, iniziate a muovere un passo, lentissimamente, prestando attenzione al singolo micromovimento e sensazione corporea ed emotiva. Riappoggiate il piede a terra, prestate attenzione alla piccola fase di disequilibrio tra un passo e l’altro, solitamente non riconosciuta. E continuate. Lentamente, lentamente, lentamente. Dando al vostro battito la giusta attenzione per poter regolarizzare la camminata, tutto deve essere rilassato e consapevole. Potete anche fare pause e riprendere.

Sperimentate questo “esercizio” su superfici diversi, piastrelle, prato, sabbia o terra, con o senza scarpe o calze, ad occhi aperti o chiusi, al mare, in montagna, in piena città, in ufficio, in casa: lo scopo è trovare il vostro ambiente per questo momento che ricorda per modalità ed effetti altri esercizi di mindfulness.

Il fulcro è sentire e prestare attenzione a tutte le sensazioni. La testa deve essere solo sul movimento e sul vissuto, tutto il resto che sorge in testa va lasciato andare. Uno solo è l’oggetto della vostra concentrazione.

Fatta un po’ di pratica provate e fare questo nella vostra quotidianità, quando ritornate alla macchina dopo aver lasciato i bambini a scuola, o aspettate il treno o l’autobus, quando andate da una stanza all’altra in ufficio…. Avete idea di quante siano le occasioni quotidiane per camminare meditando?

So che non ti piace camminare, ma guarda che è solo un pregiudizio. Camminare è una guarigione. Un’esperienza di salvezza. Mi devi credere.

(Michele Serra)

Leggi anche —> Camminare scalzi a casa e fuori, ecco perché fa bene

Perché praticare la meditazione camminata

Camminare ha molteplici benefici e se è un cammino consapevole questi possono essere incrementati e rinforzati.

A livello fisico camminare stimola la funzionalità muscolare, aiuta a mantenere un peso adeguato, aumenta il metabolismo, aiuta la funzionalità cardio-vascolare e respiratoria, riduce rischi di malattie come, ad esempio ipertensione favorendo dunque un miglioramento generalizzato.

Ma i benefici si osservano su più livelli. La camminata, infatti, stimola la produzione di endorfine naturali, che favoriscono una sensazione di benessere, riducono lo stress e la tensione corporea, regolarizzando i livelli di cortisolo, oltre a favorire lo sviluppo di difese immunitarie.

Questa attività produce una sensazione di vitalità e carica positiva sia fisica che mentale.  La camminata associata alla meditazione aiuta nel controllo dei livelli di stress, riduce la sensazione di affanno e permette l’incremento dei livelli di attenzione e concentrazione sul qui ed ora. Questo è funzionale nel gestire le cose della cita quotidiana, arrivando centrati, e non pieni di pensieri e affanno, ai differenti impegni della giornata, permette di godersi le sensazioni corporee, di ascoltare il proprio corpo, il battito cardiaco che regola la camminata, portando a variarne l’intensità.

Quando iniziare, dunque? Qui ed ora!  Buon cammino.

Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però, non trattenerti mai!

(Madre Teresa di Calcutta)

Milena Rota

Articolo precedenteWabi Sabi, lo splendore della vita imperfetta
Articolo successivoIl meraviglioso insegnamento della luna piena del grano
avatar
Psicologa e psicologa dello sport. Attenta al benessere della persona ad ampio raggio, ama lo sport e specialmente camminare in mezzo alla natura. La montagna è la sua passione. È determinata, sempre in movimento e a caccia di nuovi stimoli e spunti. Crede fortemente nel lavoro di equipe dove “tante teste possono suonare insieme per dare voce ad una bellissima melodia”. Lavora principalmente presso uno studio privato multidisciplinare (Centro Elpis di Ispra -Varese), dove si occupa prevalentemente di tematiche relative all’età dello sviluppo e di performance sportiva. Componente di equipe accreditate dall’AST-Insubria per la prima certificazione dei Disturbi dell’Apprendimento (DSA). Frequenta un master di specializzazione sui Disturbi del Comportamento Alimentare. “È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante.” (Il Piccolo Principe, Saint-Exupéry)