L’8 dicembre è alle porte e ci apprestiamo a trasformare le nostre case riempiendole di luci colorate, ghirlande e decorazioni che di sicuro ci tireranno su di morale in questi giorni particolarmente bui. L’albero è forse il simbolo del Natale che più di tutti è in grado di riportarci ai tempi dell’infanzia, che riesce ad unire grandi e piccini, credenti o meno; perché l’albero è un simbolo forte, potente, universale.

L’Immacolata Concezione e il legame con l’albero della vita

In Italia, l’8 dicembre è il giorno in cui si rispolverano gli addobbi natalizi e si decora la casa. Un dolce profumo di biscotti aleggia nell’aria mentre in sottofondo si sentono le canzoni tradizionali di Natale. Grandi e piccini si mettono all’opera per riempire quell’albero che diventerà per qualche settimana il re della casa e che raccoglierà sotto le sue fronde luminose gli attesissimi regali. La scelta di questa data è legata alla festa dell’Immacolata Concezione, che celebra la purezza della vergine Maria, concepita senza peccato da Sant’Anna che secondo l’iconografia cristiana era sterile e partorì miracolosamente la Beata Vergine grazie all’intercessione di un angelo.

Prima del riconoscimento di questo giorno come festività da parte del papa Alessandro VII nel 1661, sul suolo italico si verificavano già numerose feste pagane legate al tema della purezza e della purificazione accedendo fuochi, luci, e lanterne per esorcizzare la paura dell’inverno, per scacciare gli spiriti molesti, e per propiziare la fertilità. È questo intento di attraversare l’inverno (come metafora della morte) ad aver legato a doppio filo la festività dell’8 dicembre con un simbolo entrato con forza nel nostro inconscio collettivo: l’albero sempreverde, usato già in epoca precristiana come simbolo di vita dopo la morte, di fertilità, di abbondanza.

L’albero di Natale, un simbolo dalle antiche origini

Se per noi è diventato il simbolo della festa in famiglia, tema al quale torneremo tra poco, il nostro sempreverde vanta tuttavia un’origine ben radicata nell’antichità. I primi segni dell’uso di ghirlande di alberi sempreverdi si ritrovano infatti nell’antico Egitto e in Cina, dove simboleggiava la vita eterna.

Nell’antica Roma, durante le Saturnalia si decoravano le case con rami di alloro ed ulivo, alberi anch’essi sempreverdi, accompagnati da lanterne per scacciare gli spiriti che durante le notti più lunghe potevano disturbare i vivi. Ovunque nel mondo possiamo ritrovare tracce di miti e riti legati agli alberi tra cui uno in particolare, condiviso da tutte le antiche civiltà e che ritroviamo ancora oggi nelle nostre case sotto mentite spoglie: l’albero del Mondo, l’axis mundi, l’asse sacro tra Terra e Cielo, il ponte tra la dimensione mondana e quella divina.

“L’albero, secondo questi miti, esprime la realtà assoluta nel suo aspetto di norma, di punto fisso, sostegno del Cosmo. È il punto d’appoggio per eccellenza. Di conseguenza, le comunicazioni col cielo possono avvenire soltanto intorno a esso, o addirittura per suo tramite. spiega Mircea Eliade, il noto antropologo e storico nel suo Trattato delle religioni.

L’albero sempreverde, che sopravviveva all’inverno mantenendosi verde e rigoglioso fungendo da axis mundi, ovvero da ponte verso gli dei, divenne ben presto il ricettacolo delle preghiere e richieste della gente contadina che cercava un contatto diretto col sacro. Non ci sarebbe quindi nemmeno da stupirci se i vestigi di questa antica pratica di rivolgere richieste all’albero sacro si ritrovassero nel nostro disporre i regali di Natale proprio ai piedi del nostro affezionato albero.

L’albero sempreverde, diventato simbolo della vita che oltrepassa la morte, divenne nei paesi germanici il simbolo del solstizio d’inverno, dove ritroviamo l’abete, albero dai poteri magici per i vichinghi, decorato con numerosi frutti, simboli di fertilità che promettevano l’arrivo della primavera.

Nel Medioevo, questa tradizione si propagò per l’Europa ed evolvette: l’albero della vita eterna iniziò a ricoprirsi di mele rosse, frutti e simboli di abbondanza in ricordo dell’albero dell’Eden durante le rappresentazioni teatrali conosciute sotto il nome di “giochi di Adamo ed Eva”, oltre a numerosi dolcetti tondi e piatti a base di acqua, farina, zucchero e uova chiamati “oublies” (dal latino oblata, “offerta”) che ricordavano le particole.

Queste usanze non sono totalmente sparite ma si sono evolute col tempo, fino ad arrivare ai giorni nostri in cui le mele rosse hanno lasciato posto alle palle colorate; le lanterne, alle luci; la frutta essiccata e i dolcetti, ai bastoncini di zucchero e i biscotti.

L’albero sempreverde, il guardiano della famiglia

L’albero di Natale ha antiche origini che ci rimandano alle diverse cosmogonie dei popoli ma seppure si tratti di un messaggio di rilievo, la connotazione forse più importante che riveste nelle nostre case è quella legata alle nostre origini. Il suo potere nel riunire intorno a sé tutti i membri della famiglia durante le feste natalizie è forse da ricercare nel suo rappresentare simbolicamente, oltre all’albero del Mondo, l’albero del “nostro” mondo: l’albero famigliare, o meglio, l’albero genealogico.

In questa ottica, tutta la simbologia discussa finora e rapportata all’universo famigliare potrebbe esprimere la sua profonda e commovente magia: l’albero di Natale diventerebbe in questo modo un simbolo profondamente sentito della vita che continua e fluisce di generazione in generazione, con la promessa di frutti buoni, di preghiere accolte, di numerosi doni per il futuro, illuminato dalla luce di chi ha percorso questa terra prima di noi e che continua a vivere nei nostri cuori.

Questo 8 dicembre, festeggiamo certamente la nascita miracolosa della Beata Vergine nata da una madre sterile, ma in senso lato celebriamo il potere della vita sulla morte, festeggiamo la speranza, grazie anche ad un vecchio amico, saggio e gentile, che ci accompagna nel riabilitare il senso del sacro nei riti famigliari: l’albero di Natale, il nostro albero della Vita.

“Per fare un albero di Natale ci vogliono tre cose: gli ornamenti, l’albero e la fede nel futuro.”
(Proverbio armeno)

Fonti:

Da dove nasce la tradizione di decorare l’albero di Natale?
Histoire du sapin de Noël
Festa dell’Immacolata, le origini pagane e profane 

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in discipline bio-naturali
www.risorsedellanima.it