Anni di ricerche sulla cultura precristiana mi hanno ormai dimostrato che le festività ufficiali religiose sono sempre state sovrapposte a date precedentemente consacrate. L’aspetto interessante di questa considerazione è che certe date contengono in sé un’Energia Universale che va al di la della fede seguita.

Anche l’8 dicembre non scappa a questa regola infatti la sua celebrazione era sicuramente già presente negli Antichi Egizi che celebrava Nieth di Sais, dea guerriera che purificava le sue vittime con la morte; successivamente in Grecia fu la volta della dea Dike (o Astrea), figlia di Zeus e Tami, conosciuta come una delle tre Ore (Eunomie, Dike e Eirenie) vergine protettrice della giustizia, tra i Romani venivano benedette fonti e sorgenti d’acqua per arrivare alla Festa dell’Immacolata Concezione che erroneamente viene attribuita al concepimento in assenza del peccato originale di Gesù mentre la festività si riferisce al concepimento di Maria da parte di Sant’Anna che idealmente, nella cultura cristiana, doveva nascere senza peccato originale per poter accogliere Gesù.

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Al Sud Italia in molti comuni si festeggiava con falò purificatori.
Il concetto trasversale a tutte queste festività è la purificazione da qualcosa che oscura il normale flusso dell’energia vitale. In realtà il concetto è molto più naturale e biologico di quello che sembra, basta osservare due processi di purificazione normalmente usati dal nostro organismo: la purificazione del sangue e del cibo.
Nel primo caso il sangue trasporta ossigeno alle periferie, nella via del ritorno si carica dell’anidride carbonica prodotta dai processi di ossidazione. Questo prodotto di scarto viene trasportato nei polmoni che hanno il compito di espellerlo permettendo al sangue di tornare in circolazione purificato.
Situazione simile quella dell’apparato gastrointestinale che scinde il prodotto da utilizzare da quello da scartare passando per tutti i processi di purificazione fino allo scarto.
In definitiva il processo di purificazione è semplicemente naturale in noi e proprio come dice Gesù: “In Cielo, così in Terra” ciò che accade nel Mondo fisico così accade all’Anima.

I riti servono proprio per visualizzare in forma di arketipo un processo dell’Anima che noi umani fatichiamo ad immaginare. Ecco perché al di là della credenza e del nome della divinità che incarna quel concetto la cosa interessante è il concetto stesso.
L’8 dicembre, dunque, si festeggia il concetto di purificazione per cui la nuova vita che nasce può essere concepita su un terreno sano e accogliente.

Facendo allora un balzo indietro e arrivando al paganesimo si trova la Festa dell’Albero della vita della quale si ritrovano i primi cenni in Germania nel XIV secolo.
L’Albero della Vita veniva festeggiato addobbando l’abete con tanti lumini e frutta secca vicino al grande falò della purificazione. Il falò veniva fatto con le ramaglie residue del lavoro per fare legna svolto dai contadini e il fuoco serviva, appunto, a smaltire lo scarto. Il lavoro prodotto garantiva la possibilità di ospitare nuova vita e così il Ciclo si ripeteva incessantemente.

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Conoscere le origini della Festa in cui i bambini si accingono ad addobbare l’Albero di Natale può aiutare a comprendere meglio le funzioni vitali, sia biologiche che spirituali.

Osservando i bellissimi transiti Astrologici che si predispongono per noi l’8 dicembre vi segnalo un bellissimo triangolo con puntale in 7° casa in Sagittario dove si congiungono Sole e Saturno con base l’Intro Cielo e Urano che interseca uno splendido rettangolo di stabilizzazione di energia tra Marte, Urano, Giove e Intro cielo.
La Stella più grande del nostro piccolo Sistema Stellare è il Sole e si trova proprio nella punta dell’albero (il triangolo), congiunto a Saturno, diventando un’energia estremamente saggia; in 7° casa, dove incontro l’altro, in Sagittario nella mente superiore.

Ecco che possiamo tradurre il tutto in questo modo: nel giorno dove le scorie vengono purificate e nuova vita può rinascere, il rapporto con l’altro è finalmente maturo e può diventare bello e carico di energia vitale e di nuovi progetti supportato dal continuo lavoro di introspezione e di risveglio cominciato per alcuni nel 2001 per altri nel 2011. Tutto questo permette di produrre “figli” sani (abbiamo Giove in 5° casa), per figli si intendono anche progetti e nuove idee. Questi “figli” vengono accolti in un ambiente estremamente dinamico ma che non smette il suo processo di purificazione e quindi di introspezione.

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In conclusione quest’otto dicembre porta con se un nuovo concetto di rapporto che si predispone ad essere più sano e più accogliente di ciò che si vuole far nascere in seno ad esso, non più un semplice processo biologico o con mere finalità commerciali bensì un processo di crescita dove ciò che viene concretizzato nel Mondo ha un significato oltre che materiale di evoluzione spirituale.

A questo punto inviterei tutti, qualunque fede o non fede professiate ad accingervi ad addobbare con amore e consapevolezza un bellissimo Albero della Vita che ritualizzerà nella vostra casa l’accoglienza e la saggezza che riconosce nel Ciclo Vitale l’essenza stessa della Vita nel nostro Pianeta Terra.

Alessandra Barbieri

www.astroscienza.wordpress.com