Voi date ben poco quando date dei vostri beni. E’ quando date voi stessi che date davvero
(Khalil Gibran)

Siamo ormai giunti nel pieno del periodo natalizio. E come ogni anno sentiamo il desiderio di donare qualcosa ai nostri cari. L’intento di comunicare il nostro calore e la nostra vicinanza è genuino e autentico, spesso però si viene influenzati dall’esterno (pubblicità, vetrine dei negozi e via dicendo) e si dona qualcosa che non viene dal cuore ma dalla mente. Facendo questo tutto il nostro intento d’amore viene meno e rimane solo un pugno di materia senza senso, un oggetto che non ha nulla a che fare con i nostri sentimenti.

Natale è l’occasione migliore per poterci guardare dentro e per poter frugare tra le pieghe della nostra anima, per scovarci le idee, le intuizioni, per scoprirci i veri doni da dare agli altri.

Il dono a Natale è un’usanza meravigliosa ma solo se compiuta nel modo più autentico: avvicina le persone, riesce a mandare un messaggio d’affetto, è veicolo di significato. Ma tutte queste caratteristiche costruttive e sorprendenti del dono si perdono e diventano deleterie se regaliamo ciò che la pubblicità ci consiglia di comprare.

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Cosa vuol dire donare?

Per i regali non spendete soldi, spendete tempo.
(Fabrizio Caramagna)

Il dono è un pezzetto del nostro tempo dedicato agli altri, è una parte di noi che vogliamo far giungere a chi ci sta vicino, è un modo per comunicare la nostra vicinanza, il nostro esserci, è un simbolo che unisce le nostre anime. Ecco perché dobbiamo sceglierlo più con il cuore che con la mente: il suo ruolo è importantissimo, è un messaggero d’amore tra persone.

Dato questo valore profondo del dono vien da sé pensare che oggigiorno abbiamo perso il suo vero significato e invece di donare ci limitiamo solo ad acquistare.

Odio il dono della mano a meno che non si accompagni tutto l’uomo.
(Ralph Waldo Emerson)

Abbiamo perso la capacità di donare e, soprattutto, non conosciamo il vero significato del dono. Solo i bambini hanno ancora in sé questo meraviglioso collegamento con l’altro: sanno bene qual è l’oggetto che può creare un’unione d’anima e spesso sono oggetti fatti con le loro mani o che appartengono a loro stessi.

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Proviamoci anche noi ad instaurare questa unione profonda con l’altro, ad individuare quell’oggetto materiale che può aiutarci in questa impresa. Partendo da questa inclinazione interiore sappiamo già quali possibili doni scartare e quali invece prediligere. E l’azione stessa di donare in questo modo diviene sacra, preziosa, lenta, commovente. Chi riceve questo pezzetto di cuore reso simbolo tramite un oggetto concreto si sente amato, protetto, curato e mai solo.

pacchetto di Natale
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Come reimparare a donare

Alcuni suggerimenti per un regalo di Natale.
Al tuo nemico, perdono.
Al tuo avversario, tolleranza.
A un amico, il tuo cuore.
A un cliente, il servizio.
A tutti, la carità.
A ogni bambino, un buon esempio.
A te stesso, rispetto.

(Oren Arnold)

Donare in modo autentico vuol dire essere riusciti a non farsi distrarre dal rumore del mondo e aver ascoltato solo la voce del cuore. E’ un lavoro interiore che viene svolto quotidianamente, giorno dopo giorno. Solo in questo modo la chiarezza interiore può emergere e con essa intuizioni, creatività, idee per creare ponti tra un essere umano e l’altro.

Il più grande ostacolo al dono vero è la distrazione.

Ecco perché, soprattutto nel periodo di Natale, è importante trovare momenti di solitudine, di silenzio, di raccoglimento: per percepire il nostro mondo interiore ed afferrarne i suoi preziosi tesori. E’ l’unico modo per giungere a toccare anche le interiorità altrui.

Auguro a tutti noi ricchi doni di cuore!

Elena Bernabè Scrittrice