Significati Simbolici

Solstizio d'inverno: i rituali per festeggiarlo

Di Redazione - 15 Dicembre 2021

Il solstizio d’inverno che corrisponde alla festa celtica di Yule è il giorno più corto dell’anno, le ore di buio toccano infatti l’apice per lasciare il posto, nei giorni successivi, alla luce. Il Solstizio Invernale cade solitamente il 21 dicembre, alcuni anni il 22, e segna l’inizio della stagione invernale. E’ un momento di passaggio importante, sospeso, perché il buio incontra la luce cedendole il posto. E’ una Morte/Rinascita della natura tant’è vero che nei giorni a seguire, a livello religioso, si celebra la nascita di Gesù, che è una rinascita del Sole. E’ anche un momento drammatico perché fino alla fine si rimane con il fiato sospeso, nella speranza che la luce arrivi davvero e che il Vecchio Sole si spenga per lasciare spazio al nuovo Sole Bambino. Trattandosi di un giorno così importante, è ovviamente ricco di simbologie e fin dalla notte dei tempi viene celebrato con rituali e festeggiamenti vari. Alcune comunità erano solite celebrare, per esempio, la nascita del Dio del Grano.

Inverno. Come un seme il mio animo ha bisogno del lavoro nascosto di questa stagione.
(Giuseppe Ungaretti)

La celebrazione di rituali in passato non era casuale ma dovuta alla convinzione che essi influenzassero i cicli cosmici. Ecco perché venivano accesi falò propiziatori, si usavano candele per illuminare l’oscurità, si festeggiava intorno ai fuochi.

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Piante sacre del Solstizio Invernale

Il vischio è la pianta sacra del Solstizio invernale e in questi giorni è facile imbattervisi nei mercatini natalizi. Il vischio simboleggia la vita grazie alle bacche bianche e traslucide che ricordano lo sperma dell’uomo. Era già sacro ai Druidi e tutt’oggi continua a essere utilizzato come portafortuna. E’ anche simbolo di rigenerazione e immortalità.

Insieme al vischio, altro simbolo del solstizio è l’agrifoglio, sempreverde contraddistinto da 3 colori ritenuti sacri dai Celti: nero/verde scuro, bianco e rosso.

bacche innevate

Credit foto
©Pexels

Rituali e buone abitudini

Un momento di passaggio così delicato richiede calma e per questo, nonostante la società dei consumi ci incoraggi ad andare di fretta, dovremmo ritagliarci qualche momento di tranquillità dedicandoci ad attività come la lettura e la meditazione. Un rituale semplicissimo ma efficace che simboleggia proprio la rinascita è il bagno caldo. L’acqua rappresenta infatti le acque uterine, da cui lasciarsi teneramente cullare in vista della nuova vita.

Essendo il Solstizio invernale il momento in cui l’oscurità tocca l’apice, esso ci invita a guardarci dentro, lasciarci andare all’oscurità, che per sua natura concilia la capacità di fluire con la vita abbandonando la sete di controllo tipica della veglia. Ma è anche il momento giusto per liberarsi del passato scomodo e un rituale tramandato fino ad oggi, piuttosto singolare, consiste nel distruggere vecchie stoviglie, gettare vie cianfrusaglie inutili per fare spazio al nuovo.

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Un altro rituale vede protagonista il cosiddetto Ramo di Yule. E’ sufficiente procurarsi un ramo ringraziando gli spiriti elementali del luogo in cui l’abbiamo trovato, pulirlo e decorarlo con dei bigliettini dei desideri. Come realizzarli? Semplice, scrivete i vostri desideri su dei pezzetti di carta e fate fare lo stesso esercizio, se lo volete, anche agli altri famigliari. Chiudete i bigliettini, legateli con del nastrino e appendeteli al Ramo di Yule, che andrà posizionato sul vostro altare domestico.

L’albero solstiziale

L’albero solstiziale non è uguale a quello natalizio e decorarlo diventa un vero e proprio rituale propiziatorio. Volendo, lo si può comunque sostituire al classico albero di Natale conservandolo anche nei giorni successivi al Solstizio. Nell’albero solstiziale gli addobbi non sono palline e altri elementi tipici del Natale, bensì raffigurazioni del Sole. Non devono essere realizzate con materiali particolari, possono essere anche semplici disegni, magari creati in famiglia per rendere partecipi i bambini di questo momento. Il Sole richiama il nuovo Sole ed è quindi di ottimo auspicio.

Rituale sciamanico del fuoco

Il fuoco è un elemento che appartiene a molti degli antichi rituali solstiziali e anche noi possiamo utilizzarlo in questa fase di passaggio. Dopo aver elencato le cose di cui intendiamo liberarci del passato perché limitanti, gettiamo la lista nel fuoco chiedendo l’aiuto dell’elemento o di un Maestro che sentiamo vicino, per avere un’indicazione sull’imminente futuro. Volendo, si può eseguire un apposito viaggio sciamanico per l’occasione ma è consigliabile farlo in gruppo guidati da una figura esperta. A meno che non si sia pratici con la tecnica.

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Rituali solstiziali nel mondo

Il solstizio d’inverno viene tutt’oggi festeggiato con antichi rituali in diverse parti del mondo. Basti pensare che in Iran le famiglie si riuniscono il 21 dicembre per raccontarsi storie e poesie assaporando frutta fresca, privilegiando quella rossa poiché associato al Sole.

In altre parti del mondo, per esempio in India, il solstizio viene festeggiato intorno al 14 gennaio e ogni regione vanta tradizioni diverse che vedono protagonisti piatti tipici come riso e anacardi. I cinesi, il 22 dicembre, festeggiano la ricorrenza consumando insieme ai famigliari una zuppa dolce detta tangyuan, rimpiazzata dai Coreani con il patjok. A Stonehenge si festeggia ogni anno Yule, accendendo falò e pronunciando curiose formule magiche.

Nel cuore dell’inverno restiamo a tu per tu con l’essenza intima del mondo. Poche le distrazioni, assenti i colori, elusivi gli odori, troviamo solo geometrie essenziali e il silenzio nella sua forma più raffinata.
(Fabrizio Caramagna)





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