Significati Simbolici

Il meraviglioso significato simbolico del Natale

Di Sandra Saporito - 20 Dicembre 2023

Il giorno di Natale ci evoca immagini che hanno il calore della famiglia: i nostri cari riuniti intorno ad una tavola imbandita con piatti golosi, le decorazioni che illuminano gli angoli della casa, l’albero di Natale, il presepe fatto con pazienza e attenzione ai dettagli,…

Questa festività natalizia ha il potere di riunire le persone, di farci ricordare l’importanza dello stare assieme oltre ad aprire la porta all’incanto, alla magia, ed è forse per questo motivo che è la festa più amata da grandi e piccini. Tuttavia, questo tempo quasi sospeso è portatore di molti significati che possiamo riportare alla nostra consapevolezza per assaporarne ancora di più la meraviglia.

Natale è una festa magica che ci riporta al tempo delle storie, quelle antiche, messe in scena da personaggi sacri all’immagine dei presepi che sono veri e propri racconti viventi, ultimi testimoni di un’antica tradizione orale che tramanda da secoli e da cuore a cuore la profondità e la meraviglia dei significati nascosti del Natale. E se questa celebrazione solstiziale ha attraversato il tempo ed è giunta fino a noi, è forse grazie alla tradizione degli addobbi e di tutti i piccoli dettagli dati per scontati ma che in realtà nascondono dei significati importanti.

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Natale e la manifestazione del divino

Il significato simbolico del Natale è strettamente collegato al solstizio d’inverno, il giorno che segna un punto di rottura nel tempo: se il solstizio invernale indica il giorno più corto dell’anno e il morire simbolico del vecchio sole, che in un primo momento sembra vinto dall’oscurità, dopo tre giorni di apparente stasi, dal 25 dicembre quindi, assistiamo al ritorno del crescere della luce. Le giornate iniziano allora lentamente ad allungarsi, annunciando un ritorno di vitalità nella natura intorno a noi e “l’invincibilità del Sole”, ovvero il Dies Natalis Solis Invicti (“Giorno di nascita del Sole Invitto”) come chiamavano gli Antichi Romani la rinascita del Sole.

simbolo solstiziale
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Questo tema della luce indomita pervade molte tradizioni dell’Antichità che hanno tradotto nel proprio sistema di pensiero questo fenomeno astronomico, motivo per il quale popoli lontani tra di loro celebravano allo stesso tempo la natività della propria divinità solare: il dio egizio Horus, il persiano Mitra, il summerico Tammuz, il babilonese Shamas; ma anche Zarathustra e Khrisna, Dioniso, Adone, Attis, il nordico Freyr,… il 25 dicembre ci parla quindi della relazione che l’essere umano intrattiene col cielo, col cosmo, trovando nel giorno di Natale il punto d’incontro perfetto in cui si manifesta il principio divino in Terra.

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Riaccendere la luce in noi

Il 25 dicembre è pertanto pregno di una forte valenza spirituale sia nella cristianità che al livello collettivo, e si svela nei suoi simboli quali il presepe col Gesù Bambino che ogni anno si ripresenta sotto le fattezze di un neonato, l’albero di Natale sempreverde che evoca l’Albero della Vita, le luci accese che ricordano i fuochi solstiziali per sostenere il Sole nascente, il Bambino Divino. Tutto concorre a ricordarci della ciclicità dell’esistenza, della nascita che segue la notte più lunga e dell’immenso significato spirituale di questa festività che possiamo accogliere individualmente nella nostra esistenza.

L’ oscurità solstiziale si manifesta mentre il Sole soggiorna nella costellazione del Capricorno ci invita al raccoglimento, al silenzio, all’abbracciare la nostra dimensione più intima ed interiore mentre le nostre energie fluiscono con la natura sotto e sopra di noi. In questo modo, ad ogni Natale possiamo rinnovare in noi la fede, accogliere il significato della rinascita della luce, della scintilla divina che sonnecchia nel nostro cuore.

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L’importanza dei simboli natalizi

Il Natale è legato alla rinascita, al divino e al Sole, ma vi è intorno al tema della Natività un universo di simboli come tanti capitoli di una storia infinita da riscoprire. Il sole simbolicamente rappresenta l’Io, il coraggio, l’essenza individuale, la natura dell’essere umano, il suo essere interiore. Il nucleo della Natività ci invita in questo modo a far nascere in noi la nostra vera e più pura essenza manifesta. Giuseppe e Maria possono rappresentare ad un livello interiore i principi maschili e femminili, l’intelligenza e il cuore che accolgono il principio divino, l’anima, affinché possa muoversi, agire nel mondo.

I Re Magi accompagnano il miracolo della Nascita con presenti e significati che l’arte napoletana dei presepi tramanda con passione da secoli. In effetti, ogni singolo dettaglio nel presepe napoletano è un insegnamento, una lezione di vita declinata con poesia.

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Presepe napoletano
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Partiamo dal colore dei cavalli dei tre Re Magi: uno è bianco per rappresentare il sole del mattino, il secondo è rossiccio per simboleggiare il mezzogiorno, il terzo è nero come la notte mentre i tre Re rappresentano i tre continenti allora conosciuti: Africa, Asia, Europa.

Tutti i tre simboleggiano quindi il tempo e lo spazio che attraversano il mondo grazie alla benevola guida celeste rappresentata dalla stella cometa, lo Spirito, per trovare il principio divino (ri-)nato e offrigli l’oro, segno di regalità (il Re dei re) e di potere sulla materia, l’incenso usato nei riti religiosi come segno di mediazione col mondo spirituale, e la mirra usata nell’imbalsamazione e per la cura delle malattie come segno di immortalità, d’incorruttibilità, di superamento dei limiti di questo mondo.

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Il Bambino, protagonista della Natività

Natale ci invita pertanto ad affidarci alla magia delle antiche storie, ai riti profani che ci guidano verso il sacro, ma soprattutto ci invita ad amare ed avere cura del Bambino, sia come immagine religiosa sacra che come archetipo che alberga in ognuno di noi.

La purezza, la gioia, la fiducia che brillano negli occhi dei bambini che scoprono un mondo forse un po’ vecchio, stanco e cupo e non curanti di ciò lo riempiono di risate, di sogni, di scoppiettante allegria nello scoprire i regali che li aspettano sotto l’albero di Natale, nello stare assieme alle persone che contano di più per loro, sotto lo stesso tetto (che sia grande o piccolo, non importa!) è forse l’allegoria più importante del 25 dicembre!

Qui vi è un significato esperienziale importante, interiorizzato probabilmente non in maniera consapevole o razionale ma vissuto comunque: il segreto del cielo è tra le mani dei bambini. Lì vi è il miracolo. La rinascita della luce si svela nella speranza che pervade i loro occhi. È nei loro sguardi incantati che possiamo trovare la stella che ci guida verso un domani più luminoso, che esiste per loro.

bambino a Natale
Credit foto ©Pexels

“Fa bene a momenti tornar bambini, e più che mai a Natale, ch’è una festa istituita da Dio fattosi anch’egli bambino.”
(Charles Dickens in A Christmas Carol, 1843)

…Tanti auguri di un magico Natale da parte di tutta la Redazione!

Fonti e approfondimenti:

Archetipi: il Sole
• Omraam Mikhael Aivanhov, Natale e Pasqua nella Tradizione Iniziatica, Prosveta Edizioni, 1991.
• Presepe Napoletano, le origini e il significato di tutti i personaggi Università degli Studi di Napoli Federico II: Natale, perché festeggiamo il 25 dicembre

Sandra Saporito





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