Secondo gli appassionati di Medicina Tradizionale Cinese, il fegato sarebbe un organo particolarmente importante e un eventuale ristagno della sua energia vitale (qi) comporterebbe una profonda instabilità emotiva.

Il fegato infatti ha il compito di disperdere nel corpo l’energia vitale in modo continuo e fluido cosi che essa sia disponibile laddove necessario al momento opportuno (Bob Flows). Se qualcosa blocca l’attività corretta del fegato, l’energia qi risulta a sua volta bloccata nel suo flusso. Non essendo un’esperta di Medicina Cinese, tengo a precisare che quanto riportato è un riassunto delle teorie più popolari sull’argomento, quindi è un riferimento di massima da approfondire attraverso la lettura di testi a tema. Molte delle informazioni trasmesse con il passaparola rischiano infatti di travisare alcuni concetti base, se a questo si aggiungono le traduzioni scorrette di alcuni termini cinesi appartenenti alla tradizione medica, si rischia di fare molta confusione. E’ quindi importante approcciarsi alle informazioni che seguono con buonsenso, considerandole come un’infarinatura generale non scevra di eventuali errori di traduzione e interpretazione. Chi lo desidera potrà poi approfondire l’argomento attraverso bibliografia specifica.

Le cause del ristagno del qi

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Tra le cause del ristagno dell’energia qi del fegato, secondo quanto riportano alcune rivisitazioni occidentali delle teorie mediche cinesi, si annoverano fattori patogeni esterni e interni. Tra questi il Vento, la cui azione nociva viene amplificata dall’azione del Vento interno; la collera, il rancore, la frustrazione che se duraturi contribuiscono al ristagno dell’energia con conseguente formazione di Calore che può determinare, in alcuni casi, il cosiddetto Fuoco di Fegato.

Altro fattore scatenante l’alimentazione squilibrata dovuta, per esempio, a un eccesso di cibi grassi e riscaldanti come fritti, spezie, alcol e carni grasse, oppure a un’insufficienza di alimenti riscaldanti. Chi ne risente? Sia l’apparato fisico che quello psichico. Per esempio la digestione può risultarne compromessa e possono comparire sintomi tipo nausea, vomito, inappetenza, rigurgiti, gonfiore, diarrea o stipsi. In altri casi viene colpita la gola con difficoltà nella deglutizione insieme a scontentezza e fragilità sul piano psichico. Altre sensazioni tipiche: sospiri, singhiozzi, sensazione di distensione o oppressione al petto, mestruazioni irregolari e dolorose, sbalzi d’umore e irritabilità, tensione emotiva, depressione, frustrazione, lingua pallida, polso teso.

Fegato, sede dello Hun

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Per capire cosa sia lo Hun, è indispensabile partire dal concetto di shen. Quest’ultimo identifica lo spirito divino che scende nell’uomo e ne è parte integrante, dimorando nel cuore. Dal cuore si emana in altre parti del corpo governando 4 organi principali, i polmoni, il fegato, la milza e i reni. Le 4 emanazioni dello shen presentano caratteristiche peculiari. Lo Hun, una di esse, rappresenta l’aspetto spirituale umano più elevato e risiede nel fegato. Esso è quindi la nostra anima Eterea che influenza la capacità di progettare, prendere decisioni, pianificare le cose, dare una direzione alla vita. Uno Hun non radicato ci parla di un fegato debole che rende difficoltoso prendere una direzione nella vita, ma anche di irritabilità e nei casi peggiori di allucinazioni e aggressività. Come si manifesta un fegato non in buona salute? Con problemi agli occhi, unghie secche, fragili, deboli o scure, tendini e legamenti doloranti, problemi articolari e cefalee. Mentre sul piano psichico lo squilibrio dl fegato provoca più frequentemente rancore, collera e frustrazione.

Rimedi per il fegato

Ma come fare e quali abitudini adottare per mantenere sano il fegato e di conseguenza garantire il flusso continuo dell’energia veicolata dall’organo? Come premesso, i cibi grassi come alcuni tipi di carne, sono sconsigliati, idem per quelli eccessivamente salati e zuccherati. Banditi alcol e fritti, caffè da consumare con parsimonia. Consigliati invece gli alimenti verdi, colore che nutre il fegato, sapori un po’ acidi ma non troppo, quindi sì al limone con moderazione, no all’aceto. Cereali integrali masticati lentamente sono un toccasana così come un buon bicchiere di acqua calda con succo di limone al mattino.

Cos’è la medicina tradizionale cinese

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La medicina tradizionale cinese, che risalirebbe all’epoca di Mao, è considerata una medicina non convenzionale dagli occidentali, difatti nasce in un contesto culturale completamente diverso dal nostro e in quanto tale tratta di argomenti talvolta ostici per la nostra mentalità. Il corpo, nella tradizione cinese, viene considerato universo in miniatura e specchio dell’ordine sociale. I dati ottenuti tramite osservazione del paziente vengono solitamente catalogati attraverso le categorie di Yin e Yang e le cinque fasi. Gli organi sono considerati insiemi di funzioni e non organi materiali come li intendiamo in Occidente. Organi e sostanze fondamentali sono in relazione fra loro.

Gli organi Yin “operano, trasformano, raccolgono, immagazzinano e fanno circolare le sostanze, le sostanze yang sostengono, nutrono, difendono, lubrificano gli organi.” Ne consegue che il paziente, nell’ottica della medicina tradizionale cinese, viene osservato nell’insieme di segni e sintomi partendo da un’iniziale distinzione tra macro-categorie come yin e yang, caldo e freddo, per procedere poi a distinzioni più sottili correlate alle cinque fasi, alle 5 coppie di organi, alle 5 sostanze fondamentali, alle 6 influenza patogeniche esterne. L’eventuale disarmonia viene trattata con piante e formule specifiche in contrasto con la natura della disarmonia.

Laura De Rosa

yinyangtherapy.it