La preghiera: la più potente elevazione dell’essere umano in grado di cambiare la realtà

La preghiera oggigiorno è un po’ demodè. A meno che non abbia un sapore esotico. Come i rosari che venduti per numerare i mantra conquistano i non fedeli. Non è mia intenzione fare polemica, piuttosto incoraggiarti a guardare oltre le apparenze. Perché quando si cercano nuove vie si ha la tendenza a rigettare ciò che è stato o che si dà per scontato. Recitare un mantra ci fa sentire unici, diversi, evoluti. Recitare una preghiera ci fa sentire antiquati. Ma le due cose sono così diverse?

La preghiera, al di là del credo di appartenenza, si dice svolga una funzione molto importante. Tiene la mente occupata e focalizzata in una direzione, evitando il caos dei pensieri. Se praticata a lungo, favorisce la discesa dalla mente al cuore.

Salvatore Brizzi identifica 3 tipologie di preghiera: “La preghiera viene chiamata “della mente” quando è recitata dalla mente con profonda attenzione e con la partecipazione marginale del cuore. È detta “del cuore” quando è recitata dalla mente unita al cuore, ossia quando la mente scende fino al cuore e innalza la preghiera dal profondo. A questo punto il fedele si sente cosciente principalmente al centro del petto, dove risiede il Fuoco, anziché nella testa. La preghiera viene chiamata “dell’anima” quando sgorga da tutta l’anima, con la partecipazione dello stesso corpo; quando viene offerta da tutto l’essere che diventa, per così dire, il portavoce della preghiera. L’identificazione ultima con l’anima permette infatti la partecipazione completa anche del corpo.

Sempre Brizzi nel suo blog fornisce una spiegazione della preghiera molto interessante. Il ricercatore afferma che viene spesso percepita in modo errato quale segno di sottomissione nei confronti del divino, quando in realtà è una forma di elevazione dell’essere umano. Una delle più potenti.

Il problema è che la maggior parte di noi pensa alla preghiera come a una formula che garantisce la concessione di qualche grazia, materiale o spirituale. Essa invece ci aiuta a trasformare l’interiorità favorendo un mutamento nella realtà quotidiana. Attraverso la preghiera, specialmente se pronunciata (o sentita) con atteggiamento di gratitudine sincera, entriamo in uno stato di coscienza diverso che favorisce l’apertura del Cuore, collegando l’essere umano con il divino. La risposta che ne deriva, dice Brizzi, prende il nome nella religione cristiana di “Spirito Santo”. Tanto maggiore è il coinvolgimento emotivo, più ampio sarà il canale di collegamento e di conseguenza l’efficacia dello Spirito. Il mondo divino tuttavia non è da intendersi come qualcosa di scollegato da noi, esso fa parte di noi. E’ questione di trovare la chiave d’accesso. In tale prospettiva la preghiera non è una forma di sottomissione a un’entità più grande e potente ma esattamente l’opposto.

Preghiera e scienza

preghiera

Ne “La scienza perduta della preghiera” Gregg Braden, uno dei pionieri della commistione tra spiritualità e scienza, spiega che la preghiera ci permette di esaudire ogni desiderio, se detta nel modo giusto. Niente parole specifiche né posizioni particolari, a fare la differenza secondo Braden è l’emozione. Lo scrittore americano afferma che la preghiera di oggi è in realtà molto diversa dalle forme tramandate per migliaia di anni. Gli antichi erano consapevoli dell’importanza dello stato emotivo durante la preghiera, il cui segreto si cela nell’umano sentire piuttosto che nelle parole pronunciate. Si torna all’idea che la preghiera funziona quando è il cuore a dirigerla piuttosto che la mente.

Un interessante esperimento intitolato, “two prayers”, condotto da Sergio Stagnaro, ha cercato di dimostrare che la preghiera detta con il cuore ha effetti anche a distanza sull’attivazione microcircolatoria di alcune aree specifiche del cervello. I risultati del curioso esperimento hanno dimostrato che le preghiere pronunciate con sincerità e partecipazione, indirizzate a una certa persona a distanza, inducono questo tipo di attivazione microcircolatoria nel beneficiario a differenza delle preghiere dette/pensate senza reale coinvolgimento.

Teorie che possono apparire strane ma che tuttavia potrebbero avere una loro validità, considerate le ultime scoperte della fisica quantistica, secondo la quale esisterebbe un Campo di energia che occupa lo spazio erroneamente ritenuto vuoto attraversandolo con le sue fluttuazioni, contenente tutte le possibilità di manifestazione della nostra realtà.

L’esperienza dello scienziato N.J. Stowel

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Lo scienziato americano N.J. Stowel rimase particolarmente colpito da un insolito episodio. Scettico, cinico, ateo finché un giorno decise, insieme a dei collaboratori, di studiare cosa accadeva al cervello umano poco prima di morire. Posizionarono un apparecchio di registrazione ultrasensibile nella stanza di una donna malata di tumore al cervello, sul punto di morte. A un certo punto la donna iniziò a pregare e lodare Dio, domandandogli di concedere il perdono anche ai nemici, ringraziandolo per la sua vita e la forza che le aveva donato. Nel mentre l’ago dell’apparecchio si posizionò su 500 gradi a destra agitandosi, dimostrando che il cervello di una morente intenta a pregare sviluppa una potenza 55 volte maggiore dell’irradiamento universale della radio diffusione. Attraverso un esperimento simile ma di natura opposta, gli stessi ricercatori rilevarono che l’ago raggiungeva i 500 gradi negativi, a sinistra, se venivano pronunciate delle ingiurie contro Dio in modo spontaneo. Ne dedussero che la potenza positiva della preghiera, così come del suo opposto negativo, era dimostrabile scientificamente. Ulteriori esperimenti condotti in altri ospedali dimostrarono che pronunciare preghiere rivolte a pazienti ammalati ne riduceva i tempi di guarigione.

Ovviamente sarebbe importante verificare le fonti e l’attendibilità di questi esperimenti perché sentirne parlare è una cosa, approfondire un’altra. Ciò nonostante, è curioso che tanti ricercatori si siano accorti che la preghiera influenza la realtà. E il fatto che si stia riscoprendo la sua importanza, lascia ben sperare.

Laura De Rosa

yinyangtherapy.it

Laura De Rosa

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avatar Articolo scritto da Laura De Rosa il 23/12/2016
Categoria/e: Primo piano, Rassegna Etica.



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