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E’ morto l’eroe che salvò un paraplegico dal naufragio della Costa Concordia

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Durante la tragedia della Costa Concordia, naufragata all’isola del Giglio, Paolo Rona di 49 anni salvò Davide Ruggeri, 48enne paraplegico.

Paolo era un vigile del fuoco che sfidò con onore e coraggio il gigante che affondava per salvare il Maresciallo dell’areonautica in pensione, costretto sulla sedia a rotelle e abbandonato da tutti durante il naufragio.

Perfino la moglie lo lasciò solo in quegli istanti terribili dove il caos regnava e le vite dei passeggeri erano a rischio.

In quel terribile frangente Paolo prese Davide in braccio e lo portò fino alla scialuppa, e dal quel momento nacque una splendida amicizia, stroncata purtroppo da un male terribile che ha colpito il vigile eroe, un tumore.

Il bimbo sta per morire, loro anticipano il matrimonio

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Questa storia sta facendo il giro del web, è una storia tristissima, il piccolo Logan dovrebbe compire 3 anni ad Ottobre.

I suoi genitori Christine Stevenson e Sean Stevenson si dovevano sposare a Luglio del 2014, na per quella data il loro bimbo non ci sarà più. Purtroppo a Logan restano solo poche settimane di vita, ha una forma di leucemia rara e non curabile. Il piccolo Logan ha già subito l’asportazione di un rene ed è presente una massa tumorale sull’altro.

Così Christine e Sean hanno deciso di sposarsi prima per avere accanto il loro piccolo nel giorno che dovrebbe essere il più bello della loro vita…

Vende tutto per pagarsi le cure mediche

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Ricordate lo scandalo dell’uranio impoverito usato durante le missioni a cui l’Italia partecipò prima del 1998?  Bene la storia del Maresciallo dei Granatieri di Sardegna Marco Diana, comincia proprio da li.

Marco partecipò a tutte le missioni prima del 1998 ed è stato a contatto con l’uranio dei proiettili che gli hanno, a detta dei medici, provocato il cancro.

Ora Marco lancia un’appello:

Rocky, il cane che fece 600 Km per tornare a casa, sta morendo, l’appello del padrone

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Rocky non è un cane di quelli fortunati, la sua storia aveva fatto il giro del web due anni fa quando aveva percorso più di 600 chilometri per tornare dal suo padrone Ibrahim Fwal.

Questa fu la storia:

Tumore: scoperta molecola che fa suicidare le cellule malate

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Una scoperta tutta italiana e di un’importanza davvero enorme. Però i media non diffondono, come si dovrebbe, la notizia.

Due ricercatori dell’Università di Urbino, Mirco Fanelli e Vieri Fusi, sono riusciti ad arrivare a risultati incredibili nella lotta contro i tumori: hanno scoperto una molecola definita anti-tumore in grado di spingere ad un vero e proprio “suicidio” le cellule malate.

I due studiosi hanno modificato chimicamente la molecola del maltolto (sostanza naturale contenuta in molti alimenti come nel malto, nella cicoria, nel cocco e via dicendo) e sono riusciti a sviluppare così una nuova classe di molecole con funzione antitumorale.

Fumo:confronto tra polmone sano e polmone malato [Video]

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Non ci stancheremo mai di mostrarvi i danni che l’abitudine del fumo provoca.

Solitamente i fumatori che non vogliono (o non riescono) a smettere di fumare rispondono alle campagne di sensibilizzazione dicendo “prima o poi bisogna pur morire” ma se la morte ce la procuriamo noi con le nostre stesse mani e per di più preceduta anche da un periodo di malattia difficile e dolorosa, forse dobbiamo far appello alla nostra coscienza e chiederci se ne vale davvero la pena di rischiare di morire precocemente per il piacere di una sigaretta.

Alice Pyne è morta: ha commosso il mondo con i suoi desideri

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Alice è morta a soli 17 anni. Quattro anni fa le venne diagnosticato un linfoma di Hodking, una grave forma di tumore maligno che si dimostrò purtroppo incurabile con lo scorrere del tempo.

In seguito a questa drammatica notizia la giovane ragazza britannica decise di rendere pubblici i propri desideri per il tempo che le restava da vivere. Nel 2011 pubblicò una vera e propria lista dei desideri su Twitter e in poco tempo divenne una star: la sua storia fece il giro del mondo.

E’ morto il camoscio operato al cervello, spaventato a morte dai botti di Capodanno

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Ne avevo scritto poco tempo fa di questo adorabile camoscio, nella sfortuna di avere un tumore alla testa, aveva trovato un cacciatore che impietosito dal suo star male lo aveva salvato. Derek, si chiamava così questo cucciolo di camoscio, era stato operato al cervello, gli era stato asportato un ascesso enorme, era sopravvissuto al coma…. ma non ha retto ai botti di Capodanno.

Derek era stato chiamato così in onore del neurologo di Grey’s Anatomy, era un camoscio operato alla testa per un ascesso grosso quanto il suo cervello. S’era ripreso ed era pronto a tornare nei suoi boschi, ma il mattino del primo gennaio è stato trovato esanime nella sua gabbia dal professor Giuseppe Quaranta, della clinica per gli animali selvatici del campus di Veterinaria di Grugliasco. Non ha retto allo spavento.

Niente Luna di Miele se c’è da curare il cane

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Amore, tantissimo amore per questo cane, un bellissimo esemplare di American Bulldog di soli cinque anni di nome Teeto, che purtroppo è rimasto vittima di una terribile malattia, un cancro alla spalla. E così i suoi padroni Clare e Ceri Morgan che erano in procinto di partire per il loro viaggio di nozze a Las Vegas, hanno preferito rinunciare alla loro luna di miele per stare vicino al cane, sia psicologicamente che economicamente.

Teeto è stato operato, ma purtroppo gli è stato amputato l’arto attaccato dal tumore, e i coniugi hanno dovuto fare collette tra parenti e amici per pagare cure, intervento e chemio terapia all’amico a “tre” zampe.

Labrador fiutano tumori in ospedale

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Lucy e Glenn sono due labrador, i primi “medici a quattro zampe” sbarcati in Italia. Riescono a fiutare i tumori ancora prima dei test scientifici diagnostici.

Sono stati addestrati nel Regno Unito ed ora lavorano in Trentino, a Pergine Valsugana.

Il loro fiuto è talmente eccezionale da riuscire a diagnosticare altre patologie oltre ai tumori come la narcolessia o il morbo di Addison.

Questi due bellissimi labrador aiutano medici e laboratoristi nella difficile e delicata operazione di diagnosi: sono fondamentali nei casi dubbi o in quelle situazioni dove il sintomo c’è ma le analisi non rivelano nulla.