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Il Piano di Studi di una Prima Classe Elementare Steineriana

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Immagine by www.scuolawaldorfverona.it

La mia bimba frequenta la prima classe di una scuola steineriana. Chi non conosce la pedagogia Waldorf ci pone tantissime domande sulla didattica, sull’aula, sui maestri. Incuriosisce molto questo modo diverso di fare scuola e giustamente ci si chiede cosa c’è di diverso rispetto al metodo tradizionale.

Tutte le scuole italiane hanno stilato un documento importantissimo chiamato PEI, Progetto Educativo d’Istituto, nel quale si ritrovano gli obiettivi, i valori e le modalità per raggiungerli di ogni scuola.

La conoscenza del cuore nella scuola steineriana

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“Imparare è un’esperienza, tutto il resto è solo informazione” Albert Einstein

Solo pochi giorni fa la mia bambina ha iniziato la prima classe nella scuola steineriana e già mi ritrovo a rimanere a bocca aperta dai racconti che mi porta con entusiasmo ogni giorno. Sta vivendo un modo di conoscere a me completamente estraneo, meraviglioso e rispettoso del bambino.

All’entrata dell’edificio scolastico ad attendere ogni singolo alunno di tutta la scuola c’è un maestro che stringe la mano al bambino o al ragazzo augurandogli una buona giornata e lo stesso avviene per il pomeriggio quando la scuola termina: un modo bellissimo di donare importanza all’individualità di ciascuno.

Il nono anno di vita: timido, fragile e impaurito, il bambino sta imparando a volare da solo

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“…Il bambino diventa esteriormente un po’ irrequieto. Non è a suo agio col mondo esterno. Sente qualcosa, come se dovesse diventare timido. Si ritira un po’ dal mondo esterno.
Dobbiamo osservare questo fenomeno, poiché nel sentimento del bambino sorge una domanda straordinariamente importante. Egli non potrebbe trasformare tale domanda in concetti, non potrebbe esprimerla con le parole. Tutto è sentimento: tanto più forte è il sentimento, tanto più intensamente se ne deve tener conto”.
R. Steiner

Gustavo Adolfo Rol: chi era e i suoi insegnamenti spirituali

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“…è l’uomo più sconcertante che io abbia incontrato. Sono talmente enormi le sue possibilità, da superare anche l’altrui facoltà di stupirsene”. Federico Fellini, 1964

Gustavo Adolfo Rol nasce il 20 giugno 1903 a Torino dal padre Vittorio, avvocato e direttore della Banca Commerciale Italiana di Torino, e da mamma Martha Peruglia. La famiglia di origine è benestante, colta, ben inserita in società. Rol cresce in un clima aperto nei confronti delle diverse forme d’arte e nel 1923 decide di iscriversi alla Facoltà di Giurisprudenza, adattandosi poi alla carriera bancaria. Viaggia e lavora in numerose capitali europee finché, nel 1930, si sposa con un’indossatrice norvegese, Elna Resch-Knudsen. Non appena il padre muore, Rol abbandona la carriera bancaria per dedicarsi interamente ai viaggi: nel frattempo si laurea in Biologia medico-clinica a Parigi, mentre a Londra consegue la laurea in Economia. Nel 1942 apre un negozio di antiquariato a Torino, negli anni successivi inizia a dedicarsi alla pittura e alla musica, sue passioni da sempre.

Non si educa alla libertà con metodi che portano all’obbedienza

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Frightened little girl and shadow of adult hand pointing at her

La paura di sbagliare ci fa sentire impotenti? Quanto il nostro senso di inadeguatezza ci blocca e ci frena? Quanto di ciò che facciamo è spinto dal desiderio di approvazione? Spesso non riusciamo ad essere in connessione con i nostri reali desideri perché sopraffatti da pregiudizi e doveri…

Stiamo attraversando un periodo di grandi trasformazioni a tutti i livelli. Pensare ancora che questo sia il mondo migliore che possiamo aspettarci significa non accorgersi che la crisi ambientale ed economico-finanziaria che stiamo vivendo è solo il riflesso di una crisi umana senza precedenti. Essa sta mettendo a rischio la sopravvivenza del pianeta terra e di quanti lo abitano. L’analisi quindi di ciò che è stato fatto fino ad ora, soprattutto in campo educativo, è doverosa visti i risultati che ha prodotto.

La magia del numero 7 e il suo significato simbolico

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numero-7

Il sette, per le sue virtù celate, mantiene nell’essere tutte le cose; esso è dispensatore di vita, di movimento ed è determinante nell’influenzare gli esseri celesti”. Ippocrate

Siamo letteralmente circondati dai numeri e spesso non prestiamo loro la dovuta attenzione. Ma essi, secondo discipline come la numerologia e alcune forme di misticismo come la Cabala, celano un potere che trascende il significato puramente matematico, sarebbero addirittura il codice segreto per interpretare l’Universo. Che siano verità o fandonie non è dato a sapersi, sta di fatto che approfondire la conoscenza della simbologia numerologica male non fa. Semmai, offre spunti di riflessione. E allora partiamo dal numero spirituale per eccellenza, il 7, derivato dall’unione del 3 con il 4. Avvolto da un’aura di mistero, il 7 racchiude valenze simboliche a tutto tondo.

“Tutto è pieno di dèi”: gli spiriti di natura e come percepirli

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Da più di quarant’anni l’artista sloveno Marko Pogacnik pratica la litopuntura. Si tratta di una sorta di agopuntura della Terra, che consiste nel posizionare su punti specifici dei meridiani del corpo di Gaia pietre o sculture (Pogacnik le chiama cosmogrammi) che le trasmettono energie di guarigione. Durante la sua ricerca, approfondendo gli aspetti sottili del suo rapporto con Gaia, Pogacnik ha avuto occasione di entrare in contatto con i pattern energetici che vengono definiti, dalla mitologia e dalla tradizione esoterica, spiriti di natura o “elementali”, e ha provato a ritrarne le forme, per quanto difficile sia condensare nella materia esseri appartenenti al regno dell’etere.

I 7 insegnamenti della scuola Waldorf per i genitori

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I miei bimbi frequentano una scuola materna Waldorf. Loro vivono quest’esperienza rispettati in tutto e per tutto: mi ritrovo spesso a commuovermi dinnanzi a questo profondo rispetto nei loro confronti che mai ho sperimentato prima d’ora.

Il loro carattere, i loro tempi individuali, i loro tempi di bambini… non vengono vissuti come capricci, problemi, fastidi da risolvere il prima possibile ma come spunti per comprenderli a fondo e aiutarli a vivere in armonia.

Come ritrovare i nostri ritmi in connessione con la natura

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Immagini tratte dal web da cartoline che si trovano nelle scuole Waldorf

IL RITMO DELLA VITA – gioia, salute, serenità, crescita, apprendimento connessi ai propri tempi e a quelli della Natura.

“Le cose di per sé non rappresentano nulla, se non nella successione con cui si riferiscono l’una all’altra”

Rudolf Steiner

Mai come in questo periodo dell’anno, dopo i viaggi e le pause estive, tutti noi sperimentiamo impellente la necessità e la fatica di rientrare nei nostri ritmi, luoghi, abitudini quotidiani abbinati al bisogno profondo di rinnovamento, sia per gli adulti che ancor più per i bambini.
Ed è proprio in uno di questi momenti, anni fa, che ideai il ciclo di eventi creativi famigliari ispirati alla pedagogia steineriana e ai ritmi della natura, per cercare di offrire ai bambini e alle loro famiglie un modo semplice e gioioso di ricollegare se stessi, tra loro e con la vita.

La scuola pubblica non è solo quella statale

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scuola-waldorf

I miei bambini frequentano la scuola steineriana. Spesso mi sento rivolgere commenti del tipo “è una scuola privata… io sono contraria alle scuole private, preferisco le scuole pubbliche”.

Spesso però si tende a confondere il termine “pubblico” con il termine “statale”. Per scuola statale s’intende una scuola amministrata dallo Stato quindi la maggioranza delle scuole italiane. Le scuole “pubbliche”, per definizione, dovrebbero avere una funzione pubblica.

“Per funzione pubblica s’intende, in diritto e nel significato più generale del termine, l’attività svolta da un soggetto non nel proprio interesse ma nell’interesse della collettività (interesse pubblico)” Wikipedia