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Le 10 frasi più significative di George Bernard Shaw

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ritratto in bianco e nero di george bernard shaw
Credit foto © morphart / 123rf.com

George Bernard Shaw nacque a Dublino il 26 luglio del 1856. La sua vita è stata scandita dall’uso della parola diventando scrittore, critico drammatico e commediografo.

L’infanzia di George è caratterizzata da un padre alcolizzato che perde il lavoro e manda in rovina la famiglia. Lo scrittore, nel frattempo, si appassiona leggendo William Shakespeare e la Bibbia, facendoli divenire i suoi maestri di vita. A 20 anni raggiunge la madre a Londra dove si era trasferita per fuggire dal marito e dove lei insegna canto. Inizia per lui un crescendo di esperienze letterarie e artistiche che lo condurranno a scrivere le sue prime opere.

Individuo e comunità: chi è più importante?

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persona in piedi tra la folla
Credit foto ©Pexels

Viviamo in una società sempre più individualista e sempre meno comunitaria. Le case non vengono più costruite con giardini condivisi con altre famiglie, i bambini non giocano più in strada con gli altri bambini, le giornate, anche quelle die più piccoli, sono scandite da appuntamenti ed orari che ci costringono a vivere sempre più soli senza momenti di condivisione con una comunità.

I legami tra gli esseri umani sono sempre più fragili. Sempre più individualisti, incapaci di uscire dalla nostra solitudine esistenziale, finiamo con il perdere completamente la fiducia negli altri.
(Maria Michela Marzano)

La Solitudine, Quando È Indesiderata

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Credit foto ©Pixabay

Stare soli quando non è una scelta può essere un pesante fardello da portare, soprattutto in questo periodo di isolamento e distanziamento sociale durante il quale siamo separati dai nostri famigliari e dai nostri amici più cari, senza sapere quando ci potremo rivedere di nuovo, con genuina spensieratezza. In queste condizioni, la solitudine può lasciare un’impronta non indifferente sul nostro stato d’animo in quanto viene vissuta come un’imposizione, un’ ingiustizia.

La privazione prolungata di un contatto essenziale con l’altro può portare ad un deterioramento della qualità della vita soprattutto quando si ha un temperamento estroverso, portato alla vita sociale. Pensiamo per esempio ai giovani che si sentono smarriti in questo clima incerto, senza poter contare sul supporto reale e non virtuale dei propri pari.

Se Ascolteremo La Voce Del Femminile Dentro Di Noi, L’umanità Guarirà

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Questo mondo fa male. Fa male per le guerre, le ingiustizie, la miseria, la fame, la povertà, le disuguaglianze, le discriminazioni. Fa male per tutta una serie di motivi che fa sì che un essere umano si creda superiore ad un altro. La prima divisione sulla quale si è basato questa illusione di superiorità è quella tra uomini e donne, tra maschile e femminile. Come i grandi psicologi ci hanno spiegato, ognuno di noi ha dentro di sé queste due polarità, maschile e femminile, quindi la lotta contro il femminile ci riguarda tutti quanti. La ferita inflitta al femminile ha delle ripercussioni non soltanto sulle donne, ma sull’umanità intera.

I Ribelli Hanno Un Ruolo Prezioso: Sono L’antidoto All’Inerzia Del Mondo

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I ribelli hanno la vita dura: considerati spesso come i disturbatori della quiete generale sono tuttavia coloro che permettono il rinnovamento e l’evoluzione della nostra società in quanto hanno il coraggio di uscire dai sentieri battuti, di oltrepassare la zona grigia del conformismo. La ribellione si manifesta spesso come una necessità nelle persone mosse da grandi ideali, che percepiscono i limiti imposti dalla società come una violazione del diritto alla diversità, all’unicità e alla libertà.

“Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella zona grigia in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi.”
(Rita Levi-Montalcini)

Emancipazione Femminile Non Vuol Dire Essere Una Donna Più Maschile

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Viviamo un periodo storico ambiguo dove l’emancipazione femminile fa stranamente sempre più rima con la maschilizzazione della donna. Se da una parte è giusto e doveroso che la donna possa avere accesso a ciò che di diritto le spetterebbe, da un altro lato sembra tuttavia che sia tacitamente costretta a rinunciare ad alcuni aspetti della sua vita.

Casa o lavoro? Carriera o famiglia? Lavoro a maglia o dibattiti politici?… Sembra che oggi la donna sia costretta a scegliere, ad escludere, a rinunciare all’uno o all’altro senza che le sia proposto un’alternativa, oscillando così tra due posizioni che non le permettono di realizzarsi pienamente.

Disimpegno Morale: Dare La Colpa Agli Altri Per Non Assumersi le Responsabilità

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Non è colpa mia!”… Quante volte l’abbiamo sentito, o detto, di fronte alle evidenze per evitare di sentire il peso della colpa sulle proprie spalle? Sembra proprio che prendersi le proprie responsabilità sia visto come un peso gravoso da portare, e molti fanno di tutto pur di scrollarselo di dosso; lo vediamo a tutti i livelli della nostra società: nazionale, comunitario, familiare.

Rifiutare di assumersi le proprie responsabilità si riassume in un passarsi la patata bollente buttandosi le colpe a vicenda, e invece di concentrare le proprie forze e risorse nel risolvere i problemi che loro si accumulano ad ogni passaggio di proprietà, preferiamo usarle nel risalire all’origine della colpa fino ad Adamo ed Eva.

Consumismo Relazionale: Non Amiamo Più Le Persone, Le Usiamo

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coppia e social

Ogni giorno siamo bombardati da messaggi, pubblicitari e non, che ci dicono come vestirci, cosa mangiare, cosa ci può rendere felici, cosa significa avere una vita di successo e quale tipo di relazione dobbiamo avere.

Amici? Tanti, per uscire fino a tarda mattina (dalla sera prima), per viaggiare in posti di tendenza. Conoscenze? Ancora di più, per fare numero su Facebook, su Instagram, e avere l’impressione di essere popolare, altrimenti non sei nessuno.

social

Ma quando hai semplicemente bisogno di fare una chiacchierata a cuore aperto, di berti un caffè in compagnia o di stare con qualcuno di fiducia, in mezzo a questi “settordici” mila persone non c’è nessuno.

Vocazione: Seguire la Propria Strada è Importante ma NON Significa Avere Successo

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vocazione

Ogni vita non vissuta accumula rancore verso di noi, dentro di noi: moltiplica le presenze ostili. Così diventiamo spietati con noi stessi e con gli altri. Intorno a noi non vediamo che lotta, cediamo e soccombiamo alle perfide lusinghe dell’invidia. Si dice bene che l’invidia accechi il nostro sguardo è saturo delle vite degli altri, noi scompariamo dal nostro orizzonte. La vita che è stata perduta, all’ultimo, mi si rivolterà contro.” (C.G.Jung, citato in “Jung parla. Interviste ed incontri”, Adelphi, Milano, 1999)

Vocazione. Realizzazione. Successo. Reputazione. Fama. Concetti diversi confusi tra loro. Il raggiungimento del successo/fama/realizzazione dipende dall’aver imboccato la strada giusta specchio della nostra essenza/vocazione?

Se Amate I Vostri Figli, Lasciateli Andare Lontano

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Quando pensate a vostro figlio, lo vedete sempre accanto a voi, vi sentite in dovere di proteggerlo da tutto e da tutti, cercate in ogni modo di facilitargli la vita, ma per farlo crescere forte ed indipendente è necessario lasciarlo andare.

Ma come? Lasciare mio figlio da solo nel mondo? Si.

Già da piccoli i bambini hanno bisogno di sentirsi non solo protetti ma anche liberi di fare le proprie esperienze, è da quelle che ottengono i migliori insegnamenti, ed è da quelle che trovano le migliori opportunità di crescita.