George Bernard Shaw nacque a Dublino il 26 luglio del 1856. La sua vita è stata scandita dall’uso della parola diventando scrittore, critico drammatico e commediografo.

L’infanzia di George è caratterizzata da un padre alcolizzato che perde il lavoro e manda in rovina la famiglia. Lo scrittore, nel frattempo, si appassiona leggendo William Shakespeare e la Bibbia, facendoli divenire i suoi maestri di vita. A 20 anni raggiunge la madre a Londra dove si era trasferita per fuggire dal marito e dove lei insegna canto. Inizia per lui un crescendo di esperienze letterarie e artistiche che lo condurranno a scrivere le sue prime opere.

Nel 1925 gli viene conferito il premio Nobel per la Letteratura con questa frase:

“per il suo lavoro intriso di idealismo ed umanità, la cui satira stimolante è spesso infusa di una poetica di singolare bellezza.”

Il suo modo di scrivere è schietto, provocatorio ma anche poetico e riesce sempre a scuotere il cuore dei suoi lettori. Questa la sua dichiarazione riguardo alla sua scrittura:

“Il mio metodo è fare il massimo sforzo per trovare la cosa giusta da dire, e poi dirla con la massima leggerezza”.

Le sue frasi distribuite nelle varie opere riescono a seminare consapevolezza in chi le legge, sono in grado di smuovere i pensieri, di far nascere idee, di capovolgere la prospettiva portandoci ad aprire la mente e il cuore.

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Le 10 frasi più significative di George Bernard Shaw

ritratto in bianco e nero di george bernard shaw
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1- Non smetti di ridere quando invecchi, invecchi quando smetti di ridere.

Un invito per tutti noi a non farci intrappolare nelle categorie, nelle definizioni e nei pregiudizi altrimenti recitiamo una parte che non appartiene alla nostra essenza. E’ una frase che ci suggerisce di guardare sempre e solo dento di noi, di uscire dalle gabbie troppo strette del pensiero comune e di trovare la propria strada: non è vero che un vecchio ha meno voglia di ridere rispetto ad un bambino, solo è considerato poco serio un atteggiamento di leggerezza da parte di un anziano. Riprendiamoci allora la nostra idea di vecchiaia, diversa da individuo a individuo, e viviamola fino in fondo.

2- Abbi cura di ottenere ciò che ti piace o sarai costretto a farti piacere ciò che ottieni.

Rischiamo spesso di accomodarci e di vivere passivamente la vita, senza desideri, idee nuove e progetti innovativi poichè gli ostacoli provenienti dal mondo e dalla nostra interiorità ci bloccano. Così facendo però perdiamo la possibilità di essere appagati nella realizzazione dei nostri sogni. C’è bisogno di coraggio, di volontà e di impegno per vivere una vita autentica, significativa, costruttiva.

3- L’uomo è arrivato al successo quando fa per mestiere quel che farebbe gratis.

Il lavoro occupa gran parte della nostra vita e riuscire ad impiegare questo tempo in modo costruttivo anche per la nostra realizzazione personale è la via più autentica del successo. Lavorare con passione e gioia rende anche il risultato migliore e tutto si alimenta in questo circolo di energia costruttiva.

4- Spesso le persone si affezionano alle proprie difficoltà più di quanto le difficoltà si affezionino a loro.

Ci lamentiamo spesso dei nostri problemi, dei nostri malanni, delle situazioni che non vanno secondo i nostri piani. Ma senza tutti questi ostacoli ci sentiamo persi, vuoti, disorientati perché la loro mancanza implica un nostro guardarci dentro, una nostra presa di responsabilità: chiediamo di essere liberi ma poi divenirlo davvero spaventa e spesso preferiamo fuggire da noi stessi e dalla vera libertà.

5- La vita non è trovare te stesso. La vita è creare te stesso.

Ancora una volta lo scrittore irlandese ci invita a muoverci, a destarci, a non stare fermi ad aspettare che qualcosa di esterno a noi accada. Siamo in questa vita per seguire i nostri ideali e trasformarci grazie ad essi ma questo cammino necessita di coraggio, di volontà, di determinazione.

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6- Non lottare con i maiali. Ti sporchi tutto e, soprattutto, ai maiali piace.

Non serve a nulla mettersi allo stesso livello di chi ci insulta, di chi ci disprezza, delle persone che cercano litigi e malcontenti: spetta a noi fare un passo indietro e non rispondere alle provocazioni.

7- La libertà significa responsabilità. È per questo che la maggior parte degli uomini la temono.

Come abbiamo già accennato precedentemente tutti noi diciamo di voler essere liberi ma poi concretamente facciamo fatica a liberarci dai pesi che non ci permettono di spiccare il volo poiché una volta da soli con noi stessi siamo chiamati ad essere responsabili delle nostre azioni, dei nostri pensieri, della nostra vita. E questa libertà è difficile da sostenere, soprattutto in una società che non ci ha mai aiutato a sperimentarla e a coltivarla.

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8- Quando un uomo vuol assassinare una tigre, dice che è sport; quando la tigre vuole assassinare lui, egli dice che è ferocia.

Tutto può essere rovesciato a nostro favore ed il linguaggio è uno dei modi più potenti per creare questo capovolgimento di realtà. Ecco perché siamo chiamati a prendere consapevolezza del grande potere della parola e ad entrare nei fatti con senso critico e un profondo amore per la ricerca della verità.

9- Il peggior peccato contro i nostri simili non è l’odio ma l’indifferenza: questa è l’essenza dell’inumanità.

Essere indifferenti vuol dire non sentire, non vedere, non riconoscere e questa incapacità di empatia nei confronti dell’altro è una mancanza di umanità che porta a far nascere guerre, violenze, incomprensioni e giudizi.

10- Non so cosa penso fino a quando non lo scrivo.

Concludere questa rassegna di frasi di George Bernard Shaw con il suo amore per la scrittura è un modo per invitare ciascuno di noi a trovare quella via di elaborazione della vita, di cura, di rilassamento, di meditazione e di passione che ci può rendere vivi più che mai. Buona ricerca ad ognuno di noi!

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