Psicologia

Per Superare Gli Ostacoli Rimanendo Fedele a Te Stesso, Sii Come l’Acqua

Di Sandra Saporito - 19 Maggio 2019

“Al mondo niente è più cedevole dell’acqua.
La Via dell’acqua è infinitamente ampia è incalcolabilmente profonda.
Si estende indefinitamente e fluisce senza limiti.
Abbraccia tutta la Vita senza preferenze.
Non cerca ricompense, arricchisce il mondo intero senza mai esaurirsi.
La sua Natura sottile non può essere afferrata, colpiscila e non la danneggerai, forala e non la ferirai, tagliala e non la squarcerai, bruciala e non farà fumo.
Cedevole e fluida non può essere distrutta, riesce a penetrare anche nel metallo e nella pietra.
È così forte da sommergere il mondo intero.
Si concede a tutti gli esseri, senza ordine di preferenza.
Essa è definita suprema virtù.
Il motivo per cui l’acqua impersona questa suprema virtù è perché essa è cedevole e morbida. Quindi, io dico che le cose più morbide dominano le cose più dure.
Il non-essere non ha lacune, perciò la Via è davvero grande.”
(Lao Tzu)

Fluisci nella vita senza forzature, senza farti violenza

acqua

Per quanto possa suonare assurdo alle nostre orecchie, a volte il non-agire è la migliore soluzione quando le cose si mettono male. La forza esplosiva non è sempre la scelta giusta: a volte è più opportuno aspettare, essere presenti, osservare. Aspettare non significa chiudere gli occhi o fare finta di niente, ma valutare con saggezza come gli eventi si sviluppano.

Possiamo prendere esempio dall’acqua che sa aspettare quando incontra un ostacolo; sa accumulare le forze, piano piano, per poi andare oltre e continuare a fluire verso la sua meta. Fluire senza farsi violenza, come l’acqua, significa essere cosciente della situazione, valutare bene le opzioni tenendo conto delle nostre forze, rispettando il nostro equilibrio interiore.

Non interferire con lo sviluppo naturale di un evento, imparare ad avere pazienza, rispettare i propri tempi, può rappresentare un atto di amore e fiducia nei nostri confronti. Significa che non abbiamo paura di doverci confrontare con delle dinamiche che sfuggono al nostro controllo, significa che siamo in grado di fluire, di cambiare come l’acqua, di adattarci alle circostanze. Siamo in grado di imparare, di cambiare strada mantenendo una ferma determinazione nel raggiungere il nostro obiettivo, ma sappiamo essere morbidi e dolci; siamo in grado di rispettare la nostra natura anche quando ci adattiamo al mondo: sappiamo rimanere fedeli a noi stessi senza dover lottare per affermarci.

“L’acqua non oppone resistenza. L’acqua scorre. Quando immergi una mano nell’acqua senti solo una carezza. L’acqua non è un muro, non può fermarti. Va dove vuole andare e niente le si può opporre. L’acqua è paziente. L’acqua che gocciola consuma una pietra. Ricordatelo, bambina mia. Ricordati che per metà tu sei acqua. Se non puoi superare un ostacolo, giragli intorno. Come fa l’acqua.”
(Margaret Atwood)

Il paradosso della non-azione: essere forte come l’acqua

acqua e rocce

Abbiamo fretta, sempre; fretta di fare, di agire, di reagire. È colpa di un modo di pensare che vede nella non-azione più pigrizia che osservazione e saggezza? Può darsi. La meditazione, l’attesa, l’osservazione consapevole sono per molti ancora viste come una perdita di tempo, come se i secondi che si incatenano avessero valore soltanto quando sono colmi di risposte e reazioni al mondo esterno; come se la nostra vita, contenuta in questi secondi, avesse senso soltanto in rapporto ad esso. Ma della vita che scorre dentro di noi, lentamente, chi ci bada?

→ Leggi anche: Wu Wei, non agire per stare meglio

Mentre corriamo nel mondo, sempre più velocemente, perdiamo di vista quella dimensione misteriosa che abbiamo dentro di noi, ci sbilanciamo a favore dell’esterno facendoci spesso violenza nel non considerare ciò che sentiamo vibrare con la nostra vera essenza. Non rispettiamo il nostro sentire, cerchiamo di corrispondere ad una natura imposta, estranea alla nostra. E nel mentre, la vita scorre.

La non-azione ti guida verso la tua sorgente interiore

non agire

Volere corrispondere ad un ideale ci porta alle forzature più deleterie: ci spoglia della nostra identità, ci svalorizza, ci fa sentire vuoti dentro. Vivere seguendo la propria natura non è facile in una società che ci spinge ad entrare in uno stampo preconfezionato utile all’economia. Ma perché mai dovremmo sforzarci di entrare tutti in quello stampo se è la nostra diversità a portare bellezza nel mondo?

Farci violenza nel tentativo (inutile) di corrispondere ad un ideale (fasullo), impiegarci tutte le nostre forze, tutte le nostre risorse, non fa che allontanare da noi la felicità, svuotando i secondi, che passano inesorabilmente, della nostra essenza, del nostro essere presenti e consapevoli nella nostra vita. Ma cosa succede se ci focalizziamo per un istante sul nostro mondo interiore?

Non agire non significa essere passivi ma, al contrario, non muoversi fuori mentre si agisce dentro. Il non-agire ci racconta la storia dell’esplosione di energia che avviene dentro il seme mentre si prepara a germogliare: fuori tutto tace ma dentro è un mondo nuovo che sta nascendo.

Ecco che saper aspettare ci parla di azione silenziosa ma potente allo stesso tempo, è l’azione nella sua fase preparatoria, è il tendere la corda prima di scoccare la freccia, è osservare, prendere la mira, trovare l’equilibrio interiore prima di agire. Non agire significa trovare quella sorgente interiore che ci permette di fluire senza fatica, senza violenza, senza dubbi né forzature: come l’acqua raggiunge sempre il mare, noi troveremo naturalmente la strada per giungere alla nostra meta.

svuotare la mente

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in discipline Bio-Naturali
www.risorsedellanima.it





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