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La Storia Del Saggio Contadino Cinese Ci Insegna Che La Sfortuna Non Esiste

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fortuna o sfortuna

Questa notte, sono stata svegliata da un crepitio strano in camera da letto. Pensavo che fosse il solito cimice che si era incastrato chi sa dove quando io e mio marito abbiamo cominciato a sentire uno strano odore di bruciato. La presa elettrica collegata allo split della pompa di calore che riscaldava la camera stava bruciando! Che dire? Svegliarsi alle 3 di notte da una presa elettrica che brucia non è il massimo ma fortuna vuole che proprio per il fatto che era notte ed era tutto silenzioso, abbiamo sentito il rumore in tempo e potuto intervenire tempestivamente.

La Storia della Parola “Nabajyotisaikia” che Aiuta chi Commette un Errore

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Nabajyotisaikia

C’è una storiella, la possiamo definire così, che gira in rete da qualche anno, nessuna fonte ufficiale, molto probabilmente è una bufala anzi lo è quasi sicuramente, ma mi piace così tanto che sono arrivata alla conclusione che può insegnare davvero un nuovo modo di pensare e voglio raccontarvela e spiegarvene il significato più intrinseco.

La storiella la trovate un po’ ovunque basta cercare su Google la parola “Nabajyotisaikia” che molto probabilmente è inventata e non vuol dire nulla, ma che nel contesto della storia ha un significato ben preciso.

L’errore non esiste: si vive compiendo scelte che parlano del nostro cammino

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I sistemi sociali, di qualsiasi tipo, origine, estrazione, si basano su di un netto sistema di identificazione giusto/sbagliato. I due termini hanno una valenza opposta che, quando estremizzata, si rifà al concetto di un azione o pensiero positivo ed uno negativo. Ciò fa si che la nostra mente sia spesso incastrata in un sistema di pensiero che limita la visione a trecentosessanta gradi – e più – su quella che dovrebbe essere la nostra cognizione di causa ed effetto sugli eventi che non solo riguardano noi stessi, ma spesso e volentieri la nostra reazione nei confronti dell’altro.

Il bambino deve correggersi da solo: il pensiero di Maria Montessori

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Tempo fa avevo scritto un articolo sulle nomenclature mute e parlate, che vengono utilizzate nelle case dei bambini Montessori. Una sorta di letto-scrittura accompagnata dalle immagini.

Ho preparato delle nomenclature scientifiche per la mia ludoteca utilizzando questa tecnica. Ho aspettato con trepidazione il momento in cui venissero utilizzate nel migliore dei modi e quel giorno è arrivato!

Montessori: Sbagliare è Umano, Correggere è Diabolico

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Una delle cose che, in ogni modo, l’insegnante non deve fare, è di interferire per lodare, per punire o correggere errori. Sembra a molti educatori un principio sbagliato ed essi sono contrari al nostro metodo sempre su questo punto. Dicono: “Come potete far progredire il bambino se non ne correggete gli errori?”. Nell’educazione comune il compito fondamentale dell’insegnante è quello di correggere, tanto nel campo morale che in quello intellettuale; l’educazione cammina secondo due direttive: dare premi o dare punizioni; ma se un bimbo riceve premi o punizioni, significa che non ha l’energia di guidarsi e che egli si rimette alla continua direzione dell’insegnante. I premi e le punizioni, in quanto estranei al travaglio spontaneo dello sviluppo del bambino, sopprimono e offendono la spontaneità dello spirito. Non possono perciò aver luogo nelle scuole, come le nostre, dove si vuol rendere possibile e difendere la spontaneità. I bambini lasciati liberi, sono assolutamente indifferenti a premi e castighi.

L’importanza dell’errore per i bambini: ce lo insegna Maria Montessori

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Torniamo a parlare del metodo educativo di Maria Montessori poichè crediamo debba diventare filosofia di vita per ogni educatore, genitore o insegnante.

Oggi ci tengo molto a parlarvi dell’errore.

Tutto il materiale montessoriano è creato in modo che sia il bambino stesso a commettere l’errore e a correggersi di conseguenza, senza l’intervento dell’adulto. L’esperienza è la più grande maestra di vita. L’adulto non deve intervenire in questo importante momento di crescita ma solo fornire al bambino un ambiente adeguato e gli strumenti corretti per poter sperimentare ed imparare da solo.