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Regole per l'uso del corpo femminile nelle pubblicità

Di Elena Bernabè - 6 Maggio 2013

Laura Boldrini, presidente della Camera, lancia un allarme sulla situazione femminile. Questa la sua dichiarazione: “In Italia solo il 47 per cento delle donne lavora , una delle percentuali più basse d’Europa. Se una donna non lavora, in caso di violenza, non ha autonomia. Per arrivare a proteggerle va rilanciata l’occupazione femminile”.
Ma la situazione difficile della donna non si ferma solo all’ambito lavorativo. La Boldrini denuncia l’uso del corpo femminile nelle pubblicità e dichiara che a tal proposito urgono dei limiti di legge. Ecco le sue parole: “E’ inaccettabile che in questo paese ogni prodotto, dallo yogurt al dentifricio, sia veicolato attraverso il corpo della donna. In Italia le multinazionali fanno pubblicità usando il corpo delle donne, mentre in Europa le stesse pubblicità sono diverse. Dall’oggettivazione alla violenza il passo è breve. Serve più civiltà ponendo delle regole. Basta all’oggettivazione dei corpi delle donne perché passa il messaggio che con un oggetto puoi farci quello che vuoi”.
La sua analisi è veritiera e di sicuro delle regole riuscirebbero a mettere un pò d’ordine nell’uso smodato e libero del corpo femminile all’interno delle campagne pubblicitarie.
Fonte: Repubblica.it
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