Psicologia

Vivere in montagna: i benefici psicologici e fisici

Di Cristina Rubano - 1 Settembre 2022

Vivere in montagna, che sia stabilmente o per un periodo di vacanza, può essere un modo per riconnettersi alle potenzialità benefiche della Natura e ai suoi simbolismi. Al di là di scarponi, sci o picchetti, la montagna può riconnetterci ad aspetti molto profondi della nostra interiorità.

Vivere in montagna attenua lo stress

Vivere in montagna ha innanzitutto indiscussi benefici psichici e fisici. Le camminate immersi nel verde boschivo della natura, le salite, l’avvistamento degli animali, la lontananza dal caos urbano o dalla soffocante afa estiva… Tutto questo permette al nostro corpo e alla nostra mente di riconnettersi alla Natura, ai rumori e ai silenzi che la caratterizzano, all’alternanza non artefatta di luce e buio. Di ritrovare quindi dei ritmi più consoni alla nostra natura più autentica.

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 La montagna offre anche occasione per riprendere contatto con la nostra corporeità. Una corporeità non esibita o dis-inibita come avviene nei più estivi paesaggi marini. Ma una corporeità percepita e vissuta dall’interno. La fatica nelle gambe che camminano, scalano, prendono salite e discese. Il respiro che deve adattarsi a ritmi e altitudini inconsuete. Il contatto con le piante, il terreno, le acque o i fiori… Tutto questo non solo dona beneficio al corpo. Ma consente anche alla mente di stare con più attenzione su “qui e ora”, allontanandosi da rimuginazioni e ansie dell’ordinario.

Ad un primo livello, dunque, vivere in montagna ridona energie a corpo e mente distogliendoci dalla sedentarietà, dalla frenesia e dalle ansia della vita urbana.

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Vivere in montagna: scalare la vetta del monte …

bambino in montagna
Credit foto © Pixabay

Vivere in montagna offre diversissime possibilità di incontro con questo elemento naturale. Scalare una montagna, passeggiare lungo i suoi sentieri o contemplarla semplicemente dalla finestra di una baita o da una vallata.. Tutti questi elementi ci aprono anche a dimensioni simboliche profonde.

Non a caso, molte tecniche di visualizzazione immaginativa, compreso il Training Autogeno Superiore, attingono a questi simbolismi.

Una montagna è qualcosa di affascinante, imponente che pone all’essere umano la sfida più antica di sempre: riuscire a scalarne la vetta.

La vetta del monte rimanda innegabilmente al raggiungimento dei propri obiettivi, all’affrontare difficoltà e pericoli per giungere finalmente alla meta desiderata. Confrontarsi con questa dimensione simbolica – scalando realmente un monte o immaginando di farlo – significa dunque confrontarsi con le proprie aspirazioni, i propri bisogni di successo e riuscita, la propria perseveranza. La montagna, per chi voglia coglierne tali aspetti simbolici, pone delle domande a noi stessi: dove vogliamo andare, quanto siamo disposti a rischiare?

“La gente pensa che in cima non ci sia abbastanza spazio. Tendono a pensare come a una sorta di Everest. Il mio messaggio è che c’è un sacco di spazio in cima.”

(Margareth Thatcher)

… o riconnettersi alla propria saggezza interna

Vivere in montagna significa però comprendere come essa sia anche un luogo oscuro, nascosto, celato alla vista… Al di là della sua superficie, della sua apparenza così imponente ed autoevidente, la montagna nasconde anche un mistero… Gli strati boschivi, le caverne, gli anfratti celano molto più di quello che mostrano.

Nell’immaginazione guidata la caverna, raggiunta spesso scalando la vetta di un monte, rappresenta il luogo dove incontrare un vecchio saggio o una vecchia saggia… È il simbolismo dell’oscurità del nostro inconscio, di una saggezza interiore, profonda, lontana dalla consapevolezza luminosa della razionalità. Possiamo attingervi solo attraverso l’immaginazione, l’intuizione, le facoltà spirituali e femminili della psiche.

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Vivere in montagna: simbolismi del maschile e del femminile

Con l’imponente mole della sua superficie, la montagna rimanda a simbolismi relativi ad energie prettamente “maschili” della psiche: gli obiettivi, la determinazione, la lotta per la riuscita.

Ma i misteri che racchiude rimandano simbolicamente ad un mondo “sotterraneo”, che accoglie o divora, che può essere esplorato non in linea retta, ma solo procedendo secondo percorsi mai definiti una volta per tutte. Tutti aspetti che rimandano al simbolismo dell’archetipo della Grande Madre, di cui già si è detto.

Basti pensare che molte montagne conservano nomi femminili, una a tutti noi nota è quella della Maiella che significa proprio “Grande Madre”. Nel pantheon induista è Adi Shakti, la forza creativa dell’universo. Gli antichi rituali di preghiera prevedevano che una vergine salisse proprio sulla vetta di una montagna e portasse le braccia al cielo per invocare il potere della Divinità. Il mantra di Adi Shakti è infatti recitato per richiamare l’energia creativa e generatrice della potenza femminile.

Adi Shakti, Adi Shakti, Adi Shakti, Namo Namo

(Mi inchino alla primaria Forza Femminile)

Sarab Shakti, Sarab Shakti, Sarab Shakti, Namo Namo

(Mi inchino all’Energia Femminile che vibra in ogni cosa)

Pritham Bhagvati, Pritham Bhagvati, Pritham Bhagvati, Namo Namo

(Mi inchino alla Sorgente dell’Amore)

Kundalini Mata Shakti, Mata Shakti, Namo Namo

(Mi inchino alla Potenza Creativa della Madre delle Madri)

Interrogare la montagna

Interrogare il simbolismo della montagna è possibile sia assorbendone l’energia mentre si percorre o si contempla una montagna reale. Sia rappresentandosi l’immagine mentale di una montagna (vera o di fantasia) ogni volta che la nostra psiche ha bisogno di prendere contatto con gli elementi simbolici a cui essa rimanda.





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