Psicologia

Darsi la buonanotte, un modo per proteggere i sogni di chi amiamo

Di Cristina Rubano - 27 Gennaio 2022

Fra i piccoli gesti quotidiani che tendiamo a dare per scontati e a volte a dimenticare sotto il peso della routine c’è anche il darsi la buonanotte.

Un gesto talmente abituale da ritenersi forse superfluo eppure, spogliato dal grigiore dell’abitudine e dell’automatismo, riserba significati ben più densi da dedicare a chi amiamo.

“Dormi e io ti cullerò tra le mie braccia.”

(William Shakespeare, Sogno di una notte di mezza estate)

La magia della favola della buonanotte

mamma che bacia la figlia prima di dormire

Credit foto
© Pexels

Qualcuno ricorderà che da bambini ci veniva letta la favola della buonanotte: un momento rituale che ogni sera ci accompagnava nel sonno sotto la guida di una storia (che magari avevamo già sentito centinaia di volte) e la voce di un adulto. Si tratta di un momento molto importante dell’età infantile, i bambini non sono ancora affettivamente maturi e hanno bisogno che uno o più adulti di riferimento insegnino loro a lasciarsi andare nel sonno. Alcuni continuano a iperattivarsi nonostante la stanchezza, altri temono di andare a letto perché preda di paure e terrori notturni, altri ancora soffrono la temporanea esclusione dal mondo degli adulti. Dar loro la buonanotte mediante la lettura di una storia, assicurarsi che abbiano il loro pupazzo preferito o lasciare una piccola luce accesa sono tutti piccoli gesti che, se ripetuti ogni sera, danno al bambino un senso di sicurezza e prevedibilità su come ci si prepara per andare a letto e il conforto affettivo dell’interazione con l’adulto.

La maggior parte delle immagini della buonanotte ritraggono proprio questo momento iconico. Ma cosa succede dopo, crescendo?

“Tutto si riduce all’ultima persona a cui pensi la notte, è lì che si trova il cuore.”
(Charles Bukowski)

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Dedicare l’ultimo pensiero del giorno a chi amiamo

Diventando grandi si perde un po’ questo rituale dell’addormentamento e si tende a dare per scontati, tanto il proprio sonno, quanto quello altrui!

Un recente sondaggio promosso da una catena alberghiera britannica ha rivelato che la maggior parte delle coppie non si dedica frasi della buonanotte e tende anche ad assumere, nell’addormentamento, posizioni distanziate o di spalle al partner.

Eppure ogni sera noi in fondo accettiamo di dismettere il comando della nostra coscienza e di donarci a una piccola e transitoria “morte” della consapevolezza fiduciosi che quanto avverrà a nostra insaputa andrà a nostro beneficio nella giornata successiva. È anche un momento di separazione, soprattutto per coloro che dormono insieme: darsi la buonanotte ogni sera significa in fondo rendere questa separazione un momento non di distanza ma di maggiore contatto e vicinanza salutandosi proprio sulla “soglia” di quel mondo privatissimo e oscuro che è l’inconscio a cui ci abbandoniamo ogni sera nel sonno.

Cosa c’è di più bello, dunque, dell’augurare una buonanotte dolce alle persone che amiamo?

“Avere qualcuno a cui poter dire “A domani” tutte le notti non è una cosa da poco. È mettersi a letto e sapere che anche se ci si sente soli, non si è mai soli.”
(Marilyn Monroe)

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Perché dare la buonanotte agli amici

Può trattarsi di dare la buonanotte a un ragazzo o a una ragazza in una relazione di coppia, ma anche di dare la buonanotte a un’amica. A volte dare la buonanotte in modo originale può “rinverdire” un gesto apparentemente scontato o abitudinario: che sia lasciare un biglietto, inviare un’immagine o condividere un pensiero profondo. Tutti questi accorgimenti, e anche altri, non fanno altro che “personalizzare” quel piccolo augurio che stiamo facendo rendendolo un momento di condivisione emotiva o un’occasione per rinnovare ancora una volta la natura dell’affetto che ci lega all’altro. Soprattutto se si è distanti fisicamente, stiamo rivelando di star pensando all’altro di averlo nel cuore, oltre che nella mente.

Augurare la buonanotte a chi amiamo può rivelarsi un gesto di grande intimità.

“Buonanotte, buonanotte! Separarsi è un sì dolce dolore, che dirò buonanotte finché non sarà mattino.” (William Shakespeare – Romeo e Giulietta).

Cristina Rubano





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