Wisława Szymborska è stata una poetessa polacca molto conosciuta. Le sue poesie riescono a toccare l’anima di chi le legge e a smuovere la sua interiorità. Chi si affida alle sue parole prova tenerezza, delicatezza, meraviglia. Il grande potere artistico di questa donna è stato quello di essere riuscita ad affrontare tematiche quotidiane con grande umanità, bellezza e originalità riuscendo a commuovere nel profondo chi sperimenta il suo stile letterario.

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L’amore secondo Wisława Szymborska

uomo che legge un libro
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Per Wislawa Szymborska l’amore tra due persone non è mai casuale: il destino ha lavorato silenziosamente affinché ci fosse quell’incontro e quell’unione tra anime. E magari si è anche divertito a creare coincidenze, sorprese, eventi particolari per portare le persone a trovarsi (o ritrovarsi per chi crede nella reincarnazione) proprio in quel modo, in quel luogo e in quel preciso tempo.

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La poesia sull’amore improvviso di Wislawa Szymborska ci fa compiere un vero e proprio viaggio a ritroso nei panni di un ipotetico osservatore che assiste al meraviglioso spettacolo delle coincidenze ricamate dal destino. E quanta sorpresa, felicità e bellezza si prova ad assistere alle azioni divine messe in atto per far incontrare due persone, quanta tenerezza a pensare che tutto l’universo agisce per noi, per farci compiere le nostre missioni di vita!

La poesia che ora vi facciamo leggere è una carezza all’anima, un abbraccio di fiducia verso gli eventi che viviamo, un invito ad essere più attenti agli indizi che l’universo ci invia, ad osservarli con gratitudine, con rispetto, con Amore.

Amore a prima vista

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E’ bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.

Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?

Vorrei chiedere loro
se non ricordano –
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
uno “scusi” nella ressa?
un “ha sbagliato numero” nella cornetta?
– ma conosco la risposta.
No, non ricordano.

Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.

Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.

Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all’altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell’infanzia?

Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

Wisława Szymborska