Che si tratti di un amico, di un figlio o di un partner, fidarsi delle persone può non essere affatto facile. Spesso dopo aver ricevuto una delusione da chi amiamo tendiamo a chiuderci in noi stessi e a mantenere un riserbo che interrompe la comunicazione e allontana l’altro. A volte però può darsi che non tutto sia perduto: ci siamo rintanati nel nostro “bozzolo” solo aspettando che l’altro si faccia avanti, insista oltre la nostra apparente chiusura e faccia o dica qualcosa che ci aiuti a riconquistare la fiducia.

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Che idea abbiamo di fiducia?

Vorremmo poterci fidare e affidare totalmente a chi amiamo, donargli completamente la nostra anima, sentirci custoditi da quell’affetto fin nel profondo. Eppure dobbiamo mettere in conto che presto o tardi la vita ci esporrà a piccoli e grandi “tradimenti”.

Nessuno di noi ne verrà risparmiato, come mai?

Innanzitutto perché nella vita le persone inaffidabili, poco oneste o i manipolatori affettivi destinati a tradire qualunque fiducia esistono. La cosa importante non è evitare a priori (come potremmo?) questi individui, ma cosa fare di questi “sfortunati” incontri. Sappiamo riconoscerle e, dunque, distaccarcene per cercare altrove o rimaniamo a lungo o ripetutamente imbrigliati in relazioni tossiche e deludenti da cui non riusciamo a staccarci? Saper riconoscere quali sono le persone “buone per noi, saper mantenere relazioni durature con esse ed essere in grado di chiudere relazioni inadeguate è una competenza personale e sociale essenziale per affrontare la vita (OMS, 1998).

“In ogni cosa, la fiducia che si sa ispirare costituisce la metà del successo. La fiducia che si avverte è l’altra metà”.

Victor Hugo

Il rapporto di fiducia nelle relazioni

Riporre fiducia nelle relazioni affettive, anche quando queste si rivelano sintoniche e soddisfacenti, non ci protegge da possibili delusioni. Un rapporto di fiducia si fonda sull’onestà e la genuinità dei sentimenti e delle intenzioni reciproche, tuttavia non rende le persone immutabili e perennemente uguali a loro stesse. Il partner, l’amico del cuore, i figli continueranno a volerci bene ma muteranno nel corso della loro esistenza, faranno scelte e adotteranno comportamenti, dentro e fuori la relazione, che potranno sorprenderci, amareggiarci o lasciarci profondamente risentiti. Ma questo è in realtà inevitabile che accada, il fatto che qualcuno si riveli degno della nostra fiducia non significa che possa garantirci di corrispondere sempre in tutto e per tutto alle nostre aspettative.

Anche le persone più intime e a cui siamo più affettivamente legati, come un partner ad esempio, rimangono persone diverse, separate da noi, che non potremo mai conoscere del tutto e che serbano pensieri, sentimenti e intenzioni che non ci saranno mai completamente trasparenti. Tutto questo spesso non viene considerato realmente nella costruzione della sacralità dell’intimità affettiva, si ricerca la fusione idilliaca di due anime in una ed ecco che allora ogni differenza o divergenza rischierà di incrinare questo preteso “idillio”, di alimentare delusione e mancanza di fiducia difficili da ricucire.

Perdere la fiducia a seguito di un cambiamento

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A volte il partner, l’amico o un figlio sembrano farci dei clamorosi “voltafaccia” che in realtà poco hanno a che fare con il loro affetto nei nostri confronti. Si pensi ai figli adolescenti che per individuarsi hanno bisogno di creare provocatorie “rotture” con le attese e le abitudini familiari. Anche se non è più evidente, l’affetto per i genitori è ancora presente ma è mutato in relazione ai loro bisogni di indipendenza e di crescita: a tratti sono ancora quei bambini dipendenti che cercano nei genitori un rifugio sicuro; in altre circostanze dei giovani ragazzi “ribelli” che ricercano negli adulti soprattutto occasioni di riconoscimento e confronto per acquisire autostima e arrivare ad avere fiducia in sé stessi.

Accade anche nella vita di coppia, più spesso di quanto non si possa pensare. Siamo abituati a immaginare il tradimento in amore nei modi più “convenzionali”. In realtà è la vita stessa che ci confronterà con piccoli fisiologici “tradimenti” ogni volta che una fase del ciclo di vita, l’emergere di un nuovo bisogno, il mutare di determinati assetti esistenziali porterà e modificare anche gli equilibri all’interno della coppia. Pensiamo alla nascita di un figlio. Si tratta di un evento della vita di molte coppie che implica il passaggio dall’essere in due all’essere in tre. Ciò vuol dire che l’unione e la dedizione tra i partner non si esaurisce più nel reciproco soddisfacimento di desideri e bisogni, ma si richiede che la coppia costruisca una nuova fonte di complicità basata sul prendersi cura del figlio, addirittura di sviluppare in lui la fiducia.

Non di rado, prima che questo “aggiustamento” sia compiuto, alcuni partner possono avere la sensazione di non essere più amati come prima, perché le attenzioni dell’altro/a sono ora rivolte al figlio o perché egli/ella ricerca distrazioni fuori dalle mura domestiche invece di dividere le responsabilità e le fatiche richieste dalla nuova genitorialità. È l’affetto, il sentimento che è venuto meno? Probabilmente no, ma il partner sta adottando strategie di adattamento, dentro e fuori la coppia, che non ci aspettavamo, che in qual momento di deludono perché non collimano con le nostre.

“Se ami una persona lasciala andare, perché se ritorna è sempre stata tua. E se non ritorna, non lo è mai stata”.

(Khalil Gibran)

La fiducia in amore

In circostanze di questo genere, specie quelle che riguardano la coppia, è facile chiudersi nel rancore, perdere fiducia e manifestare delusione e amarezza. In questo isolamento si spera in realtà che il partner si riavvicini e ricucia l’intimità emotiva che stata incrinata. Il rischio però è questo atteggiamento provochi un ulteriore distanza interrompendo le occasioni di dialogo e confronto fra i due partner.

Sono proprio questi i momenti in cui paradossalmente è necessario sviluppare una fiducia ancora maggiore nell’altro: solo continuando a credere delle qualità della persona che abbiamo davanti è possibile aprirsi ad un dialogo costruttivo nel quale, se i partner sapranno mantenere la stima reciproca, potranno rinegoziare efficacemente le proprie posizioni all’interno della relazione amorosa.

“Se ami una persona, come puoi distruggere la sua libertà? Se hai fiducia in una persona, hai fiducia anche nella sua libertà.”

(Osho)

Cristina Rubano

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Psicologa, specialista in Psicologia della Salute e Psicoterapeuta. La sua attività di psicologa si unisce all'interesse per ambiti e settori variegati tra loro. Trova che la saggezza e lo spirito delle culture orientali possano insegnare molto alla frenesia della mente occidentale, ha fatto esperienza di tecniche di meditazione e collabora con associazioni che si occupano di diffondere questa pratica. Da diversi anni conosce e pratica il Training Autogeno – il così detto “yoga occidentale” – e svolge corsi di addestramento a questo e ad altri metodi di rilassamento. Si occupa inoltre di psicologia dell'alimentazione, sia in ambito clinico che di prevenzione e promozione del benessere psicologico. Le piace pensare alla sua non solo come una professione d’aiuto, ma una competenza messa al servizio della realizzazione delle persone affinché possano ampliare le proprie capacità di scelta, raggiungere i propri obiettivi e intravederne sempre di nuovi. “La felicità è una cosa nella quale ci si deve esercitare, come col violino”. (John Lubbock) Il suo sito web è www.cristinarubano.it