Ci sarà una luna blu la notte del 31 ottobre?

Oggigiorno sentiamo parlare di “Blue Moon” o Luna Blu come il secondo plenilunio di un mese solare, ma questo appellativo non è del tutto corretto. In realtà la Luna blu sarebbe la terza luna piena (su un totale di quattro) che avverrebbe durante una stagione, tempo trascorso tra un equinozio e un solstizio. Questa tredicesima Luna costituirebbe di fatto un evento astronomico straordinario che si ripeterebbe ogni 3 anni circa.

Luna blu

Per poter ammirare una vera Luna blu dovremo quindi aspettare ancora un po’: il 22 agosto del 2021.

La Luna blu costituisce quindi un evento eccezionale: eccezionalità che ritroviamo nella tradizione popolare con l’espressione “once in a blue moon”, ovvero, “una volta ogni luna blu”. Anche se non ci è dato sapere con esattezza l’origine di questo appellativo, alcuni studiosi hanno rintracciato l’uso più antico documentato finora in alcune pagine di un volantino intitolato “Rede Me and Be Not Wrothe” del 1528, nel quale veniva attaccato con violenza il clero britannico. Il brano che avrebbe dato origine a questo nome recitava:

“If they say the moon is blue / We must believe it’s true”
(Se dicono che la luna è blu / Dobbiamo credere che sia vero)

Come detto in precedenza, la tredicesima Luna si riferisce ad un evento astronomico, l’errore  secondo il quale la Luna blu sarebbe il secondo plenilunio in un mese solare, e non il terzo di quattro in una stagione, avrebbe origine in una pubblicazione del 1946 di Sky & Telescope, un periodico americano di astronomia amatoriale.

Anche se questa Luna del 31 ottobre non sarà una vera Luna blu, rimarrà comunque una Luna magica e molto significativa.

La notte del 31 ottobre ci sarà la “Luna degli antenati”

Questo plenilunio ha diversi nomi, è chiamato Luna degli Antenati, Luna Oscura, Luna della Nebbia, Luna del Castoro, Luna del Dolore, Luna Matta, Luna dei Cervi che perdono le corna. [Fonte]

Giungono le prime mattine immerse nella nebbia. L’autunno si fa sempre più profondo, il freddo avanza, la terra si copre sempre più di foglie morte. Tutto ciò che cade non muore, ma diventa nutrimento, torna nel ciclo della vita, al di là di una fine apparente. Tutto ciò che si decompone è offerto alla terra, la rende più ricca, protegge le radici dal freddo, le manterrà riparate per le future lunghe notti d’inverno. Tutto ciò che decade si trasforma. La natura porta il nostro sguardo verso il basso, verso la terra profonda e oscura, verso ciò che è nascosto, verso il mistero della trasformazione.

Questo plenilunio segna un momento importante: il passaggio dall’esteriorità all’interiorità, regno dello Scorpione, segno d’acqua che lascia la sua impronta sul volto illuminato della Luna in Toro. Gli astri ci invitano a prendere consapevolezza delle porte dell’Ade, il regno dei defunti e dei misteri della Vita al di là di ciò che chiamiamo “morte”.

Ci ricordano che ogni cosa in natura contiene il seme del suo opposto: nel seme che dorme, nascosto sotto una terra fredda, immobile e silenziosa, sonnecchia la nuova primavera. I nostri defunti sono nascosti al nostro sguardo ma una parte di loro rimane qui: il seme della loro memoria sonnecchia nel nostro cuore.

“Se guardi profondamente nel palmo della tua mano, vedrai i tuoi genitori e tutte le generazioni dei tuoi antenati. Tutti loro sono vivi in questo momento. Ognuno è presente nel tuo corpo. Tu sei la continuazione di ciascuna di queste persone.”
(Thich Nhat Hanh)

Questi giorni vedono anche la celebrazione di diverse festività dedicate ai defunti: il Dìa de Muertos, Samhain, Ognissanti. I defunti vengono ricordati con amore. È un momento importante per le famiglie che, il tempo magico di una notte, tornano al completo. Lo scorrere del tempo si ferma e il passato si mescola al presente in un abbraccio caldo come i ricordi felici.

Come accogliere al meglio l’energia di questa Luna

Questa notte ci invita ad accogliere il dono del cambiamento, della trasformazione profonda e della comprensione del mondo che, anche se separato da un velo d’illusione che Madre Natura traduce in nebbia, è uno: la realtà è l’insieme di ciò che vediamo con gli occhi e sentiamo col cuore. Non possiamo vedere o abbracciare i nostri avi ma sono con noi, sono la vita in ognuna delle nostre cellule, sono le orme che ci hanno portato fino a qui, sono le nostre fondamenta, le nostre radici.

Questo è il momento di portare la nostra attenzione a queste radici, di riconoscerle, accoglierle con gentilezza, onorarle, provare nei loro confronti amore e compassione.

La lezione che la natura ci insegna in questo periodo è iniziatica: la morte è un rito di passaggio, è una transizione. La nebbia che cala è un velo che cela il mondo allo sguardo ma non alla percezione. Questo è il momento di chiudere gli occhi per risvegliare la visione interiore, è il momento di sentire il mondo, viverlo dentro di noi, addentrarci nella nostra selva oscura per accogliere la nostra parte di mistero e per diventare quel ponte che mette in comunicazione il nostro passato col nostro futuro.

Siamo il seme piantato nel mondo dai nostri antenati ma dentro di noi vibra un sogno. Siamo i custodi di un tesoro inestimabile che ha attraversato i secoli, possiamo averne cura nutrendo in noi il fuoco della memoria, al chiaro di Luna.

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in discipline bio-naturali
www.risorsedellanima.it