“Che cos’è il coraggio? All’inizio non c’è molta differenza tra un uomo coraggioso e un codardo. L’unica differenza è che il codardo ascolta le proprie paure e le asseconda; invece l’uomo coraggioso mette da parte le proprie paure e va avanti. L’uomo coraggioso entra nell’ignoto, malgrado le proprie paure.

La vita non segue la tua logica e procede, indisturbata, per la sua strada. Tu devi ascoltare la vita; non sarà mai la vita ad ascoltare la tua logica, non la degna della benché minima attenzione.

La parola “coraggio” è molto interessante: viene dalla radice latina cor, che significa “cuore”; quindi essere coraggiosi significa vivere con il cuore.

Il problema reale non è il coraggio, il problema reale è questo: il conosciuto è morto, l’ignoto è il vivente. Aggrapparsi a ciò che si conosce significa vivere aggrappati a un cadavere. Liberarsi da quell’attaccamento non richiede coraggio; in realtà, richiede coraggio continuare ad aggrapparsi a un cadavere.

Quando il nuovo bussa alla tua porta, aprila! Il nuovo ti è sconosciuto. Potrebbe esserti amico, potrebbe esserti nemico, chi può dirlo? Non hai modo di saperlo! L’unico modo per saperlo è lasciare che ti accada. Da ciò nascono le apprensioni e la paura.”

(Il coraggio – Osho)

I bambini lo fanno sempre. Seguono il proprio cuore. E lo fanno naturalmente, senza alcun sforzo mentale o emotivo.

Gli adulti invece trascorrono il tempo ad utilizzare la mente per pianificare, progettare, prevedere. E chiamano “coraggio” il seguire i piani della logica: perché ci vuole fatica a farlo, perseveranza continua, grande dispendio di energia.

Ma non abbiamo capito nulla.

Essere coraggiosi vuol dire seguire il proprio cuore, quello che fa vibrare la nostra Anima, andare per quella strada che non conosciamo ma che ci sta chiamando da chissà quanto tempo.

E il coraggio, inteso nel suo significato più profondo, non ci richiede fatica, non ci svuota, non ci stanca. Al contrario ci rigenera, ci rivitalizza, ci alimenta.

Dobbiamo solo fare il primo passo, quello più difficile, quello che ci spaventa perché ci conduce a fare un salto lontano da quello che pensiamo di essere. Ci costringe a muoverci, ad agire, a liberarci da abitudini e prigionie.

Ma se riusciamo a compiere questo primo passo inizieremo a percorrere la nostra strada con fluidità, con naturalezza, con un senso di liberazione.

Questo è il vero Coraggio. Quello che ci porta a seguire i segnali che il nostro corpo ci invia, quello che ci mette in allarme se ci sentiamo stanchi o tristi e ci invita a fermarci e ad ascoltarci per poter cambiare ciò che non va, per imboccare quel sentiero nuovo, per prendere quella decisione.

Non serve compiere chissà quali azioni per essere coraggiosi.

Basta ascoltarsi attentamente. Giorno dopo giorno. Ora dopo ora.

Il coraggio vive nella nostra quotidianità, nelle scelte di tutti i giorni, nelle emozioni che ci guidano a comprenderci.

Le emozioni sono i fari del nostro cammino.

Se sei sempre arrabbiato, c’è qualcosa da cambiare. Ma non in te, non sei tu ad essere sbagliato. Forse ti sei perso e devi riconquistarti, devi ritrovare la strada che ti riporti alla tua realizzazione.

Se ti senti un fallito è perché devi ancora imboccare la via della tua serenità. Allora ascoltati e cerca di capire cosa ti fa stare bene e cosa no e segui la prima via.

Dobbiamo spogliarci da scuse, storie che continuiamo a raccontarci, falsi timori.

Dobbiamo armarci di coraggio.

Metti a tacere la tua mente, fai agire il tuo cuore. Lui sa…

Elena Bernabe’