“Di solito, in molte occasioni, per convenienza, simpatia, costrizione o falsità, diciamo di sì. È la maniera peggiore per mettere in mostra la nostra personalità scadente. Bisogna avere il coraggio di dire no quando l’occasione lo richiede. Solo così non avremo rimpianti e saremo orgogliosi della nostra scelta. La vita è piena di sì sprecati e di no taciuti.”

Romano Battaglia, Incanto, 2008

Proviamo a pensare a quanti no e a quanti sì abbiamo detto nella nostra vita. C’è chi dice di no a tutto e chi invece non riesce a dirne nemmeno uno: la soluzione non è, come si può pensare, nel bilanciamento delle due risposte ma nel dire sì o no in modo autentico e vero.

“Le due parole più brevi e più antiche, sì e no, sono quelle che richiedono maggior riflessione.”

Pitagora, VI-V sec. a.e.c.

Imparare l’arte di dire no per affermare noi stessi

donna da sola che sorride con gli occhi chiusi
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Osservatevi e conoscetevi. Se siete inclini a dire sempre di sì, d’ora in poi mordetevi la lingua e rispondete con un “ci penserò”. Riflettete, ponderate il vostro stato d’animo, ascoltatevi e solo dopo fate una scelta consapevole. Vedrete che con il tempo saprete conoscervi così bene che la risposta autentica arriverà immediata. Non è difficile come sembra: basta seguire ciò che vi suscita un no o un sì in quella determinata sensazione ed agire di conseguenza senza sensi di colpa, con coraggio e con entusiasmo per essere riusciti a rispettarvi.

I sì non sono più facili dei no, dipende dalle situazioni. E’ più semplice e sbrigativo dire sempre di sì a tutto, ci fa apparire persone disponibili e aperte ma così facendo si rischia di dire no alla nostra vita, alla nostra essenza e ciò è un errore da non commettere mai! Un esempio significativo di un sì consapevole, ponderato e autentico (o almeno così dovrebbe essere!) è l’unione di due persone che hanno deciso vivere la propria vita insieme.

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Anche dire no a tutto può essere un modo apparentemente semplice e sbrigativo di vivere: rifiutando tutto non si vive nulla! Anche Friedrich Nietzsche ha scritto che “bisogna separarsi da qualsiasi cosa costringa uno a ripetere continuamente No”. Ma dire no in modo coraggioso e attento in tute quelle situazioni dove ci viene richiesto un sì ma noi non vogliamo è invece uno splendido modo di prendersi cura di noi stessi e della nostra anima.

“Mi sono scocciato di sottostare alla legge del vivere civile che ti assoggetta a dire sì senza convinzione quando i no, convintissimi, ti saltano alla gola come tante bolle d’aria.”

Eduardo De Filippo, Gli esami non finiscono mai, 1973

Ecco, facciamoli uscire questi no. Diciamoli con eleganza, fermezza e serenità perché saranno i nostri costruttori di serenità! Farli uscire da noi stessi non è uno sgarbo, non è un modo di essere scortesi ma una via autentica per farci conoscere, per liberare ciò che siamo davvero e questo fa del bene a noi stessi ma anche agli altri. Un no infatti non implica chiusura, al contrario apre uno spazio di riflessione, di possibilità di eventi, di conoscenza, crea una relazione trasparente, rafforza la fiducia nell’altro. Ha lo stesso potere di un sì ponderato.

Imparare a dire i nostri no e i nostri si vuol dire aver imparato ad osservarci, conoscerci a fondo, rispettarci, a non indossare maschere, a non rispettare regole non nostre. Sono parole che celebrano la nostra unicità o che l’annientano se pronunciate senza consapevolezza.

Per imparare quest’arte basta attenzione interiore alle proprie emozioni che emergono per raccontarci qualcosa di noi, giorno dopo giorno. I nostri si e i nostri no sono infatti attivatori importanti ed immediati del nostro sentire: percepitevi dopo averli pronunciati e capirete subito la strada da percorrere!

I no nelle relazioni

Pensate alla difficoltà dell’adulto di dire no ad un bambino. Nella nostra società si crede che tutti i no siano negativi, in realtà quelli coerenti e attenti portano ad un’educazione della vita più armoniosa e serena, fanno apprezzare davvero finalmente i sì (così poco apprezzati e dati per scontato perché detti sempre e senza consapevolezza!).

Dire no ad un bambino che si vuole arrampicare su un albero è un no dettato solo dalla nostra paura e perciò non educativo, ma dirlo ad una sua richiesta superficiale come l’acquisto dell’ennesimo gioco o vestito è il nostro compito genitoriale, vuol dire donare a lui la nostra fermezza, il nostro esserci al di là di ogni cosa materiale, fornirgli una lezione di vita che comprenderà no dopo no e che lo porterà ad illuminarsi in modo autentico dinnanzi ad un bellissimo sì, vuol dire accogliere il suo pianto di dispiacere non sentendoci in colpa ma sapendo di donargli una direzione, di fargli da guida, di essere per lui un punto di riferimento.

“Un no non è necessariamente un rifiuto dell’altro o una prevaricazione, ma può invece dimostrare la fiducia nella sua forza e nelle sue capacità.”

Asha Phillips, I no che aiutano a crescere, 1999

E quanto sono importanti i no in una relazione di coppia? Tanto quanto i sì detti con lucidità! Hanno il potere di rafforzare l’unione, di conoscerci l’un l’altro ancora di più, di non rischiare di fonderci con l’altro ma di mantenere ognuno la propria individualità e unicità. Come scrive anche Asha Phillips  “dire no può essere estremamente liberatorio per entrambi i partner, perché incoraggia le differenze di idee e offre un’occasione di cambiamento.”

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Cerchiamo allora di essere rivoluzionari nei nostri sì e nei nostri no, di essere autentici nelle nostre risposte, di trovare il coraggio di mostrarci veramente, sempre, tutti i giorni… sono le piccole ma grandi scelte quotidiane che rendono la vita degna di essere vissuta!

Elena Bernabè Scrittrice