“Quando un uomo simile a te cambia idea su ciò che ha detto un anno fa, o quattro anni fa, è una persona dalla mentalità aperta col coraggio di cambiare idea col cambiare della situazione. Quando un uomo che non ti piace fa la stessa cosa, è un bugiardo che ha infranto le sue promesse.”
— Franklin Pierce Adams

Non è possibile essere d’accordo su tutto con tutti, e arriva inevitabilmente un momento in cui ti ritrovi a pensarla diversamente rispetto agli altri; e qui puoi scegliere di rimanere fedele ai tuoi principi oppure nascondere ciò che pensi davvero, per amore del quiete vivere o per paura di deludere gli altri.

Essere sinceri o non esserlo? Avere il coraggio di mostrare ciò che si è realmente o nascondersi? Sono domande legittimi da porsi, soprattutto in una società dove l’apparire può condizionare pesantemente l’essere. Ma la domanda più importante da farsi è: vale davvero la pena di mentire a se stessi?

Il rifiuto ci fa paura: ecco perché abbiamo paura di deludere

I “no” ci fanno paura, perché non sappiamo come metabolizzarli. Ad ogni rifiuto ci sentiamo allontanati, sminuiti, emarginati. È come se quel “no” non fosse rivolto all’oggetto della discussione in corso ma a noi stessi, come se fossimo noi ad essere rifiutati.

Il problema è che, nella lingua italiana, “rifiuto” rimanda anche al concetto di “immondizia”; ogni rifiuto pesa molto sulla nostra autostima, ecco perché molti di noi preferiscono mentire a se stessi e rinnegare le proprie idee per evitare di deludere gli altri e sentirsi “scartati”.

→ Leggi anche: “Autostima. Potenziarla Gestendo le Emozioni e Avendo Cura di Sé”

La paura del rifiuto ci fa fare molte cose insensate: fare un lavoro che non ci piace, sposare una persona che non si ama, vivere in un paese che ci dà l’orticaria,…

Si comincia con dei piccoli compromessi e si finisce col rinnegare se stessi. E alla fine, l’unica cosa che ci rimarrà è la consapevolezza di aver vissuto malissimo e più per gli altri che per sé.

Questione di autostima

autostima e delusione

Per riuscire ad esporre le proprie idee, col rischio di deludere, senza sentirsi sminuiti per questo, bisogna essere sicuri del proprio valore, avere un’autostima stabile ed equilibrata, riconoscere che la nostra differenza non è una colpa.

Apro una parentesi: chi ha un’autostima sana, equilibrata e stabile non teme di rimettersi in questione e cambiare idea se vede che i suoi ragionamenti possono migliorare; ciò non significa che cambia casacca: semplicemente, non difenderà la sua idea a spada tratta se sa di sbagliare. È una semplice questione di onestà intellettuale.

→ Leggi anche: “Cambiare idea non è solo un tuo diritto ma anche una prova di maturità.”

Perché è meglio deludere da sinceri che soddisfare da bugiardi

Provare a soddisfare gli altri mentendo a te stesso, a lungo termine, significa farti violenza, rifiutare una parte della tua identità, non riconoscere il tuo valore.

In poche parole, significa perdersi. E per ritrovarsi poi, ci vorrà un lungo percorso di recupero che ti farà rimpiangere di aver dato così poca importanza al tuo vero essere. A fare compromessi su ciò che sei, l’unica persona che ci perderà sei tu!

controllo

Ecco perché a volte è meglio deludere

  1. A rinnegare ciò che sei a favore degli altri, non vivi la tua vita ma un’esistenza fatta di bugie ed illusioni per piacere a delle persone che ti apprezzano solo perché rifletti ciò che sono o vorrebbero essere. E già questo dovrebbe bastarti come ragione, no?
  2. Ad acconsentire a ciò che non ti risuona, ti circondi di persone che sono in contrasto con te e che non potrai fare altro che deludere comunque, ma nello stesso tempo tieni alla larga i tuoi “pari”.
  3. Se basi le tue relazioni su delle fondamenta di carta fatte di bugie e segreti, non potrai sperare di trovare delle persone sincere e fidate sulle quali contare, perché anche se sei bravo/a a nascondere il tuo gioco, gli altri sentiranno a naso che qualcosa non quadra. Lo sai perché? Se fuori di te esprimi il contrario di ciò che senti dentro, il tuo corpo tradurrà questo conflitto interiore e si manifesterà attraverso il tuo linguaggio corporeo o non-verbale. Il guaio è che il linguaggio corporeo, ovvero ciò che non dici, conta per un buon 55% sul totale del tuo messaggio (contro un misero 7% del linguaggio verbale, ovvero ciò che dici); ecco perché quando ti capita di avvertire questo conflitto in altre persone, non li accordi la tua fiducia: al livello di pelle, senti che qualcosa non va.
  4. A furia di abbracciare sistemi di pensiero diversi dai tuoi, non riuscirai più a pensare con la tua testa e non capirai più chi sei e cosa vuoi dalla vita.

non augurare del male

Essere autentico significa soprattutto rispettare te stesso

Alla fine dei conti, il problema maggiore che potresti dover affrontare soddisfacendo gli altri con le tue bugie, è quello di mentire a te stesso/a, facendo violenza a ciò che sei, a ciò che conta realmente per te. Significa cancellarti di fronte ad alcune persone che magari non sopporterebbero tutti i tuoi colori, ma è una perdita di tempo.

È meglio essere liberi di essere se stessi con pochi che accettati da tutti ma con le mani legate; dopotutto è una questione di rispetto verso di te e gli altri: se sarai autentico, e non la fotocopia sbiadita di qualcun altro, di sicuro intorno a te ci saranno meno persone ma saranno più sincere, fidate e ti accetteranno per ciò che sei. Completamente.

“Quando siamo davvero noi stessi, tante persone si allontanano, ma questo crea lo spazio necessario affinché le persone giuste possano arrivare.”

 

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e shamanic storyteller
www.risorsedellanima.it