La leggenda narra che Galeno chiamò Timo la ghiandola che si trova nella parte alta del torace perché gli ricordava un mazzetto di timo, e pare che il nome della pianta derivi dal fatto che veniva spesso bruciata per innalzare il fumo purificatorio verso gli dei, non a caso la parola Thymos pare abbia origini indo europee, infatti ai tempi di Socrate e Platone si pensava derivasse da dheu che significa fumare, alzarsi in una nuvola.

Il tutto sembra collegato perché la ghiandola Timo è quella che regola l’entusiasmo giovanile, la fantasia, lo scherzo, l’allegria e pare che crescendo questa ghiandola tenda all’atrofia a causa delle responsabilità che soffocano l’entusiasmo.

Durante la nostra vita ci capita di incontrare persone adulte spumeggianti e piene di vita, sono quelle che hanno il Timo ancora funzionale, sono persone che amano vivere, piene di energia e ottimismo, radiose… il problema è che non sono tante, anzi se ne incontrano sempre meno.

Appartenente al sistema linfatico e immunitario, questa ghiandola endocrina pesa circa 30-40 grammi e si trova tra lo sterno ed i grossi vasi che escono dal cuore, la sua attività massima la ha durante l’adolescenza e poi inizia a regredire.

ghiandola Timo

Gli ormoni prodotti dal timo agiscono in particolare sullo sviluppo di scheletro e muscolatura, sul cuore e sui vasi sanguigni, sull’apparato genitale, e su altre ghiandole endocrine, tra cui la tiroide. Inoltre interviene anche nella produzione di alcune cellule linfatiche del sangue e svolge un ruolo importante per l’accrescimento corporeo nei primi anni di vita, e influenza lo sviluppo sessuale.

Gli antichi saggi credevano che la nascita di aspirazione, entusiasmo, amore e fantasia fossero tutte collegate all’altare interiore, situato proprio sopra il cuore, da allora se ne è fatta di strada in campo medico ma ancora negli anni ’50 era un organo poco conosciuto, anzi negli adulti si pensava non avesse nessuna funzione, forse anche per la grossa peculiarità di atrofizzarsi molto velocemente se la persona è sottoposta a grande stress o ad una malattia, infatti essa può ridursi anche del 50% (reazione generale allo stress descritta da Hans Selye “Stress without distress, New York, J.B.Lippincott Company, 1974”).

Oggi però il Timo acquisisce nuova forza in campo medico, evidenze scientifiche infatti hanno dimostrato come questa ghiandola sia importante per la difesa immunitaria, grazie alla sua capacità di portare a maturazione vari tipi di linfociti, finalizzandoli a distruggere i patogeni intracellulari (linfociti T) il cosiddetto processo che distrugge le cellule malate e risparmia quelle sane.

Sostanzialmente questo organo serve per regolare il flusso di energia del nostro corpo, per questo molti ne parlano come l’anello di congiunzione tra mente e corpo.

Pensateci, quando vi trovate in condizione di stress la vostra energia vitale subisce un calo drastico, questo è dovuto proprio al restringimento di questa ghiandola; allo stesso modo quando non siamo sottoposti a stress e la ghiandola è al massimo delle proprie funzioni, ci sentiamo carichi e in forma.

ghiandola Timo

Ma possiamo agire sulla ghiandola Timo per fare in modo che non si atrofizzi?

La risposta è sì.

Il primo aiuto arriva dall’agopuntura e dallo studio dei meridiani dell’energia vitale (il “Chi”), attraverso queste linee infatti scorre l’energia controllata dal Timo e influenzata dalle emozioni. Se fossimo in grado di percepire un calo di energia vitale potremmo prevenire l’insorgere di una malattia, infatti gli squilibri a livello energetico portano, a lungo andare, allo sviluppo di una patologia.

Il Timo debole quindi influenza questi squilibri energetici e impedisce l’attivarsi di un processo di guarigione o prevenzione. Per mantenere un Timo attivo ci vuole prima di tutto la volontà di guarire, ogni terapeuta dovrebbe partire da qui quando visita un paziente, infatti attivare la voglia di stare bene dovrebbe essere il primo passo per affrontare qualsiasi cosa; sembra scontato, chi non vuole stare bene? Eppure oggi la medicina tende a mantenere in vita persone malate più che persone vitali.

Attivando la ghiandola del Timo si attiva la voglia di vivere, la forza di combattere e questo aiuta la guarigione e si ottengono miglioramenti molto più velocemente.

Come attivarla?

Per prima cosa dovremmo riuscire a riconoscere quello che ci stressa, quello che non ci fa vivere pienamente, ci stanca e ci ammala, sostanzialmente quello che ci ruba l’energia vitale. Una volta riconosciuto il nemico dovremmo riuscire a mettere dei paletti, ad allontanarlo e a sconfiggerlo, in modo che l’energia vitale ricominci a fluire normalmente nel corpo e la ghiandola Timo torni a funzionare al 100%.

Inoltre la sua funzione immunitaria è sostenuta da un adeguato apporto di vitamina A che possiamo trovare in molti ortaggi e frutti come carote crude, spinaci, cavolo, broccoli, verze, aglio, olio di germe di grano, prezzemolo, tarassico, crescione, zucca, spinaci freschi, cicoria, pomodoro, lattuga, melone, albicocca, pesca, arancia e anguria.

ghiandola Timo

Ora non vi resta che pensare a cosa vi sta rubando l’energia e mentre lo fate gustatevi una deliziosa insalata mista ricca di vitamina A, ritroverete così la vostra energia vitale e aiuterete la ghiandola Timo a non atrofizzarsi!

Articolo scritto da Valeria Bonora – valeria2174.wix.com