L’entrata del Sole nel segno del Toro indica che siamo nel cuore della primavera. Tutta la natura si è ricoperta di fiori, gli alberi sfoggiano corpose chiome, il tempo è più mite. Siamo al riparo dai colpi di coda dell’inverno e possiamo guardare ai prossimi giorni con un maggiore senso di serenità.

La parola d’ordine di questo periodo è “crescere”. Se il tempo può sembrarci ancora pazzerello, offre tuttavia alla natura tutto ciò di cui ha bisogno nutrendo la vegetazione con piogge e giornate soleggiate che permettono una crescita rigogliosa, veloce e sicura. Il Toro rispecchia l’energia naturale di questo periodo e focalizza la sua energia su tutto ciò che serve per costruire, nutrire, realizzare.

I nati sotto il segno del Toro: i realizzatori dello Zodiaco (21 aprile – 20 maggio circa)

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Il Toro è un segno terreno, concreto, che non teme il duro lavoro, è forse lento ma anche solido e con i piedi ben piantati a terra, come i buoi che aravano i campi una volta. Chi nasce in questo periodo dell’anno può contare su una forza interiore più unica che rara che lo porterà a concretizzare i suoi sogni. Non progetterà forse di raggiungere le cime più ambite ma ciò che si prefiggerà, presto o tardi, lui lo raggiungerà. I suoi doni sono la pazienza, la stabilità, la concretezza, la forza.

Il Toro è il secondo segno dell’anno astrologico, primo segno di terra, primo segno fisso. La casa astrologica di cui è il guardiano ci parla di tutto ciò che è materiale: il denaro, le risorse, i beni materiali, l’ambiente, ecc. È il custode della materialità, di tutte le risorse che hanno per scopo la costruzione, la realizzazione, la crescita. La lezione del Toro in questo ambito è preziosa perché lui non spreca la sua energia, la investe perché deve fruttificare.

Le sfide dei nati nel segno del Toro

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Il Toro è governato da Venere, dea dell’amore e della bellezza. Ha buon gusto, in tutti i sensi. Ama l’arte, la gastronomia, l’amore, ama godersi la vita nelle sue mille sfumature. In questo segno Giove si trova in esaltazione e gli porta ottimismo e generosità ma anche la tendenza ad essere un po’ troppo edonista: è un cultore dei piaceri della vita, tutto ciò che è bello e buono lo attrae e potrà diventare il suo punto di debolezza se si lascerà andare all’esagerazione.

Marte e Plutone sono in esilio indicando il suo punto debole: la lezione dello Scorpione sarà la sua sfida più grande. Il realizzatore si scontra con l’energia distruttrice dello Scorpione che invita i nati del Toro a volgere lo sguardo verso le profondità del mondo sotterraneo ed inconscio mentre loro sono abituati a lavorare, non a meditare o a disfare ciò che hanno intorno.

La sfida del Toro sta quindi nel comprendere che l’esteriorità affonda le radici nell’interiorità, mentre l’agire si basa sull’essere. Lo Scorpione incentiva il Toro, nel suo opporsi a lui, a creare basi equilibrate, sane, indistruttibili nella loro capacità di rinnovarsi in continuazione perché nulla dura per sempre. Occorre saper reinventarsi, rinascere come la fenice. E lasciare andare.

Ciò che forse il Toro fatica ad apprezzare è la caducità del mondo, ma la vita non avrebbe lo stesso valore se non ci fosse la morte. E nell’integrare le lezioni di ciò che gli è opposto, il Toro può creare qualcosa che durerà in eterno e crescere sia fuori che dentro di sé.

Il compito karmico del segno del Toro: dare forma al mondo

Secondo l’astrologia karmica, il segno solare rappresenta la porta che attraversa la coscienza per incarnarsi nel mondo e sarebbe portatore di doni, talenti ma anche di sfide, di una missione che le sarebbe propria.

Nel suo libro Astrologia Karmica, nodi lunari e reincarnazione, Martin Schulmann illustra il compito karmico del Toro. Secondo il racconto dell’autore, un giorno, Dio riunì i 12 segni per affidare ad ognuno di loro un seme di vita. Si avvicinarono uno ad uno a lui per ricevere i doni che egli aveva assegnato a loro. Il Toro fu il secondo a presentarsi al suo cospetto, così Dio gli disse…

A te, Toro, io do il potere di far fruttificare il seme. Il tuo lavoro è della massima importanza; richiede tutta la tua pazienza perché dovrai portare a termine ciò che è stato intrapreso, altrimenti vedrai i semi portati via dal vento. Non dovrai dubitare, né cambiare parere lungo il cammino, né dipendere dagli altri per il lavoro che ti assegno. Per questo Io ti dono la Forza. Usala con saggezza”.

I miti della costellazione del Toro: Asterione e l’eredità del toro di Creta

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Il mito della costellazione del Toro ci racconta la storia di un toro bianco di origine divina: il toro di Creta. Da alcuni definito come un mostro che soffiava fuoco dalle narici, questo toro compare in diversi miti, tra cui la settima fatica di Ercole. Per alcuni autori, fu il toro di Creta a portare in groppa Europa, figlia di Agenore, attraverso il mare su ordine di Zeus. Secondo il drammaturgo Euripide, il toro di Creta non era altro che Zeus in persona sotto mentite spoglie che prese le sembianze di questo toro magico per ingannare Europa e rapirla.

Europa fu portata in Creta da Zeus che si unì a lei. Da questa unione nacquero tre figli: Minosse, Radamanto e Sarpedonte che furono tutti adottati da Asterione, re di Creta che sposò Europa quando il dio l’abbandonò.

Minosse, figlio di Europa, volendo salire al trono chiese a Poseidone un animale da sacrificare agli dei per avere il loro favore. Il dio del mare gli mandò un meraviglioso toro bianco, il toro di Creta. Minosse fu talmente incantato dalla bellezza dell’animale che si rifiutò di sacrificarlo agli dei. Per vendetta, Poseidone ispirò una passione perversa per l’animale a sua moglie, Parsifae, che fece di tutto per unirsi all’animale. E ci riuscì. Mesi dopo, partorì un mostro, un essere con la testa di toro che tutti noi conosciamo come il Minotauro ma il cui vero nome era … Asterione.

Curiosità: Asterione deriva da Ἀστέριος (Asterios), che significa “stellato”. Ecco un mito ricco di simboli!

Fonti:

Costellazione del Toro: stelle principali e mitologia
• Martin Sculmann, Astrologia Karmica, vol.1, nodi lunari e reincarnazione, i pianeti retrogradi, ed. Mediterranee.
• Nadia Julien, Dictionnaire des mythes, mémoire de l’humanité: notre héritage collectif, ed Marabout.
Il Toro, l’archetipo della concretezza

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in Discipline Bio-Naturali
www.risorsedellanima.it