L’anno bisestile, che si caratterizza per la presenza di un giorno in più, nasce per correggere lo slittamento stagionale, evitando che ogni quadriennio si aggiunga un giorno di ritardo. Attraverso questo stratagemma introdotto per la prima volta nel calendario giuliano, si ottengono gli anni bisestili, che si riaffacciano ogni 4 anni e durano 366 giorni. Il giorno in più è stato inserito nel mese di febbraio.

Ma esso è noto anche per la sua nomea infausta: la superstizione lo vuole sfortunato sebbene in molti lo ritengano piuttosto un anno a potenza amplificata, come suggerisce Simon and The Stars, secondo il quale gli anni bisestili “segnano una piccola pietra miliare nel percorso di vita di ognuno di noi e magari – perché no – nel cammino dell’umanità.”

Le origini

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Nell’ottavo secolo a.C. l’anno civile era composto da 304 giorni per un totale di 10 mesi. Ad aggiungere gennaio e febbraio fu Numa Pompilio, portando l’anno a un totale di 355 giorni, durata dell’anno lunare. Sussistendo una differenza di una decina di giorni fra anno solare e civile, nel 46. a.C Giulio Cesare inaugurò su suggerimento dell’astronomo Sosigene, il calendario giuliano. Ed ecco che l’anno venne diviso in 365 giorni con l’aggiunta di un giorno ogni 4 anni. Quest’ultimo venne chiamato anno bisestile poiché il giorno raddoppiato era il cosiddetto “sextus”, il sesto giorno precedente le calende di marzo. Doppio sesto equivale a bisesto.

In realtà anche il calendario giuliano creava confusione e così, nel 1582, papa Gregorio XIII creò il calendario gregoriano, quello attualmente in uso. Se nel calendario giuliano l’anno bisestile si presenta ogni 4 anni, nel calendario gregoriano vengono eliminati 3 anni bisestili ogni 400 anni di calendario. Questa modifica permette di ottenere una durata media dell’anno corrispondente a 365, 24 giorni anziché 365, 25 giorni. Di seguito la formula per calcolare l’anno bisestile secondo il calendario gregoriano: “Un anno è bisestile se il suo numero è divisibile per 4, con l’eccezione degli anni secolari (quelli divisibili per 100) che non sono divisibili per 400.

Anno bisesto, anno funesto: è davvero così?

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Le credenze popolari più diffuse ritengono l’anno bisestile di cattivo auspicio ma il motivo non è chiaro. Secondo la maggioranza delle interpretazioni febbraio, per gli antichi romani, era l’ultimo mese dell’anno, dedicato ai riti dei defunti che gli valsero il nome di “mensis feralis”. Difatti una delle cerimonie celebrate in questo mese era la “feralia”. Da qui sarebbe derivata la superstizione della sfortuna attribuita a questo periodo. Nel XV secolo il medico Michele Savonarola, notando una capillare diffusione delle epidemie negli anni bisestili, affermò che fossero sfortunati. In realtà non tutte le tradizioni popolari attribuiscono loro un significato negativo, per esempio in Irlanda si riteneva che il 29 febbraio fosse un giorno particolarmente propizio per dichiarare il proprio amore a un uomo. E così in altre tradizioni gli anni bisestili erano considerati favorevoli per i cambiamenti esistenziali, professionali, sentimentali.

L’interessante interpretazione degli anni bisestili di Simon and The Stars

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Simon and The Stars

L’astrologo Simon and The Stars afferma che gli anni bisestili segnano spesso “una piccola pietra miliare nel percorso di vita di ognuno di noi e magari – perché no – nel cammino dell’umanità… Nel 2008 è iniziata la crisi economica, nel 2012 abbiamo parlato moltissimo di “fine del mondo” annunciata dai Maya per il 21.12 per poi giungere a pensare che si trattasse di una “fine” simbolica ma non per questo meno potente: finisce un’era, ne inizia un’altra. […] Dalla borsa alla finanza, al potere petrolifero, sono tutte deviazioni che l’uomo ha creato nel corso del ‘900 (il secolo di Plutone e del potere) e che adesso chiedono un profondo ripensamento, un cambio di rotta che torni alla considerazione del reale valore delle “cose della natura“.”

In un articolo pubblicato sul suo blog, il famoso astrologo ha approfondito ulteriormente l’argomento, soffermandosi sull’importanza degli ultimi anni bisestili. Del 2008 (anno della crisi) si legge: “i valori del ‘900 si stanno sgretolando; il tempo del potere economico e della cieca sete di conquiste lascia il passo ad un mondo diverso”. Sul 2012 (anno della fine del mondo, in termini naturalmente simbolici), parla di un cambiamento spirituale importante: “parte dell’umanità saprà andare nella direzione di questo cambiamento, e saprà accantonare per un attimo il perimetro della materia per volgere il proprio sguardo verso l’alto, tornando ad interrogarsi su cosa c’è prima, dopo o sopra di noi”.

E riferendosi al 2016, ci invita a prepararci a un cambiamento radicale: “I progressi della fisica quantistica, la scoperta di un nuovo pianeta, tutto concorre a mostrare che dalla nostra prospettiva non cogliamo che una minima parte del senso profondo delle cose… Chi si oppone a questa “ascensione”, trincerandosi dietro ad un rassicurante agnosticismo, dietro ad un materialismo sterile e bidimensionale, resta dov’è. Chi riscopre questo desiderio – innato nell’uomo – di non accontentarsi della forma e di voler vedere la sostanza, di non accontentarsi delle ombre sul muro della caverna di Platone ma di voler vedere il principio (l’Idea) oltre il fenomeno, entra di diritto in un’Arca di Noè che ci conduce ad una nuova dimensione dell’esistenza”.

E siamo giunti così all’anno bisestile 2020, un anno che è iniziato con molte difficoltà.

Queste le parole dell’astrologo: “Da qualche giorno mi chiedo se scrivere o meno un post sul Coronavirus e più in generale su quest’inizio così tumultuoso del 2020. Ho deciso di farlo perché credo che una delle funzioni più preziose dell’astrologia che amo sia proprio quello di leggere tra le righe dei fatti e trovarvi un senso simbolico. Cominciamo una serie di considerazioni e dati di fatto. Il primo: il 2020 è un anno bisestile. “Anno bisesto, anno funesto”, si dice, ma personalmente sono in disaccordo. Piuttosto invece mi sento di abbracciare una definizione uscita ieri sera durante la diretta di Instagram: “Anno bisesto, anno onesto”. Questo sì che mi trova d’accordo. Perché penso che l’anno bisestile rappresenti una sorta di “anno accentato” (come in un solfeggio in quattro tempi) nel corso del quale alcuni messaggi ci giungono più forti e chiari.”

Per approfondire —> www.simonandthestars.it

Forse gli accadimenti importanti avvenuti durante gli anni bisestili ci vogliono far arrivare messaggi importanti. Speriamo che l’uomo riesca davvero a comprenderli…

Laura De Rosa

www.yinyangtherapy.it

Articolo aggiornato al 28-02-2020