Siamo continuamente bombardati da pubblicità, ricerche scientifiche, pregiudizi e informazione distorta che la nostra confusione dal punto di vista alimentare è davvero grande.

Cosa mangiare per stare bene e per rispettare il mondo che ci circonda? 

Sembra una domanda che non può avere una risposta ma in realtà non è così! Ognuno può trovare la risposta più adatta al proprio mondo, ai propri ideali, alle proprie credenze: è necessario però che ciascuno di noi riesca a trovare il cibo che soddisfi 4 principi di buon senso.

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Il buon senso, infatti, è un ottimo maestro di vita: l’abbiamo però seppellito e sostituito con opinioni più o meno sensate che giungono dall’esterno.

Quelli che vi vado ad elencare sono 4 principi universali che il cibo deve avere per ritenersi tale. Mi viene quasi da sorridere amaramente nel parlarvi di caratteristiche che deve avere un cibo, ognuno dovrebbe averle interiorizzate da solo ma purtroppo non è così: siamo confusi, non sappiamo più cosa dobbiamo o non dobbiamo mangiare, cosa dare ai nostri figli, cosa cucinare ogni giorno…

Le nostre tradizioni culinarie sono state spazzate via dalla pubblicità, dagli interessi economici, dalla volontà studiata a tavolino di volerci ignoranti. Spero che questi 4 principi riescano a darvi una guida verso il risveglio della vostra consapevolezza.

1- Il cibo innanzitutto deve essere un cibo.

spremuta-darancia

Può sembrare un’affermazione scontata ma vi assicuro che non è così. I cibi veri sono quelli che portano all’organismo proprietà nutritive. Esistono però anche i non-cibi che facciamo entrare nel nostro corpo e che lo danneggiano non apportando nessun beneficio: sono gli additivi, i conservanti, gli emulsionanti e via dicendo.

Come abbiamo già riportato in un nostro precedente articolo, Libero Ciuffreda, oncologo dell’ospedale Molinette di Torino, ha dichiarato che “Ogni anno mangiamo 5 chili di additivi’. L’allarme viene lanciato anche da Matteo Giannattasio, ricercatore dell’Università di Padova e direttore della rivista ‘Valore Alimentare’: ‘Rispetto a 60 anni fa la piramide della nostra dieta si e’ rovesciata: una volta gli italiani consumavano il 70% di cibo fresco ed il 30% trasformato, oggi e’ l’opposto. Nel nostro stomaco finiscono alimenti troppo elaborati, di qualità scadente, dove gli additivi chimici sostituiscono gli elementi naturali”.

Cerchiamo quindi di limitare o, meglio, di eliminare tutti i non-cibi che nulla servono al nostro corpo: le bibite gassate, caramelle… tutto ciò che è troppo artificiale e che nutre solo il nostro avido desiderio consumista alimentare.

Evviva quei genitori che vietano questi non-cibi ai loro bambini, che spiegano loro il male che portano al loro corpo, che si battono per salvaguardare la loro salute. E’ possibile, se se ne sente il bisogno, sostituire l’aranciata con spremute d’arancia oppure le caramelle con simil caramelle naturali fatte in casa con datteri e frutta secca.

Leggete come fare le caramelle fatte in casa!

L’alternativa al non-cibo c’è sempre: basta volerlo!

2- Il cibo deve essere il più naturale possibile 

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Se il cibo è naturale riusciamo ad assumerne tutte le proprietà nutritive. Eliminate o riducete cibi con conservanti, additivi, troppo elaborati e confezionati. Privilegiate alimenti di stagione, maturati possibilmente sull’albero, che non sono andati incontro a nessuno o almeno a pochissime elaborazioni artificiali.

Il cibo dovrebbe presentarsi il più possibile uguale a come è in natura quindi per esempio alla carota cotta preferite quella cruda, al succo di frutta di pera preferite la pera stessa.

In una società come la nostra è quasi impossibile mangiare esclusivamente naturale (a meno che non ci produciamo noi il cibo o decidiamo di acquistarlo direttamente da chi lo produce), ma possiamo farlo il più possibile!

3- Il cibo deve essere etico

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Ciò che abbiamo nel piatto non deve essere il frutto di violenza di nessun tipo (ambientale, animale, umana) ma deve poter rispettare il delicato ma fondamentale equilibrio naturale. Non deve essere intriso di veleno, di sofferenza o di sfruttamento innanzitutto perché non è etico mangiare in questo modo ma anche perché mangiando alimenti ottenuti così assumiamo fisicamente e mentalmente un po’ di quel veleno, un po’ di quella sofferenza, un po’ di quello sfruttamento…

Chiediamoci quindi come è stata coltivata quella mela, se rispettando i delicati equilibri della natura o al contrario violentandola con veleni di tutti i tipi. Chiediamoci da dove arriva quella banana che mangiamo: già il fatto che arriva da lontanissimo ci fa pensare al dispendio enorme di energie ambientali ed economiche, cerchiamo poi di scegliere quelle che giungono dal mercato equo e solidale che garantisce i diritti dei lavoratori di tutto il mondo. Chiediamoci poi da dove arriva il formaggio, il latte, la carne che abbiamo nei piatti: quanta sofferenza si nasconde dietro alla produzione odierna di cibi e derivati animali?

4- Il cibo deve essere necessario

Smoke rises from fires on recently cleared land in Jurong Village, Riau, Sumatra.

Cerchiamo di fare una riflessione su ogni cibo che mangiamo e chiediamoci se è davvero necessario per il nostro organismo. Ci sono cibi che portano alla distruzione del mondo e non sono nemmeno necessari alla nostra sopravvivenza (mi viene in mente l’olio di palma che sta facendo dei danni ambientali enormi) e possono essere tranquillamente sostituiti con altro cibo più etico.

4 domande che abbiamo il dovere di porci, 4 riflessioni che ci portano a mangiare e a vivere in modo più sano.

Elena Bernabè

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