Psicologia

Manoressia: l’anoressia vissuta al maschile

Di Cristina Rubano - 16 Agosto 2022

Manoressia è semplicemente un neologismo per indicare un’anoressia vissuta al maschile. I motivi che hanno portato alcuni autori a ritenere utile dare un altro nome a qualcosa che già esisteva è semplicemente per porre maggiore attenzione al fatto che di disturbi alimentari possono soffrire anche ragazzi e giovani uomini. Tradizionalmente si pensa all’anoressia come a un disturbo che riguarda il genere femminile, in realtà non è così. Sebbene le proporzioni fra i due sessi possano essere comunque sbilanciate è anche vero che non disponiamo di stime attendibili. Questo perché i disturbi alimentari maschili spesso vengono non diagnosticati e i ragazzi stessi stentano a chiedere aiuto.

Che cos’è la manoressia

La manoressia, o anoressia al maschile, è naturalmente caratterizzata dagli stessi elementi attraverso i quali si è soliti descrivere e identificare l’anoressia nelle ragazze.

Si tratta di ragazzi che sull’onda di pressioni socio-culturali alla magrezza e alla prestanza fisica, in concomitanza con fattori traumatici o di stress iniziano a prestare un’attenzione ossessiva al proprio corpo. Fanno molto esercizio fisico nel tentativo di perdere peso e mettere massa muscolare. E infatti questo disturbo può presentarsi, nei ragazzi, in concomitanza con la vigoressia, un disturbo dell’immagine corporea in cui non ci si vede mai abbastanza muscolosi e prestanti. Prestano molta attenzione alla dieta e tutti i loro pensieri sono occupati dal peso, dalla palestra, dal cibo. Poiché, come in tutti i disturbi alimentari restrittivi e non solo, questi ragazzi hanno anche una dispercezione della forma del proprio corpo perdono facilmente il controllo di tutto questo. Per quanti sforzi facciano non si vedono mai abbastanza in forma, hanno sempre paura di risultare grassi, goffi o inadeguati e irrigidiscono ancor di più il proprio programma dietetico e di allenamento fino a perdere del tutto il contatto con ciò che è sano e ragionevole. Anche coloro che riescono a riconoscere parte del problema non riescono a fermarsi.

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La manoressia non è una “malattia” e basta

ragazzo con felpa
Credit foto © Pixabay

I disturbi alimentari, specie quelli di tipo restrittivo, fanno la loro comparsa molto spesso in adolescenza. Possono comparire o protrarsi anche nella prima o seconda età adulta. Ma solitamente sono proprio i cambiamenti corporei, emotivi e cognitivi dell’età adolescenziale ad accompagnare l’esordio di queste problematiche. Anche la manoressia dunque, può riguardare una crisi adolescenziale, una difficoltà evolutiva a cui un ragazzo non riesce a rispondere in altro modo che con le diete e la palestra cercando modellare e controllare il suo corpo fino allo stremo.

Non dobbiamo farci sviare da tutte queste terminologie. La manoressia non è qualcosa che un ragazzo “ha”, come fosse il morbillo. Non possiamo applicare a queste problematiche lo stesso modello medico di malattia che adottiamo ad esempio per le malattie infettive.

Un tentativo di affrontare una crisi evolutiva

Un disturbo alimentare in età adolescenziale è un tentativo, certamente disfunzionale, di affrontare un problema evolutivo e come tale deve essere ascoltato e decodificato. Altrimenti qualunque intervento sintomatologico risulterà inutile se non dannoso.

Per un ragazzo può essere difficile ammettere di avere un problema alimentare. Alle volte si risente dello stereotipo assolutamente ingiustificato per il quale questi disturbi sarebbero “roba da ragazze”. Assolutamente no ed è bene chiedere tempestivamente un aiuto psicologico.

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