L’equinozio d’autunno cade a fine Settembre (esattamente il 23 settembre), è un momento magico nel quale alcuni credono si possa prendere la forza dai sogni, e dai propri desideri. Un periodo in cui la natura si tinge di colori caldi e profondi, dal giallo al rosso, le foglie cadono dagli alberi ricoprendo il tutto di un colorato tappeto scricchiolante.

E’ il momento dell’anno in cui giorno e notte sono uguali, il Sole si trova allo zenit dell’equatore durante la rivoluzione terrestre e fa si che i raggi arrivino perpendicolari all’asse di rotazione della Terra.

Nell’emisfero boreale l’equinozio d’autunno segna la fine dell’estate e da il via a quel periodo dell’anno che per molti è un periodo di riposo. Un periodo in cui la natura si spegne, si addormenta e lo spirito dell’uomo si risveglia, illumina il mondo che si sta preparando all’oscurità. Ci sono moltissimi riti legati all’equinozio, tutti per ringraziare della stagione passata e per ingraziarsi quella che sta per arrivare nella speranza che sia mite e temperata.

E’ un periodo di somme da tirare, di conti da chiudere e di valutazioni della conclusione del ciclo produttivo e riproduttivo della natura. In agricoltura si concludono i raccolti, si vendemmia l’uva, si attendono le lunghe notti invernali.

Nel mondo dei rituali festivi, l’equinozio d’autunno è festeggiato col nome di Mabon, rappresentato come il dio della vegetazione e dei raccolti. Mabon fu rapito tre notti dopo la sua nascita e fu liberato molti anni dopo da Re Artù e i suoi cavalieri.

Nello stesso modi nelle credenze celtiche viene raccontato del rapimento greco di Persefone che regola i cicli vitali della terra. Questo simbolismo indica una sorta di “conservazione”, un rito di conservazione dei doni della terra. che vengono tenuti al sicuro per poi essere sacrificati per una nuova vita. proprio perché durante l’assenza di Persefone, sua Madre Demetra impedì alle piante di germogliare.

E difatti in questo periodo si scelgono e si preparano i semi che daranno vita ai nuovi raccolti in Primavera, i semi saranno essiccati e conservati al buio e al fresco.  Durante l’equinozio si deve lasciare andare il passato, si deve concludere ciò che è stato, e come in natura si accettano i frutti, così nella spiritualità dell’uomo si accetta di aver raccolto quello che si è seminato.

Un insegnamento che arriva direttamente da Mabon è quello di imparare a godere di ciò che si ha anzichè lamentarsi per ciò che manca.

Nella tradizione cristiana l’equinozio di Settembre è legato a San Michele, l’Arcangelo al quale si affida la lotta contro le forze del male. La sua spada oltre a trafiggere il drago simboleggia anche lo squarcio del buio, una spada che porta la luce. Ogni tanto San Michele viene rappresentato con una bilancia che è il segno nel quale entra l’equinozio.

L’equinozio è un passaggio tra le stagioni, dalla primavera, attraverso l’estate, dall’autunno fino all’inverno, un po’ come le fasi della vita, nascita, crescita, sviluppo e ritorno alla Terra, un eterno ciclo di vita.

L’autunno è un periodo di quiete della natura, che si riposa, si prepara per il letargo e per il freddo, è un periodo in cui l’uomo dovrebbe prendere coscienza di se stesso, prendersi delle pause, mettere da parte le cose buone passate durante la stagione vitale dell’anno, regalarsi un po’ d’amore, una vacanza, un viaggio e cercare di far scoccare la scintilla della vita, la luce che non lasci entrare il buio.