san-michele

“I veri pensatori sono coloro che servono Michele, che essi considerano come il reggitore del pensiero cosmico. Michele infatti libera i pensieri dal giogo del cervello e gli apre il mondo del cuore… In lui l’immagine del mondo diviene rivelazione piena di saggezza che svela l’intelletto del mondo quale divina azione universale. In questa azione universale, vive la sollecitudine del Cristo per l’umanità; mediante la rivelazione universale di Michele, tale sollecitudine può così rivelarsi al cuore degli uomini” Rudolf Steiner, in Massime antroposofiche

Il 29 settembre si festeggia l’Arcangelo Michele, il cui nome deriva da “Mi-ka-El”, che significa “chi è come Dio?”. Egli viene ricordato per aver combattuto contro Satana in difesa delle forze del bene. Ma non si tratta di un arcangelo di tradizione puramente cristiana, lo ritroviamo infatti sotto sembianze diverse in numerose religioni.

Nella Bibbia Ebraica, libro di Daniele 12,1, viene identificato come primo dei principi, custode del popolo di Israele. Nell’Apocalisse di Giovanni è l’angelo che sconfigge il drago, simbolo del demonio; nella liturgia cristiana viene inoltre identificato come colui che rivela l’apocalisse a San Giovanni. Ma di questa figura ne parlano anche numerosi scritti apocrifi: c’è chi lo vede custode del Paradiso, chi gli attribuisce la rimozione delle pietra sepolcrale di Gesù o lo identifica come colui che portò a Dio la terra e l’acqua necessari per creare Adamo.

L’arcangelo Michele viene citato anche dall’Islam: secondo la tradizione avrebbe istruito personalmente Maometto. Le Chiese avventiste addirittura lo identificano con Gesù riferendosi alla Prima Lettera ai Tessalonicesi in cui San Paolo afferma: “Perché il Signore scenderà dal Cielo con un comando, e con la voce di un arcangelo”. Ove arcangelo significherebbe “capo degli angeli”. Teoria confermata da molti teologi cristiani, secondo i quali l’Angelo del Signore sarebbe Cristo, in riferimento all’Antico Testamento. A quanto pare anche i Testimoni di Geova ravvisano in Michele la figura del messia, chiamando con il suo nome il cosiddetto “portavoce del Padre”. Ovviamente queste affermazioni andrebbero confutate attraverso approfondimenti teologici, sta di fatto che l’arcangelo Michele è una presenza ricorrente e trasversale.

L’Arcangelo Michele nell’iconografia

san-michele-e-il-drago

Per quanto riguarda l’iconografia classica, egli viene raffigurato in armatura, con una spada o una lancia, intento a lottare contro il drago (o il serpente), simbolo del male. Talvolta lo si vede reggere in mano una bilancia con cui pesa le anime, dettaglio di origine non cristiana, risalente alla mitologia egizia e persiana. In questo tipo di raffigurazioni egli rappresenta la Guida delle anime al momento del trapasso. Nell’iconografia bizantina indossa più spesso i panni di un dignitario di corte. In ogni caso, il cristianesimo, l’ebraismo e diverse tradizioni esoteriche lo identificano come protagonista della lotta contro il male e così moltissimi culti popolari. Tant’è vero che, in tutta Europa, esistono miriadi di preghiere a lui dedicate, innumerevoli rappresentazioni artistiche e località che lo hanno scelto come patrono.

La simbologia dell’Arcangelo Michele

arcangelo-michele-simbologia

A livello simbolico Michele rappresenta, più in generale, un essere collettivo che include tutti coloro che si identificano nel suo intento, ovvero far trionfare la luce, il bene, purificando la Terra dal male. Secondo la tradizione solo Michele (e la sua armata) riuscirà a sconfiggere definitivamente il drago/serpente. La sua forza, secondo Peter Deunov (Maestro spirituale di origini bulgare nato nel 1864, fondatore della “Fratellanza bianca universale”) e Omraam Mikhaël Aïvanhov (esoterista e pedagogo bulgaro della scuola di Deunov) è strettamente correlata all’equilibrio, alla giustizia, alla capacità di trasformare il male in qualcosa di costruttivo liberando il bene. Ma se si cerca di farlo (ovvero di separare gli opposti) prima che i tempi siano maturi, la sconfitta è garantita. Questa separazione simbolica non può essere forzata, ma ha luogo non appena il “frutto” è maturo perché ciò avvenga. E’ quindi necessario aspettare l’avvento di Michele affinché il male possa essere sconfitto. Collegandoci a lui e invocando la sua protezione, la luce finalmente trionferà sulle tenebre.

L’Arcangelo Michele secondo Rudolf Steiner

rudolf-steiner

Il pensiero di Deunov torna, rivisitato, anche in Rudolf Steiner, secondo il quale l’Era micaelica, ovvero l’Era dell’arcangelo Michele, sarebbe iniziata nel 1879 e si concluderà nel 2300. La suddivisione del tempo in Ere è opera dell’abate benedettino Tritemio (1462-1513) secondo il quale, come rivelato nel “Trattato delle cause seconde”, la storia è ciclica, fondata sul ripetersi continuo di 7 epoche, ognuna della durata di 354 anni, ognuna retta da un Arcangelo. L’Arcangelo del Sole Michele, in tale ottica, avrebbe già regnato dal 550 al 200 a.C., seguito da Orifiele/Saturno, Anaele/Venere, Zacariele/Giove, Raffaele/Mercurio, Samaele/Marte, Gabriele/Luna (1510-1879). Ogni Era ha ovviamente delle caratteristiche peculiari, simboleggiate dall’Arcangelo che la regge e dal tipo di missione che svolge qui, sulla Terra, ai fini dell’evoluzione umana.

In tale prospettiva, l’Arcangelo Michele è colui che aiuta l’uomo a sviluppare l’intelligenza, ma anche colui che, in quest’epoca, cerca di risvegliare il pensiero cosciente e la via del cuore per combattere l’egoismo di tipo materialistico, autentico male dei nostri giorni. L’obiettivo è conciliare scienza e fede.

san-michele

L’egoismo materialistico, l’ambizione sfrenata, lo spirito critico tipici di questa Era sarebbero, secondo Steiner, i tentativi delle entità negative di ostacolare l’evoluzione umana del XX secolo, trattenendola nel mondo spirituale. Queste entità retrograde e conservatrici vorrebbero quindi opporsi all’evoluzione, relegandoci a uno sviluppo meramente razionale/scientifico: “nell’epoca scientifica iniziata intorno alla metà del XIX secolo, l’attività pensante umana ha toccato a poco a poco le regioni più basse della natura, fino a penetrare nella subnatura (elettricità, magnetismo, radioattività). In contropartita l’uomo dovrà trovare con le sue stesse forze una conoscenza spirituale che lo elevi tanto in alto nel soprannaturale quanto l’attività tecnica lo porti al di sotto del livello naturale. Creerà così in sé la forza di non affondare”.

La crisi che stiamo vivendo sarebbe necessaria, in tale ottica, a risvegliare le coscienze, altrimenti dormienti. Il compito di Michele è accelerarla perché, attraverso di essa, riusciremo a cambiare radicalmente mentalità. La sua lancia affonda nel male portandolo alla luce, ciò comporta inevitabilmente che il marciume venga in superficie e con esso mali di tutti i generi.

L’obiettivo dell’Arcangelo è la fondazione di un’umanità universale, di una globalizzazione delle coscienze, al fine di superare gli egoismi nazionali aiutando i diversi popoli a confrontare i propri punti di vista in modo civile, pacifico. “Missione” molto difficile ma non impossibile. Il profeta Daniele, a tal proposito, riportò una profezia biblica insolitamente attuale: “Ora in quel tempo sorgerà Michele, il grande principe, che vigila sui figli del tuo popolo. Vi sarà un tempo di calamità, come non c’era mai stato dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo; in quel periodo sarà salvato il tuo popolo, chiunque si troverà scritto nel libro” (Daniele 12,1-3). La profezia non si riferisce ovviamente a un popolo eletto, ci mancherebbe, ma a coloro che, indipendentemente dalla nazionalità, dalla religione, dall’etnia o dal colore, riusciranno ad aprire il cuore, ad abbracciare la forza dell’Amore. Punto di vista condiviso dallo stesso Rudolf Steiner.

Che Michele esista o meno, sta di fatto che l’apertura del cuore è senz’altro fondamentale affinché l’umanità apprenda il linguaggio dell’empatia, considerando l’altro, chiunque esso sia, come un fratello piuttosto che un nemico. Perseguire nell’odio reciproco di certo non ci condurrà lontano!

Laura De Rosa

www.yinyangtherapy.it