Quando si parla di educazione, di pedagogia, di bambini, si parla sempre alle mamme e con le mamme. Oggi vorrei parlare invece del ruolo che hanno i papà ed in particolar modo i papà di figlie femmine. Perché se biologicamente siamo diversi, emotivamente questa figura apparentemente estranea al mondo femminile, ricopre un ruolo cruciale.

Le piccole bimbe che nascono diventeranno donne in un batter di ciglia e il papà ha dei compiti che solo lui può ricoprire:

1) essere il loro compagno di giochi (sono spassosi, fantasiosi, creativi, spericolati, interpretano il ruolo che gli viene assegnato e si divertono pure!;-) )

2) essere l’ideale di uomo per loro un domani

3)aprire un varco di comunicazione tra il maschile e il femminile (si sa che ci possono essere grandi difficoltà di comunicazione tra uomini e donne e questo per fattori strutturali, culturali, educativi ecc… far si che non si sviluppi un gap tra i due generi trovando le strategie necessarie è un compito assai arduo ma verrà naturale ad un papà consapevole con la propria figlia).

Si dice che un uomo desideri la figlia femmina e che provi per Lei un amore diverso rispetto al figlio maschio. Questi pregiudizi aiutano solo ad incrementare le lotte tra maschi per il potere, e l’illusione delle femmine che saranno amate a prescindere. Nulla di più sbagliato.
I figli vengono amati e “odiati” in egual misura siano essi maschi o femmine, perché dipende da quanto riflettono di noi, dei nostri irrisolti.

Indubbio è che un rapporto sano papà/figlia, permetterà a lui di godere di momenti del mondo femminile che prima erano incomprensibili e di immettere in lei impronte emotive in grado di piantare quelle solidi radici essenziali per i rapporti futuri rispetto al genere opposto, nonché di godere insieme di un amore meraviglioso.

Ho visto padri vestirsi da principessa, saltare la visione del programma preferito in televisione per vedere il cartone del momento con la figlia; rotolarsi per terra nelle pozzanghere , saltare in un mucchio di foglie, alzarsi alle 3 del mattino per andare a riprendere la figlia in discoteca o lasciare il lavoro per occuparsi della propria bambina. Li ho visti radersi a zero perché la figlia aveva perso i capelli per un tumore. Ho visto padri fare il loro ruolo e anche quello della madre per i più svariati motivi, senza lamentarsi mai. Ho visto padri adorati dalle proprie bambine e lo stesso sguardo l’ho visto nelle ragazze adulte che sono poi diventate. La costante che ho notato affinché questo avvenga è la presenza del padre (l’esserci!) e il rispetto della figlia che si fonda su una base di fiducia piena nell’amore del papà.

Create momenti quotidiani con vostra figlia, fate un viaggio insieme, siate presenti nei suoi momenti di gioia e in quelli di tristezza. Create riti che possano accompagnare i ricordi.

Un papà che ama la propria figlia mette un seme di fiducia nel genere che potrà solo portare altro amore.

Perché se la mamma rappresenta il nido, l’altra parte di noi, il papà rappresenta il mondo, quello che non sono io, quello che voglio esplorare. E invece delle favole del principe azzurro che salverà la principessa sono sicura che oggi i papà preferiscono raccontare la favola delle principesse che si salvano da sole (perché sono in grado di farlo! Sono forti e coraggiose) ma che hanno vicino il re che le sostiene e le incoraggia e magari anche un principe con cui fare “gare” a cavallo!

I papà di figlie femmine hanno un compito grandissimo, ma sono in grado di farlo egregiamente!

Cari papà, grazie di cuore da tutte le donne!

Vivere Montessori augura a tutte le bambine del mondo papà pronti a mettersi in gioco!

Educatrice Manuela Griso