Ricetta per le Patatine NON Fritte Arcobaleno

Ma non sa di niente!!

Se vostro marito ve l’ha già detto cinque volte questa settimana, se vostro figlio più grande rifiuta ogni proposta che gli mettete nel piatto, o se anche voi avete bisogno di aggiungere sempre più sale o condimenti ai vostri piatti per provare piacere a tavola, o se l’idea di un pasto di sola frutta o un riso bianco vi sembra di una tristezza incredibile, ebbene non siete sole.

Prima però di credere che siano i cibi vegetali a esser poco saporiti, o di non valere niente in cucina, tirate fuori la lingua e guardatela bene allo specchio.
Il segreto del trovare saporito quello che mangiamo è nascosta tutta sotto quella patina: si trova a livello periferico nelle papille gustative, ma a livello centrale in alcune aree cerebrali che reagiscono a quello che il palato percepisce quando assaporiamo i cibi e mangiamo.

Il centro del piacere

Più sale, grassi o cibi zuccherati consumiamo e più cibi salati, grassi e zuccherati desideriamo. Diventa un circolo vizioso. Troppo sale, spezie, aromi artificiali e grassi: troppi ingredienti tutti insieme ed ecco che nel tempo i cibi semplici e puliti non vengono più apprezzati. Non è colpa della mancanza di sapore di verdura e frutta, anzi. Siamo noi a non “sapere più di niente”.

Anche il nostro centro del piacere, situato nel cervello, è sempre più intossicato e meno capace di farci provare piacere a tavola (e non solo a tavola), dice questo medico. Consumando regolarmente cibi molto salati o molto zuccherati e calorici (pensate ai gelati, a una braciola, a una torta con uova e latte…), come ci spiega sempre Greger, una regione del cervello collegata al rilascio di dopammina si assuefa sempre di più, si anestetizza, e abbiamo bisogno di più grassi e più calorie per farla attivare, proprio come succede con le dipendenze.

La dopammina è quel neurotrasmettitore legato alla sensazione di “motivazione e ricompensa”: ci premia quando facciamo tutte quelle cose di cui l’organismo ha bisogno, dal bere, al mangiare, all’accoppiarsi. Se questo centro del piacere è fuori fase, non riusciamo più a smettere di mangiare e perdiamo equilibrio e piacere e servono sempre più stimoli per farci sentire “premiati” e soddisfatti. Un pericoloso circolo vizioso che l’alimentazione vegana, molto meno grassa e salata, aiuta presto a interrompere.

dopammina

 

Come ripulire il centro del piacere

Un metodo per ripulire le papille gustative è quello di cominciare a diminuire il numero degli ingredienti che usiamo per le nostre ricette, ridurre il sale e aumentare di molto i consumi di frutta  e verdura fresca e cruda.

Quello che però aiuta maggiormente è eliminare tutti i cibi animali dalla dieta.
E’ ironico che si pensi ai vegani come a persone che non se la godono la tavola, che si privano di “uno dei piaceri della vita”. La realtà è esattamente l’opposta.
E’ ormai scientificamente provato che eliminare anche solo per un breve periodo i cibi animali cambia il modo in cui percepiamo i sapori: diventiamo più sensibili sia ai grassi sia al sapore di salato. E quando si è più sensibili, basta molto meno sale e molto meno grasso di prima per provare piacere.

Come spiega il medico vegano Michael GregerSe si mettono le persone a seguire una dieta povera di sale, dopo qualche settimana gli piacerà sempre di più il gusto delle minestre poco salate e sempre di meno le minestre molto salate.  I loro gusti cambiano. Alla fine, la stessa minestra sembra loro salata come prima anche aggiungendo la metà del sale!”

Chi si ripulisce le papille gustative (e il cervello) torna come un bambino a tavola, sente tutto di più, anche fosse solo un piatto di caldarroste. L’idea di consumare anche solo una macedonia diventa super appetitosa. Un semplice riso in bianco con dell’avocado, un primo squisito, e quando ci si ritrova a mangiare un trancio di pizza, una focaccia o delle patatine fritte, sembra Natale!
Provare per credere. Dovrete darvi almeno 21 giorni per ripulirvi però!

E per premiarvi di essere arrivati fino qui a leggere, eccovi una ricettina facile facile, ma che papille gustative ripulite e un centro del piacere ancora sano apprezzerete in tutta la sua semplice bontà!

Patatine non fritte arcobaleno

Tratta dal ricettario vegano “L’Arca di Eva & Friends

Questa è una ricetta che mi ha passato una delle vincitrici del gruppo Facebook “L’Arca di Eva & Friends”: Miss Arca 2015,  Irina Caseriu.
Irina prepara spesso queste patatine per sua figlia, accompagnate da dei burger veg. di lenticchie!
Ecco come le fa…

Ingredienti

Patate e carote a volontà: io utilizzo patate gialle, viola e poi carote e zucca
(ma si può provare anche con il daikon e le patate dolci)
Olio d’oliva
Spezie a piacere
Sale fino

Preparazione

Sbucciate e tagliate a stick tutte le verdure. Sciacquate bene più volte per lavare l’amido, asciugatele e mettetele in un recipiente con alcuni cucchiai abbondanti d’olio.
Poi basta aggiungere a piacere sale, paprika, origano, rosmarino, curcuma, curry e aglio e mescolare bene con le mani per amalgamare il condimento. Mettete tutto nella teglia da forno dove avrete già disposto un sottile strato di pangrattato sotto e un po’ sopra.
Infornate a 180° per 20/25 minuti.


Ricordate quindi: “Chi gode mangiando crudeltà, gode solo a metà!”

E.v.a.

Aida Vittoria Éltanin (E.V.A.)

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