Per molti neo-vegani, o aspiranti tali, il problema più grande non è tanto trovare alternative vegane ma dover chiedere se queste alternative ci sono, dover chiedere se possono essere cucinate apposta per loro.
Nessuno di noi vuol “dare fastidio”, a nessuno piace passare per “quello difficile” della compagnia e nessun ospite vuole causare “disturbo” ad amici e parenti.
Però qualcuno deve fare andare la lingua se si vuole che l’opzione etica sia sempre più facile da trovare ovunque.

Se ormai troviamo molte opzioni vegane fuori casa è proprio perché i vegani della prima ora (o della seconda…) hanno cominciato a far andare la bocca, ad alzare la cornetta, a chiedere, o a tirarsi su le maniche creando da sé quel che non c’era, aprendo locali o facendosi intermediario tra fornitori e gestori.
Ecco alcune idee di cosa si può trovare di vegano fuori casa, tratte dal libro-ricettario L’ARCA DI EVA & FRIENDS, che aiuta chi vuole passare a questa dieta con un percorso in 21 tappe.

Cosa trovare di vegano nei ristoranti italiani

Pastasciutta (penne all’arrabbiata, spaghetti aglio olio e peperoncino, fusilli alle verdure o anche una semplice pastasciutta al sugo di pomodoro)

Risotti vari (radicchio, zafferano, zucca, funghi…). Basta chiedere che non spolverino il formaggio sopra (o dentro) o che non usino il burro per mantecare. A volte usano il brodo di carne per cuocere il riso, ma non sempre. Informatevi di volta in volta.

Minestre/zuppe del giorno. Verificate gli ingredienti o chiedete che non aggiungano grana o burro.

Legumi vari, grissini, polenta, farinata, focaccia…

Patate lesse o al forno o patatine fritte (sì, fritte, ricordate che i vegani non sono tutti santi!)

Verdure grigliate e insalate miste

Macedonie e/o gelati alla frutta e sorbetti (di solito sono a base d’acqua)

Anche sempre più bar offrono colazioni vegane, dal cappuccino con latte di soia (o di mandorle), a cornetti vegetali.

Cosa trovare di vegano nei ristoranti etnici

Per fortuna non è difficile mangiare vegano neppure nei ristoranti etnici. Facile trovare la guacamole o le patatas bravas nei ristoranti messicani e spagnoli, o pensiamo all’hummus o tabouleh nei ristoranti medio-orientali e infine agli involtini primavera con pasta filo nei locali cinesi.
Strepitosi poi i ristoranti indiani.

Il ristorante etnico che però sta andando per la maggiore è quello giapponese. Può essere che i vegani da questi siano scaraventati fuori per assenza di cibo vegetale?
Per fortuna no. Quasi tutti questi locali offrono l’opzione dei sushi vegetali, anche da asporto…



Vi sembra strano che si possa parlare di sushi vegano senza pesce crudo?
In giapponese antico in realtà “sushi” significava “aspro”, niente a che fare con “pesce” quindi.
A rendere leggermente aspro questo famoso piatto era il riso fermentato con l‘aceto.
È proprio questo ingrediente vegetale infatti la base del piatto che per noi ormai è diventato ingiustamente sinonimo di “pesce crudo arrotolato dentro il riso“.
Sono aceto e riso a dare la loro bontà unica ai piatti di sushi e a tutto quello che gli veniva messo dentro.

Anche se è indubbio che la versione più antica e famosa di sushi  fosse l’abbinata “riso+pesce crudo”, soprattutto tra i ricchi, è ormai chiaro che è sempre stato altrettanto popolare tra la gente comune il sushi di verdure (spesso conosciuto con il nome di nori maki).

Noi ve ne proponiamo una ricetta facile e di sicuro successo tratta dal libro “L’Arca di Eva & Friends“.

Fotografia di Roberta Nini (Tutor dell’Arca)

SUSHI MAKI

Di Susanna Cavallo (Vegan Crazy Susy), Tutor dell’Arca di Eva
Ingredienti

Riso basmati integrale (50 gr a porzione)
Aceto di riso (3 cucchiai a porzione)
Zucchero di canna (1 cucchiaino a porzione)
Verdure miste a scelta (1 zucchina, 1 carota, 1 costa di sedano, alcune cimette di broccoletti cotti ecc.)
Radice di zenzero grattugiata
Fogli di alga nori (da ogni foglio escono 5 o 6 sushi)
Un limone bio

Preparazione

Cuocete il riso a vapore solo con acqua senza sale, poi allargatelo sul piatto per farlo raffreddare e versateci sopra l’aceto di riso dove avrete fatto sciogliere lo zucchero di canna. Mescolate e lasciate riposare. Saltate nel wok o in un tegame capiente le verdure miste tagliate a fiammifero per 3 minuti con un po’ d’olio, sale q.b., radice di zenzero e scorza di limone bio grattugiate. Le verdure devono rimanere piuttosto al dente e croccanti.

Mettete il foglio di alga nori sull’apposito tappetino di bambù per arrotolare i maki. Stendeteci sopra il riso e premete per farlo aderire bene mettendo al centro un po’ di verdurine. Arrotolate stretto stretto e bagnate la fine dell’alga nori affinchè si sigilli e il rotolino non si apra.

Mettetelo in frigo per una mezz’ora, poi tagliatelo a fette spesse come un normale sushi.
Per decorarlo potete affiancargli qualche sottile fetta di limone nel piatto di portata. Accompagnate a piacere con salsa di soya o tamari (optional).

Foto di Elena Pelò

Sayonara!

Aida Vittoria Eltanin  (E.v.a)

L’Arca di Eva & Friends )